Domenica, 17 febbraio 2019 - ore 11.04

12 dicembre 1969-12 dicembre 2018 A 49 anni Strage di Piazza Fontana di Gian Carlo Storti

La chiamammo Strage di Stato: chi erano Valpreda, Pinelli e Calabresi. Con quelle bombe iniziò la strategia della tensione. A 49 anni dalla strage di Piazza Fontana, il primo pensiero va alle vittime innocenti, alle quali non e' ancora stata resa giustizia.

| Scritto da Redazione
12 dicembre 1969-12 dicembre 2018 A 49 anni Strage di Piazza Fontana di Gian Carlo Storti 12 dicembre 1969-12 dicembre 2018 A 49 anni Strage di Piazza Fontana di Gian Carlo Storti 12 dicembre 1969-12 dicembre 2018 A 49 anni Strage di Piazza Fontana di Gian Carlo Storti 12 dicembre 1969-12 dicembre 2018 A 49 anni Strage di Piazza Fontana di Gian Carlo Storti

12 dicembre 1969-12 dicembre 2018 A 49 anni Strage di Piazza Fontana di Gian Carlo Storti

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12 dicembre 1969-12 dicembre 2015 A 46 anni dalla Strage di Piazza Fontana di Gian Carlo Storti

E' indispensabile, rappresenta un dovere anche morale, fare interamente luce su un episodio della nostra storia. Con quella bomba iniziò la stagione che fu chiamata strategia della tensione: il sangue di cittadini venne freddamente sparso nel tentativo di arginare il processo di crescita democratica dell'Italia.

“ E' quindi ancora importante che il popolo italiano abbia consegnata la verita' su quella strage e che vi sia una memoria storica condivisa. Nessun popolo costruisce un futuro positivo se, al di la' di legittime differenze politiche, non ha a suo riferimento valori condivisi ed una comune memoria della propria storia" ( dichiarazione di Chiti Vannino del PD).

Breve ricordo personale: Quella mattina del 13 dicembre 1969 all’entrata della scuola Itis di Cremona eravamo tutti sconcertati. La notizie delle bombe del giorno prima ci avevano scioccato. Non potevamo credere , come alcuni giornali e la stessa televisione avevano annunciato, che la responsabilità di quelle bombe e stragi fosse da attribuire alla sinistra o meglio agli ambienti anarchici. Forse fu lo stesso Corriere della Sera e/o la Notte di Milano a pubblicare la foto di Valpreda. Eravamo sgomenti. No i nostri ideali non potevano passare dalle stragi e dalle bombe. La mattina in classe si apri una fortissima discussione con un professore,dichiaratamente fascista, che accusava la sinistra di quella strage. Rispondemmo con i nostri soli argomenti della logica e della passione politica. Non avevamo elementi ma solo convinti che l’affermazione dei nostri ideali non poteva passare dalle bombe, dalle stragi, ma dalla partecipazione popolare alla riscossa democratica. Il dibattito prosegui dopo la “ caduta” dell’anarchico Giuseppe Pinelli dalla finestra della questura durante le indagini condotte dal Commissario Calabresi. Nacque così l’idea politica della “ Strage di Stato”. La sinistra, il PCI , rifiutarono l’accusa di essere carnefici . Furono prese le distanze da quelle stragi e da quelle bombe e “politicamente” si indicò la matrice fascista con il sostegno degli apparati deviati dello Stato.A distanza di anni quella tesi è stata più volte dimostrata anche se gli autori materiali non hanno pagato.A distanza di anni si è avuta conferma che la morte di Pinelli non era direttamente collegabile al commissario Calabresi (che non era presente nella stanza), però la moglie dello stesso Pinelli attende ancora di conoscere , come lei stessa afferma, la verità.A distanza di anni i mandanti e gli assassini del Commissario Calabresi sono stati scoperti e condannati. Ma Adriano Sofri si è sempre dichiarato innocente.A distanza di anni le vedove Calabresi e Pinelli si sono incontrate nel segno del perdono e della concordia.A distanza di anni Mario Calabresi , figlio del Commissario , diventerà direttore di Repubblica ed  il figlio di Sofri giornalista televisivo.Ma a distanza di anni siamo d’accordo con il Presidente Napolitano che “ molti punti oscuri di quegli anni sono ancora da chiarire”. A distanza di anni abbiamo ancora fiducia che la forza delle nostre idee ci permetterà di superare anche le attuali difficoltà.

Gian Caro Storti storti@welfareitalia.it 

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La strage di Piazza Fontana a Milano il 12 dicembre 1969. La strage di Piazza Fontana fu conseguenza di un grave attentato terroristico avvenuto il 12 dicembre 1969 nel centro di Milano, quando, alle 16:37 una bomba esplose nella sede della Banca Nazionale dell'Agricoltura in piazza Fontana, provocando la morte di diciassette persone ed il ferimento di altre ottantotto. Per la sua gravità e rilevanza politica, tale strage ha assunto un rilievo storico primario venendo convenzionalmente indicata quale primo atto della Strategia della Tensione. Una seconda bomba fu rinvenuta inesplosa nella sede milanese della Banca Commerciale Italiana, in piazza della Scala, furono fatti i rilievi previsti, e successivamente fu fatta brillare distruggendo in tal modo elementi probatori di possibile importanza per risalire all'origine dell'esplosivo e a chi avesse preparato gli ordigni. Una terza bomba esplose a Roma alle 16:55 dello stesso giorno nel passaggio sotterraneo che collegava l'entrata di via Veneto con quella di via di San Basilio della Banca Nazionale del Lavoro, facendo tredici feriti. Altre due bombe esplosero a Roma tra le 17:20 e le 17:30, una davanti all'Altare della Patria e l'altra all'ingresso del museo del Risorgimento, in piazza Venezia, facendo quattro feriti. Si contarono dunque cinque attentati terroristici nel pomeriggio dello stesso giorno, concentrati, tra il primo e l'ultimo, in un lasso di tempo di soli 53 minuti, a colpire contemporaneamente le due maggiori città d'Italia, Roma e Milano.

Pietro Valpreda. Note Biografiche:(Milano, 29 agosto 1932 – 6 luglio 2002) è stato un danzatore, anarchico e scrittore italiano. Nel 1969 si trasferì a Roma dove frequentava il circolo Bakunin e dove poi fondò con alcuni amici il Circolo anarchico 22 Marzo. Nei giorni successivi alla Strage di Piazza Fontana fu ingiustamente additato come colpevole per mezzo della testimonianza del tassista Cornelio Rolandi, che dichiarò di averlo "visto" in piazza in un primo tempo con una valigetta e in un secondo tempo senza. Furono arrestati ingiustamente anche altri cinque aderenti al Circolo anarchico 22 marzo. Valpreda ed i suoi compagni vennero liberati nel 1972 per decorrenza dei termini di carcerazione, in forza di una nuova legge.

Giuseppe Pinelli. Note biografiche Giuseppe Pinelli (Milano, 21 ottobre 1928 – Milano, 15 dicembre 1969) è stato un anarchico e ferroviere italiano, animatore del circolo anarchico Ponte della Ghisolfa e durante la Resistenza, vista la sua allora giovane età, staffetta nelle Brigate Bruzzi Malatesta. Nel mese di novembre del 1966 già militante anarchico, diede appoggio a Gennaro De Miranda, Umberto Tiboni, Gunilla Hunger, Tella e altri ragazzi del giro dei cosiddetti capelloni per stampare le prime copie della rivista Mondo Beat nella sezione anarchica "Sacco e Vanzetti" di via Murilio.Morì il 15 dicembre 1969 precipitando da una finestra della questura di Milano, dove era trattenuto per accertamenti in seguito alla esplosione di una bomba a piazza Fontana, evento noto come Strage di Piazza Fontana.

Luigi Calabresi .Note biografiche  (Roma, 14 novembre 1937 – Milano, 17 maggio 1972) è stato un poliziotto italiano con la qualifica di commissario, medaglia d'oro al Merito Civile alla memoria. Era vice-responsabile della squadra politica della questura di Milano quando cadde vittima del terrorismo. Solo dopo molti anni si giunse ad individuare, nelle condanne definitive, gli esecutori e i mandanti dell'omicidio: Ovidio Bompressi, Leonardo Marino, Giorgio Pietrostefani e Adriano Sofri, esponenti di Lotta continua. Adriano Sofri si è sempre dichiarato innocente. Di famiglia romana medio-borghese, padre commerciante in oli e vini, frequentò il liceo classico Leone Magno e si laureò nel 1964 in giurisprudenza con una tesi sulla mafia siciliana. Laureato, alla carriera forense preferisce quella nella polizia, spiegando agli amici che non "sente la vocazione del magistrato né dell’avvocato". L'anno seguente, nel 1965, vince il concorso per vice commissario di pubblica sicurezza e quindi frequenta il corso di specializzazione della scuola di polizia, per prendere poi servizio a Milano. Saltuariamente scrive per il quotidiano socialdemocratico "Giustizia" e nel 1968, con uno pseudonimo sul quotidiano romano "Momento Sera". Nel 1968 diventa commissario capo e si trova anche a dirigere le cariche dei reparti della polizia durante gli scontri per il mantenimento dell'ordine pubblico nel corso di manifestazioni di protesta per le vie milanesi, la sua carriera proseguirà fino alla carica di vicedirettore dell'Ufficio politico della Questura di Milano

Iniziativa sito  welfare: Se volete raccontare dove eravate quel giorno quando avete sentito della notizia inviate una mail ( max 15 righe) a direttore@welfarenetwok.it Pubblicheremo volentieri i vostri ricordi 

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