Lunedì, 22 aprile 2019 - ore 20.31

AGOSTINO SPATARO RIDUZIONE DEL NUMERO DEI PARLAMENTARI: AL SENATO E' PASSATA LA MIA PROPOSTA DEL 2012

Piacere o dispiacere del plagio. Solo amarezza nel rilevare che la mia proposta, derivata da una idea maturata nel Pci negli anni '80, é patrimonio della sinistra e - come altre- tipo politiche d'immigrazione- é stata regalata dai sedicenti "eredi del Pci" alla destra e ai grillini.

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AGOSTINO SPATARO RIDUZIONE DEL NUMERO DEI PARLAMENTARI:  AL SENATO E' PASSATA LA MIA PROPOSTA DEL 2012

AGOSTINO SPATARO RIDUZIONE DEL NUMERO DEI PARLAMENTARI:  AL SENATO E' PASSATA LA MIA PROPOSTA DEL 2012!

Piacere o dispiacere del plagio. Solo amarezza nel rilevare che la mia proposta, derivata da una idea maturata nel Pci negli anni '80, é patrimonio della sinistra e - come altre- tipo politiche d'immigrazione- é stata regalata dai sedicenti "eredi del Pci" alla destra e ai grillini.

Ecco i due testi a confronto.

GIUGNO 2012

"Anche il Parlamento nazionale vive questo problema, avendo ceduto quote di potere (legislativo, d’indirizzo e di controllo) alle Regioni e alle istituzioni comunitarie. Perciò, può essere ridotto almeno del 30% e così avere una Camera di circa 400 membri e un Senato di circa 200." Agostino Spataro in:

https://www.agoravox.it/Riprodurre-del-30-il-numero-dei.html

FEBBRAIO 2019:

"Il Senato ha approvato il disegno di legge che taglia il numero dei deputati e dei senatori. La Camera avrà 400 deputati, rispetto agli attuali 630 e il Senato sarà composto da 200 membri, 115 in meno. " Fanpage, 8 febbraio 2019.

 (punto 4 del testo da Agoravox,it)

  1. L’altra grande questione è la riduzione del numero dei parlamentari sulla quale, da 40 anni, si continua a nicchiare, a rinviare. Il problema non è solo di spesa, ma di funzionalità, di armonizzazione del quadro più generale delle rappresentanze elettive che, nel corso degli ultimi decenni, si è ampliato, ben oltre le reali esigenze e competenze attribuite.

Insomma, in alcuni casi non c’è piena corrispondenza funzionale fra la composizione degli organismi elettivi e le competenze effettivamente svolte. Questo è il punto politico da cui partire per stabilire un criterio oggettivo in base al quale ridimensionare o anche sopprimere gli organismi in esubero.

Anche il Parlamento nazionale vive questo problema, avendo ceduto quote di potere (legislativo, d’indirizzo e di controllo) alle Regioni e alle istituzioni comunitarie. Perciò, può essere ridotto almeno del 30% e così avere una Camera di circa 400 membri e un Senato di circa 200.

Purtroppo, il dibattito sulla riforma è viziato da una pretesa insana: quella di anteporre le esigenze particolari di partiti e/o di singoli parlamentari agli interessi generali, di funzionalità e produttività, delle assemblee elettive.

Il tempo stringe, tuttavia la riforma si può varare e così bloccare la pericolosa deriva.

Non servono le conventicole, ma prese di posizioni pubbliche, motivate e responsabili: ognuno dica se vuole o meno la re-introduzione di una preferenza numerica e la riduzione adeguata del numero dei parlamentari; la gente valuterà e agirà di conseguenza.

Agostino Spataro

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