Il nuovo grande portale del Welfare sarà on line il 10 gennaio 2011
WelfareCremonaNetwork. Il nuovo grande portale del Welfare sarà on line il 10 gennaio 2011
Gli archivi dei precedenti siti saranno mantenuti on line.
Il primo sito, www.welfarecremona.it , l’ho registrato il 22 luglio del 2002.
Da sindacalista attivissimo (fino al 2000 Segretario Generale della CGIL di Lodi anziché vincere alla lotteria mi sono beccato, con le stesse probabilità, un virus al cuore ) ero divenuto una persona “ fuori gioco”rispetto ai miei interessi sociali e politici.
Allora ho pensato di darmi , anziché all’ippica, all’informatica “militante”.
In quel periodo avevo letto un libro di Pino Cacucci .Una sua frase mi aveva colpito:
“ La grande fregatura del non avere un futuro, è credere che il passato sia sempre meglio del presente”.
Da qui l’idea di costruire la rete dei siti del welfare che parte dalla mia esperienza concreta e dalla ferma volontà di credere nei valori della solidarietà, delle pari opportunità e dei diritti alla persona e dei lavoratori, sui quali sono convinto vada fatta più comunicazione e migliore informazione.
Dopo il primo sito abbiamo aperto, con amici, gli altri: wel italia, wel lombarda, wel europa e wel blog.
Ad oggi, tutti i siti, contano circa 1.800.000 ( un milioneottocentomila ) contatti mensili. Un risultato a cui nessuno aveva sperato
Le nuove tecnologie ci permettono, con il gennaio 2011 di unificare tutte le testate in un unico grande portale del welfare denominandolo, per rispetto delle origini, WelfareCremonaNetwork (www.welfarecremonanetworl.it )
Il nuovo portale avrà molte novità .
Nei siti del ” Welfare” troverai notizie, appuntamenti,discussioni e documenti relativi al mondo della politica, della cultura, della scuola e della società del lavoro.
Che siano più o meno ricchi, più o meno aggiornati dipende anche da te. Ti aspettiamo
Se hai dei suggerimenti sono senza dubbio graditi. La nuova tecnologia che usiamo non ci consente ancora di fare miracoli..ma come si dice in gergo “ci stiamo attrezzando”.
Non posso non dire come si finanzia il sito.
Come è evidente dalle pagine di presentazione i costi e tutti gli oneri della gestione del portale sono a carico mio, intendo personalmente.
In questi anni abbiamo avuto amici ed istituzioni ( che sentitamente ringrazio) che ci hanno sponsorizzato. Conto pertanto che questi contatti siamo mantenuti e che mi aiutino a recupera parte dei costi.
La linea editoriale del sito non può non guardare alle mie origini di sinistra e oggi di centro sinistra.
Ma come dicono i ragazzi del Forum Ambiente, scaricati dalla giunta Perri, sono una persona sempre libera di pensare e per questa ragione il portale darà spazio a tutte le voci democratiche che vorranno inviarci le loro news ed opinioni e relazionarsi con noi.
Speriamo in bene. Un buon 2011 per tutti.
Gian Carlo Storti
Direttore del portale
www.welfarecremonanetwork.it
direttore@welfarenetwork.it
Al nuovo portale si potrà accedere, dal 10 gennaio 2011, con tutti i precedenti domini:
- www.welfarecremona.it
- www.welfarecrema.it
- www.welfarelombardia.it
- www.welfareitalia.it
- www.welfareeuropa.it
- www.welfarenetwork.it
- www.welfareblog.it
Cremona 5 gennaio 2011
Il nuovo sito è stato realizzato da Marco Ghirardi di Cremona web s.r.l.
*Una certa idea di apertura alla società civile ci ha portato i Calearo e gli Scilipoti*. No, On. D’Alema, questo è troppo.
“Dobbiamo tornare alla politica, quella vera. Una certa idea di apertura alla società civile ci ha portato i Calearo e gli Scilipoti”
Quando ho letto questa risposta di D’Alema alla domanda su quale fosse la missione del PD, ho finito la lettura dell’intervista su L’Unità e iniziato a scrivere questa lettera.
Perché faccio parte della “società civile”.
Di un’associazione (Libertà e Giustizia) che come altre s’impegna per aumentare la consapevolezza dei cittadini, perché il Paese soffre da tempo di una siccità informativa, che genera disinformazione e indifferenza, l’humus ideale per il populismo.
Organizziamo incontri con esperti, andiamo nelle scuole con i magistrati per far amare la nostra Costituzione; nelle piazze e nei mercati per fare quella che un tempo si chiamava “contro-informazione” scrivendo volantini in modo chiaro, così che anche le persone più semplici possano capire che la politica non è una faccenda di pochi, ma di tutti.
In questa azione di supporto ai partiti - che riteniamo un patrimonio costituzionale della democrazia - ci mettiamo tempo e impegno.
Non abbiamo mai chiesto niente, convinti che fare qualcosa per migliorare il nostro Paese sia giusto e basta.
Ma chiedo a lei, On. D’Alema, di non mancare di rispetto a quanti svolgono volontariato politico nella “società civile”; di non considerarla ancora qualcosa di separato dai partiti e da cui guardarsi, perché da lì arrivano i traditori.
No, onorevole D’Alema. Questo è troppo.
Se lei non ha previsto il danno che avrebbe provocato questa sua frase, credo che la sua sensibilità politica sia insufficiente ad ampliare il consenso del PD.
Massimo Marnetto, Libertà e Giustizia di Roma
Aduc- Osservatorio Padova. Riuscirà AcegasAps a ottenere altri soldi
Aduc- Osservatorio Padova. Riuscirà AcegasAps a ottenere altri soldi? Padova 30.12.2010. Tanto ferro e fuoco nei mesi scorsi per limare gli aumenti della Tia, il costo dei servizi sull’asporto rifiuti, per fissarla a un 3%. L’ex municipalizzata AcegasAps chiedeva al comune di Padova il 6,5%. Ora, con il diluvio di aumenti delle tariffe che si abbatteranno sui bilanci delle famiglie padovane, l’azienda ci riprova, e infila, con gli auguri di fine anno, la richiesta al Comune di imporre un aumento di un altro 3%. Come dire: già che ci siamo con le mazzate, una più una meno. E il pretesto con cui si giustifica la richiesta d’aumento è riconducibile anche ai costi della cosiddetta raccolta porta a porta dei rifiuti, che il Comune attiverà dal prossimo anno in due piccole zone limitate ai quartieri 3 e 4.
Vorremmo capire, viste le premesse, a quanto lieviteranno i costi della Tia nel momento in cui la raccolta porta a porta sarà estesa a tutte le utenze della città. Perché ci pare scontato che l’obiettivo del Comune sia questo. E noi dal prossimo anno ci attiveremo, con tutti i gruppi e partiti che lo condividono, per una iniziativa popolare sulla città per accompagnare l’assessore all’ambiente Zan in questa operazione virtuosa. Perché la raccolta porta a porta consente di eliminare i cassonetti, che diventano troppo spesso delle piccole puzzolenti discariche a cielo aperto. Tanta materia si può recuperare, perché la separazione dei rifiuti è praticata al massimo, e quindi si riduce la necessità di impianti di smaltimento come inceneritori e discariche. Di conseguenza, insieme all’assessore Zan, chiederemo la chiusura della prima e seconda linea dell’inceneritore di Padova.
Ci pare pertanto immotivata la richiesta di aumento della Tia da parte di AcegasAps attribuita al porta a porta. Recenti studi di regioni limitrofe al Veneto, come Lombardia ed Emilia, confermano l’equivalenza sostanziale dei costi. Sappiamo altresì che chi gestisce discariche e inceneritori non ha interesse a praticare la raccolta porta a porta perché non può fare buoni guadagni sostenuti dal contributo pubblico. E puntualmente invocano il basso gradimento dei cittadini e paventano l’aumento dei costi. Ma ci adopereremo per smentirli.
Maria Grazia Lucchiari
ADUC Associazione per i diritti degli utenti e consumatori – Padova
http://www.aduc.it
lucchiari@aduc.it
Tel.347 4041133
Pastori & pastori (di Massimo Marnetto)
La difesa del Papa e dei vertici della Chiesa che Filippo Di Giacomo ha svolto sulle pagine de L’Unità è appassionata, ma non convincente. Almeno per me.
Maltempo Firenze e non solo. I rimborsi… non fidarsi
Maltempo Firenze e non solo. I rimborsi… non fidarsi e procedere subito con le intimazioni
Firenze, 20 Dicembre 2010. Dopo tre giorni dai venti centimetri di neve che hanno bloccato Firenze, la Toscana e relative strade di attraversamento, il rimpallo di responsabilita’ e l’assunzione delle stesse, sono all’ordine del giorno. Fra un po’ di giorni non se ne parlera’ piu’, il Natale e le feste, che rendono tutti piu’ buoni e disattenti a cio’ che accade intorno, svolgeranno un ottimo servizio soporifero. E quindi alla prossima nevicata, alluvione, incidente, etc.
Pessimisti? No, semplicemente abituati ad avere a che fare con i gestori dei servizi e le autorita’ locali: tranne rare eccezioni, tutti declamatori ma che, alla sostanza per i danneggiati, non portano mai niente.
A partire dal presidente della Regione Toscana, Enrico Rossi, che sicuramente e’ sincero quando si mostra arrabbiato e con intenzioni bellicose nei confronti di Anas, Autostrade e Treniatalia, ma perche’ dice che vuole fare una class action contro queste aziende, quando una simile azione giudiziaria non e’ proceduralmente possibile? Forse perche’ nel tritacarne del linguaggio esasperato e sempre estremo della politica, dire un semplice “ti denuncio” non ha piu’ la forza di una volta e quindi ecco la parola magica che dovrebbe fare piu’ paura “class action”, poco importa se invocata a sproposito. Un cattivo segnale a nostro avviso, perche’ se il governatore della Toscana sta pensando a questo, vuol dire che non sta pensando a come realmente operare per far risarcire i danneggiati, ma sta solo cercando uno spazio mediatico a suon di battute che lui considera forti.
E poi c’e’ il Sindaco di Firenze, Matteo Renzi, che dice e non dice, che si assume la responsabilita’ e che un minuto dopo dice il contrario
Insomma, il teatrino della politica che si sta muovendo, come sempre, sulla pelle degli utenti danneggiati dai disservizi.
Il consiglio che noi diamo a chiunque sia in grado di dimostrare i danni che ha subito, e’ di non aspettare le indicazioni delle autorita’, delle commissioni, dei tavoli di confronto, etc. molto sara’ solo fumo negli occhi. Quindi: procedere subito con una raccomandata A/R di messa in mora in cui si chiede con dovizia di particolari e numeri il rimborso del danno subito, altrimenti entro 15 giorni li si portera’ davanti alla giustizia civile. Qui come fare la messa in mora:
http://sosonline.aduc.it/scheda/messa+mora_8675.php
Per chi volesse gratuitamente consulenza dal nostro servizio, oltre a scriverci via posta elettronica attraverso il nostro web (http://sosonline.aduc.it/info/consulenza.php) puo’ telefonarci allo 055290606 dalle 15 alle 18.
Vincenzo Donvito, presidente Aduc
COMUNICATO STAMPA DELL’ADUC
Associazione per i diritti degli utenti e consumatori
URL: http://www.aduc.it
Email aduc@aduc.it
Tel. 055290606
Ufficio stampa: Tel. 055291408
Tariffe idriche alle stelle: arroganza di Publiacqua e del Comune di Firenze
Aduc - Osservatorio Firenze. Tariffe idriche alle stelle: l’arroganza di Publiacqua e del Comune di Firenze. Il conflitto di interessi
Firenze, 18 Dicembre 2010. L’autorita’ idrica fiorentina, Aato3, ha deciso: tariffe dell’acqua in aumento per dieci anni: 5% nei primi 4 anni, 3% nei successivi 6, piu’ l’inflazione. E cosi’ la tariffa idrica piu’ cara d’Italia diventa ancora piu’ cara. Ovviamente e’ per il bene degli utenti: occorrono 740 milioni di euro per infrastrutture, opere idriche e fognature. Anche i dittatori sono convinti di agire per il bene dei propri sudditi ma, come per Publiacqua, anche in quel caso e’ tutta questione di metodo…
Metodo di Publiacqua che e’ uno scandalo.
Prima di tutto lo scandalo del conflitto di interessi. L’Aato3, che decide gli aumenti proposti da Publiacqua, e’ gestito da persone nominate dai Comuni, che sono gli stessi che detengono al 34,63% le azioni di Publiacqua (21,6 Firenze, 12,96 altri) (1). Sicuri che l’Aato3, ufficialmente autorita’ indipendente, decide in autonomia? Penseremmo lo stesso, per esempio, se i dirigenti dell’Autorita’ delle Comunicazioni fossero nominati da Telecom Italia, Wind, Vodafone, H3g, etc?
A seguire la questione degli utili che la Spa Publiacqua registra ogni anno e divide tra gli azionisti. Perche’ gli utili che vengono dalle bollette degli utenti devono andare ai Comuni e questi ne fanno l’uso che credono, mentre per l’ammodernamento del sistema idrico si chiedono piu’ soldi agli utenti? Essendo i Comuni enti per il bene pubblico, perche’, per esempio, per tappare (o non tappare…) le buche del manto stradale fiorentino devono prendere i soldi dagli utili di Publiacqua e non da altro.. non bastano le oltre 150.000 multe con autovelox comminate dal 1 gennaio al 6 ottobre 2010? E perche’ dobbiamo finanziare la chiusura delle buche romane e parigine, visto che l’Acea e la Gdf Suez hanno anch’esse utili da Publiacqua? Non e’ alta finanza osservare che i soldi che le amministrazioni usano per i loro servizi hanno maggiore trasparenza e meno costo quando sono provento diretto alla bisogna. C’e’ qualcosa che non torna finanziariamente, ma politicamente ed economicamentetorna molto: il Comune non tassa anche se ce ne sarebbe bisogno e si fa bello, ma gli stessi soldi li prende per l’acqua, di cui nessuno puo’ fare a meno. Durante il Fascismo questa politica si chiamava “del bastone e la carota”, oggi, che siamo ufficialmente in democrazia, e’ sempre la stessa, con l’aggiunta dell’arroganza per conflitto di interessi.
(1)
Publiacqua, ripartizione delle quote azionarie:
Comune Firenze 21,67%,
Consiag (spa pratese di 24 Comuni) 24,94%,
Altri Comuni 12,96%,
Publiservizi (holding di diversi Comuni della zona) 0,43%,
Acque Blu Fiorentine S.p.A. 40%; cioe’: Acea S.p.A. 68,99%, Ondeo Italia spa (holding italiana di Gdf Suez SA, societa’ francese di proprieta’ dello Stato) 22,83% MPS Investment S.p.A 8%, 0,..% alcuni consorzi e cooperative di costruzione.
COMUNICATO STAMPA DELL’ADUC
Associazione per i diritti degli utenti e consumatori
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Berlusconi e le tasse: non metteremo le mani in tasca agli italiani. Siamo il terzo Paese per le tasse
Berlusconi e le tasse: non metteremo le mani in tasca agli italiani. Siamo il terzo Paese per le tasse
Roma, 16 Dicembre 2010. “Non metteremo le mani in tasca agli italiani”, “ridurremo le aliquote al 23 e 33%”. Queste le promesse dell’attuale presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, in materia di fisco che sono state prontamente smentite dall’Ocse, l’Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico che raggruppa 33 Paesi industrializzati. Siamo il terzo Paese per le tasse, 43,5%, dopo la Danimarca e la Svezia. Ovviamente, non possiamo paragonare le strutture e i servizi dei due Paesi nordici con quelli dell’Italia, cosi’ il contribuente deve sobbarcarsi i costi aggiuntivi dovuti all’inefficacia e inefficienza dei servizi pubblici. Per esempio se non funzionano i trasporti pubblici il cittadino dovra’ sobbarcarsi l’onere di utilizzare quello privato. In questo senso la “tassazione” del disservizio si aggiunge al 43,5% della fiscalita’. Al presidente del Consiglio Berlusconi potremmo cantare la famosa canzone di Mina: parole, parole, parole.
Primo Mastrantoni, segretario Aduc
COMUNICATO STAMPA DELL’ADUC
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Egitto: 63 profughi arrestati da autorità e a rischio deportazione
Egitto: 63 profughi arrestati da autorità e a rischio deportazione
EveryOne e Habeshia: “UNHCR vigili su rispetto diritti umani e garantisca loro protezione internazionale”. In corso negoziati anche per i 250 ostaggi nel nord del Sinai.
Roma, 9 dicembre 2010. L’Agenzia Habeshia e il Gruppo EveryOne esprimono una protesta formale verso le autorità egiziane che hanno arrestato 63 rifugiati eritrei e somali, dopo la loro liberazione dai trafficanti vicino a Suez City. I profughi sono accusati di immigrazione clandestina. “Ricordiamo al Governo egiziano” dichiarano Roberto Malini, Matteo Pegoraro e Dario Picciau, co-presidenti di EveryOne, e don Mussie Zerai, di Habeshia, “che l’Egitto ha sottoscritto la Convenzione di Ginevra sui rifugiati e che i 63 migranti hanno diritto alla protezione internazionale poiché fuggono da una crisi umanitaria”. L’Agenzia Habeshia e il Gruppo EveryOne chiedono formalmente all’Alto Commissario ONU per i Rifugiati (UNHCR) Antonio Guterres e al suo portavoce in Italia Laura Boldrini di attivarsi affinché ai profughi sia concessa protezione internazionale e non vengano deportati in Eritrea. “Sono inoltre in corso” aggiungono gli attivisti, “dei negoziati tra le autorità egiziane e i trafficanti nella cittadina di Rafah, nel Governatorato del Sinai del Nord, al confine con Israele, dove sono detenuti da oltre un mese i 250 profughi eritrei, somali, sudanesi ed etiopi, 6 dei quali sono stati barbaramente uccisi. Gli ostaggi sono nelle mani del noto trafficante Abu Khaled, la cui rete si occupa di traffico di migranti, commercio di organi umani, vendita di armi e altre attività criminose. Rimanendo comunque estremamente cauti sulle conseguenze delle trattative ancora in corso, riteniamo vi sia la probabilità di una loro liberazione a breve. Chiediamo dunque sin da ora” continuano Malini, Pegoraro, Picciau e Zerai, “che l’UNHCR e gli uffici dell’Alto Commissario ONU per i Diritti Umani (OHCHR) vigilino attentamente sul rispetto dei loro diritti fondamentali in vista di un’eventuale liberazione dai loro carcerieri e avanzino preventivamente la richiesta formale all’Egitto che i profughi beneficino di protezione internazionale in qualità di perseguitati. L’Europa deve essere altresì pronta ad accoglierli,” concludono gli esponenti delle due ONG, “e non possiamo permettere che dopo minacce, torture e altre brutalità subiscano un arresto arbitrario e una deportazione irresponsabile”.
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Stella di Natale. Puo* essere dannosa
Stella di Natale. Puo’ essere dannosa
Roma, 6 dicembre 2010. La stella di Natale (Euforbia pulcherrima) puo’ essere dannosa. Sembra incredibile ma e’ proprio cosi’ perche’ le foglie e il fusto della pianta contengono sostanze ad azione nociva, sia per contatto che per ingestione. Il lattice, proveniente dalla lacerazione delle foglie o dal taglio del fusto, a contatto con l’epidermide puo’ provocare eritema, prurito, bruciore della congiuntiva e della mucosa orale e faringea; se ingerito da’ luogo a nausea, vomito, diarrea e perdita di coscienza. E’ proprio la colorazione rossa delle foglie a sollecitare l’attenzione dei bambini e costituire un pericolo: rompere le foglie e metterle in bocca e’ un tutt’uno che puo’ avere gravi conseguenze. Anche gli animali domestici possono essere attratti dalla Stella di Natale e mordere sia le foglie che il fusto, con relative conseguenze. L’Euphorbia pulcherrima ha avuto un notevole successo come pianta natalizia: il colore rosso delle foglie (esistono varieta’ rosa o bianche ) da’un tono di vivacita’, di allegria e di luminosita’ alle nostre case, ricorda climi piu’ caldi e vegetazioni lussureggianti (e’ originaria dell’America centrale), ha una combinazione di colori indovinata (rosso, verde e giallo). Insomma in casa ci sta proprio bene.
Conoscerla e’ opportuno per evitare spiacevoli incidenti.
Primo Mastrantoni, segretario dell’Aduc.
COMUNICATO STAMPA DELL’ADUC
Associazione per i diritti degli utenti e consumatori
URL: http://www.aduc.it
Email aduc@aduc.it
La frase *ce ne freghiamo* è contro la Costituzione
Chi dice “ce ne freghiamo” delle prerogative del Capo dello Stato, insulta la Costituzione che le pone, con una espressione tipica del Fascismo.
Noi - cittadini democratici - ci stringiamo attorno al Presidente Napolitano, contro l’ignoranza civica che caratterizza questo Governo.
E continuiamo a proclamare la Costituzione e i suoi valori, come la nostra Patria.
Attenti e resistenti verso qualsiasi conato fascista.
Massimo Marnetto, Libertà e Giustizia di Roma
