Lunedì, 27 giugno 2022 - ore 09.55

Mons. Federico Gallio - Direttore della Biblioteca Ambrosiana - relatore al Rotary Club Crema

''La Biblioteca Ambrosiana: quattro secoli di bellezza''

| Scritto da Redazione
Mons. Federico Gallio - Direttore della Biblioteca Ambrosiana - relatore al Rotary Club Crema Mons. Federico Gallio - Direttore della Biblioteca Ambrosiana - relatore al Rotary Club Crema Mons. Federico Gallio - Direttore della Biblioteca Ambrosiana - relatore al Rotary Club Crema Mons. Federico Gallio - Direttore della Biblioteca Ambrosiana - relatore al Rotary Club Crema
Il Rotary Club Crema ha avuto il piacere di ospitare Monsignor Federico Gallo - Direttore della Biblioteca Ambrosiana -, per altro socio onorario del Rotary Club Milano Duomo e socio effettivo del Rotary Club Milano Porta Vercellina. Il relatore, godibilissimo, ha raccontato la storia affascinante della Biblioteca Ambrosiana. “E’ a Roma, non a Milano, che nasce  l’idea di istituire un grande centro di cultura e il protagonista di tutto ciò è il Cardinale Federico Borromeo. Nato nel 1564, fa parte della grande famiglia dei Borromeo ed è cugino del più celebre Carlo Borromeo, San Carlo.. Federico Borromeo è molto più giovane di Carlo perché i due genitori diventato padri in età diverse: il padre di Carlo è un genitore giovane, Federico, invece, nasce quando il padre ha già 50 anni. Federico ha, per così dire, il Suo nume tutelare nel cugino Carlo, che è Vescovo a Milano. San Carlo, tuttavia, muore nel 1584, quando Federico ha 20 anni. Egli, comunque, continua gli studi a Pavia, diventa sacerdote e approda a Roma, dove diviene Cardinale. Federico Borromeo a Roma sta benissimo. E’ un uomo mite, ama lo studio, ama collezionare libri, conoscere le lingue antiche, collezionare quadri; immaginiamoci la Roma della fine del ‘500: un ambiente esaltante, l’ambiente delle accademie, l’ambiente dell’esplosione, in senso culturale, della Biblioteca Vaticana, della Vallicelliana di Cesare Baronio, il fondatore della Storia della Chiesa, di San Filippo Neri.
Il Cardinale Federico Borromeo lavora, con altri Cardinali, alla revisione della Vulgata (traduzione della Bibbia a opera, principalmente, di San Girolamo): la nuova versione prende il nome di Vulgata Clementina ed esce nel 1592. È la traduzione che giunge fino a noi, a Papa Pio XI e Papa Pio XII. Nel 1595 il Papa chiede  a Federico Borromeo di lasciare Roma e diventare Vescovo di Milano.  Federico non è contento di questa proposta, preferirebbe restare a Roma. Interviene, allora, il Suo padre spirituale e confessore, San Filippo Neri, che si rivolge al Cardinale Federico con un elegante richiamo: ‘Vostra Signoria illustrissima dovrebbe ricordare  che l’umiltà talvolta dovrebbe cedere il passo all’obbedienza’. Il motto dei Borromeo, infatti, è ‘Humilitas’ (umiltà). San Filippo Neri, insomma, Gli fa notare come sia incoerente parlare di ‘humilitas’ e, poi, quando il Papa chiede, rispondere ‘preferisco restare a Roma’. A Milano vi è il dominio spagnolo e solo nel 1600 Federico Borromeo prende possesso della Sua cattedra: vi resterà fino al 1631, anno della Sua morte, l’anno successivo alla peste descritta da Manzoni ne ‘I Promessi  Sposi”. Nel capitolo XXII del Suo romanzo, il Manzoni fa del Cardinale Federico Borromeo uno dei personaggi più interessanti e ne traccia il ritratto con grande maestria; nel cap.XXIII, quello della conversione dell’Innominato, è descritta la storia della nascita della Biblioteca Ambrosiana. il Cardinale Federico, dopo l’esperienza esaltante di Roma, arriva a Milano e decide di creare una grande realtà culturale. Nel giro di pochi anni manda persone fidate ed esperte in tutto il mondo di allora a raccogliere manoscritti, libri stampati, opere d’arte, a coinvolgere persone capaci di lavorare nell’Ambrisiana. L’8 Dicembre 1609 apre la Sua ‘creatura’, la Biblioteca Ambrosiana, alla cittadinanza, una delle prime biblioteche nate per accogliere gratuitamente chiunque volesse entrare. Nel 1603 viene aperta una Biblioteca a Oxford, ma è solo per gli universitari. Nel 1606 vede la luce una Biblioteca a Roma, l’Angelica, anche questa aperta gratuitamente al pubblico. Il Cardinale dispone che ci siano carta, penna e calamaio e un braciere d’inverno, gratuitamente, per tutti e il Suo motto ispiratore è: per la pubblica utilità. Attualmente la Biblioteca offre alla pubblica utilità il patrimonio culturale raccolto fin dai tempi di Federico Borromeo. Com’era strutturata lAmbrosiana nel 1600? Biblioteca, pinacoteca, tipografia (chiamata stamperia), per stampare anche in lingue orientali, in latino, in volgare ovvero l’italiano. Dopo la morte di Federico Borromeo la tipografia cessò. Quanto alla pinacoteca i pezzi più pregiati sono stati raccolti nei primi anni. Oggi abbiamo 36000 manoscritti in tutte le lingue e di tutte le discipline e un milione di stampati, che vengono consultati da tutto il mondo. Ls Biblioteca Ambrosiana non è una Biblioteca cattolica, non è una biblioteca religiosa, non è una biblioteca teologica; ora, con la riforma, è stata definita ente ecclesiastico, ma non si occupa di promozione della fede, piuttosto di promozione della cultura. Abbiamo un papiro del sesto secolo, uno dei pochissimi ancora esistenti al mondo. Dal 7 Novembre 2019 la Biblioteca si è arricchita di una versione digitale non facile da attuare perché occorrono fondi e tecnologie nuove tali, tuttavia, da rendere questa trasformazione digitale valida per almeno trenta o quarant’anni”. La relazione di Mons. Gallo - molto apprezzata dai soci, unitamente alle fotografie proiettate sullo schermo - ha stimolato curiosità, interventi e quesiti, cui Don Federico ha risposto con competenza e simpatia.
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