Giovedì, 21 settembre 2017 - ore 21.25

Il V4 all’Italia: i migranti vanno fermati in Libia Orban pensa ad azioni militari

Nel corso del vertice dei primi ministri dei paesi V4, che si è tenuto mercoledì a Budapest, ed ha avuto diversi temi di discussione tra i quali la pressione migratoria, è stata stilata una lettera per il presidente del consiglio italiano Paolo Gentiloni.

| Scritto da Redazione
Il V4 all’Italia: i migranti vanno fermati in Libia Orban pensa ad azioni militari

Nella missiva i quattro capi di governo scrivono di simpatizzare con «gli straordinari sforzi dell’Italia» che sta affrontando costi economici e sociali per affrontare gli effetti della crisi migratoria. Ma sottolineano anche che è impossibile, ora come ora, distinguere i migranti economici dalla massa di persone che attraversano il Mediterraneo e approdano sulle coste italiane. Per una azione efficace allo scopo di accogliere solo i migranti che hanno diritto all’asilo, e quindi in fuga da guerre e persecuzioni, è necessario creare hotspot direttamente in Libia, dove selezionare le persone che possono fare la traversata verso l’Europa, dicono i quattro di Visegrad. Noi continueremo a dare il nostro contributo, «nei limiti dei nostri mezzi disponibili, agli sforzi italiani ed europei per fermare le partenze dalla Libia», si legge, un contributo che è sintetizzato in cinque punti alla fine del documento. Tra le proposte, aiuto a creare hotspot fuori del territorio UE, a migliorare il codice di condotta delle ONG nei salvataggi in mare, a formare la guardia costiera libica per fermare di più e meglio i trafficanti di uomini, e contributo, ma solo se richiesto, a proteggere la frontiera meridionale della Libia in operazioni sponsorizzate dall’Unione europea.

Non è scritto nero su bianco nel documento, ma lo ha sottolineato a voce Viktor Orban alla radio ungherese a margine del vertice, che il messaggio per l’Italia è «chiudete i vostri porti». La missiva indicava la necessità di dare un taglio ai “fattori di attrazione” dell’immigrazione, tra i quali sono i trasferimenti in terraferma e le ricollocazioni di altri paesi dell’UE volute dalla Commissione europea. Orban ha detto che se non si chiudono i porti «il problema diverrà ingestibile, dato che tedeschi e austriaci chiuderanno presto le loro frontiere». Se il problema è che l’UE non ha un vero e proprio interlocutore in Libia, Orban crede che si potrebbe pensare ad «azioni militari».

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