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    <title>Il Blog di A.Lucia</title>
    <description><![CDATA[Il Blog di A.Lucia]]></description>
    <link>https://www.welfarenetwork.it/rubriche/il-blog-di-a-lucia/</link>
    <pubDate>Tue, 19 May 2026 18:19:09 +0200</pubDate>
    <item>
      <title>Primo Maggio, festa del lavoro | Alessandro Lucia</title>
      <description><![CDATA[L’Italia è una Repubblica democratica fondata sul lavoro”, così inizia la nostra Costituzione, principio primo della legislazione nazionale.]]></description>
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      <pubDate>Sat, 30 Apr 2016 16:57:00 +0200</pubDate>
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    <item>
      <title>Unione Energetica Europea: varato il Gasdotto Polonia Lituania</title>
      <description><![CDATA[Il GIPL integra il sistema nazionale energetico polacco con quello lituano, lettone ed estone. In via di progettazione un simile gasdotto per coinvolgere l'Ucraina.]]></description>
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      <pubDate>Sat, 24 Oct 2015 10:54:00 +0200</pubDate>
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      <title>Duda volta pagina in Polonia di Matteo Cazzulani</title>
      <description><![CDATA[Il nuovo Presidente polacco a favore di un cambiamento evidente della politica estera di Varsavia in chiave trans atlantica. Rafforzamento della presenza NATO, atlantismo e primato in Europa Centro-Orientale le priorità del giovane Capo dello Stato]]></description>
      <guid>https://www.welfarenetwork.it/duda-volta-pagina-in-polonia-di-matteo-cazzulani-20150808/</guid>
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      <pubDate>Sat, 08 Aug 2015 11:26:00 +0200</pubDate>
    </item>
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      <title>Le larghe intese sono di destra, la service tax ne è la dimostrazione | Alessandro Lucia</title>
      <description><![CDATA[<p><span style="font-size: 11pt; font-family: Calibri, sans-serif;">Ve la ricordate "L'Italia Giusta", lo slogan elettorale del Partito Democratico? E quel video dei due ragazzi turbati dall'insicurezza per la mancanza del lavoro, della casa eccetera eccetera? Quello spot che diceva "Il nostro sarebbe un paese più bello se fosse più giusto"?</span></p>
<p><span style="font-size: 11pt; font-family: Calibri, sans-serif;">Ecco, scordatevelo. Il PD è primo complice del colpo di mano berlusconiano, abolendo dell'IMU (invece di renderla più "equa" come promesso) e introducendo al suo posto una nuova tassa, la Service Tax. </span></p>
<p><span style="font-size: 11pt; font-family: Calibri, sans-serif;">Qualche anno fa c'era l'ICI, Berlusconi fece campagna elettorale per la sua rimozione. Vinse, la tolse e al suo posto mise l'IMU. Quest'anno Berlusconi ha fatto campagna elettorale sulla rimozione dell'IMU (che lui aveva messo). Ha vinto - perché il governissimo è una vittoria di Berlusconi - ha convinto un PD sempre più sottomesso a farla togliere, e ad introdurre una tassa ancora più iniqua. Dopodiché la prossima campagna elettorale sarà tutta basata su questa "vittoria", e quella successiva? Ovviamente sull'abolizione della Service Tax, da togliere e sostituire con un'altra imposta che poco modifica gli equilibri.</span></p>
<p><span style="font-size: 11pt; font-family: Calibri, sans-serif;">Perché la Service Tax è ancora più iniqua dell'IMU? Perché prima di tutto colpisce anche gli inquilini affittuari. Riprendo dal blog <a href="nonunacosaseria.blogspot.be/2013/08/la-letta-duration-tax.html">"nonunacosaseria"</a>:</span></p>
<p><em><span style="font-size: 11pt; font-family: Calibri, sans-serif;">Con la tassa sugli immobili a pagare era soltanto quel 70% del 70% di popolazione che, proprietaria di prima casa, aveva un reddito tale da non rientrare in credito d'imposta; mentre con la service tax a pagare saremo tutti, inquilini, proprietari ricchi e proprietari poveri. Soltanto che, per non aggravare il carico fiscale complessivo, chi non pagava niente ora pagherà qualcosa e chi pagava tanto ora pagherà meno.</span></em><span style="font-size: 11pt; font-family: Calibri, sans-serif;"> </span></p>
<p><span style="font-size: 11pt; font-family: Calibri, sans-serif;">Ma questa, caro Partito Democratico, non è giustizia. Questa non è equità. Questo non è - come disse Bersani - "Chi ha di più deve pagare di più, e chi ha di meno deve pagare di meno". Questa è un'ingiustizia cosmica, è l'ennesimo provvedimento che colpirà solo ed esclusivamente le fasce più deboli: i salariati e i pensionati in affitto, senza dimenticare le decine di migliaia di studenti universitari fuorisede la cui situazione già è catastrofica, che si troveranno a pagare affitti ancora più alti o, peggio, dovranno stipulare dei contratti in nero con il rischio di essere sbattuti fuori di casa senza preavviso.</span></p>
<p><span style="font-size: 11pt; font-family: Calibri, sans-serif;">Un provvedimento che va, ancora una volta, a favorire i ricchi e a bastonare i poveri, sia per quanto riguarda la condizione sociale che l’accesso all'università (vedi studenti fuori sede). Perché dove credete che troveranno i soldi per la copertura finanziaria di questo abominio, se non con ulteriore austerità e nuovi tagli alla spesa?  E ovviamente la spesa tagliata sarà quella che i guru economici del governo delle larghe intese (intese spostate definitivamente a destra), dalle righe dei loro rivoltanti editoriali, considerano “improduttiva”: istruzione, sanità e welfare state. </span></p>
<p><span style="font-size: 11pt; font-family: Calibri, sans-serif;">Anche questa è lotta di classe. Ma è la classe ricca che la sta conducendo. E che la sta vincendo.</span></p>
<p><span style="font-size: 11pt; font-family: Calibri, sans-serif;">Alessandro Lucia</span></p>]]></description>
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      <pubDate>Thu, 29 Aug 2013 15:02:19 +0200</pubDate>
    </item>
    <item>
      <title>Il re è nudo, ma ha un asso nella manica | Alessandro Lucia</title>
      <description><![CDATA[<p>Non volevo parlare (ancora!) delle vicende giudiziarie del pluriindagato Berlusconi, ma il teatrino dell’assurdo che si è susseguito in questo afoso agosto mi ha convinto a sfogare la mia frustrazione per l’imbecillità dilagante.</p>
<p>Ora, i fatti sono noti a tutti. Silvio Berlusconi, nato a Milano il 29 settembre 1939, imprenditore di successo, in passato iscritto alla loggia P2 (tessera 1816), fedele compare di Marcello Dell’Utri (condannato per concorso esterno in associazione mafiosa e co-fondatore di Forza Italia), pluriprescritto, pluridepenalizzato (grazie alle proprie leggi), è ora finalmente anche pregiudicato. Condannato a quattro anni di reclusione per frode fiscale. Una storia che ricorda vagamente quella di Al Capone.</p>
<p>Dopo la sentenza che ha definitivamente bollato Berlusconi come criminale, il primo punto dell’agenda politica di un paese dall’economia semi-disastrata, disoccupazione elevatissima e un tasso di evasione fiscale astronomico (sto parlando dell’Italia, non dell’Uganda) è stato ovviamente: “Berlusconi deve decadere?”. Come afferma la legge Severino, la giunta delle elezioni e delle immunità parlamentari del Senato deve esprimersi immediatamente sull'eventuale decadenza. Il presidente, Dario Stefàno (Sel), ha affermato che voterà per la decadenza. E così i membri del PD e dei 5 Stelle, (più quello di Scelta Civica e del PSI), per un computo di 15 a favore, 8 contrari alla decadenza, salvo sorprese (fonte: <a href="http://www.huffingtonpost.it/2013/08/02/silvio-berlusconi-decaden_n_3694141.html"><span style="text-decoration: underline;">http://www.huffingtonpost.it/2013/08/02/silvio-berlusconi-decaden_n_3694141.html</span></a>).</p>
<p>Peraltro, la stessa legge Severino afferma che non sono temporaneamente candidabili (per sei anni) deputati o senatori condannati in via definitiva a più di due anni di reclusione. Il dado è tratto. Berlusconi va fatto decadere e, anche se dovesse cadere il governo, non potrebbe in alcun caso ripresentarsi. A meno che non cambi identità, cosa da non escludere conoscendo il personaggio.</p>
<p>Subito pronta la reazione: l’Esercito di Silvio (no, non è una metafora per descrivere i suoi sostenitori: esiste davvero: <a href="http://www.esercitodellaliberta.it/"><span style="text-decoration: underline;">http://www.esercitodellaliberta.it/</span></a>) ha serrato le fila. Manifestazioni a favore del capo (non autorizzate, con annessi danneggiamenti alla segnaletica: roba che se l’avessero fatta degli studenti non si conterebbero le manganellate); dichiarazioni di fuoco, richieste di grazia e, per ultimo, aerei che sorvolano le coste nel giorno di ferragosto con striscioni inneggianti a Silvio. Memorabile Micaela Biancofiore che rilascia interviste alla BBC <a href="http://www.ilmessaggero.it/SPETTACOLI/TELEVISIONE/biancofiore_bbc_video_berlusconi_not_delinquent/notizie/313859.shtml"><span style="text-decoration: underline;">in un perfetto inglese</span></a> (sic).</p>
<p>La richiesta di grazia è solo una delle carte giocate dai berlusconiani, ma ha spinto il Quirinale a rispondere con una <a href="http://www.quirinale.it/elementi/Continua.aspx?tipo=Comunicato&key=15438"><span style="text-decoration: underline;">nota ufficiale</span></a>, in cui si dice sì che bisogna prendere atto della sentenza e che va rispettata, ma d’altronde il Pdl ha tutto il diritto di manifestare il suo dissenso, l’importante è che non danneggi il governo così faticosamente raffazzonato.</p>
<p>Ma c’è ben poco di cui discutere, tutti i segnali (eccetto una grazia presidenziale che avrebbe dello scandaloso) portano a una conclusione: Berlusconi, in Parlamento, non ci entra più.</p>
<p>Nonostante questo, Berlusconi, da abile stratega qual è, sta riuscendo a ritorcere a suo vantaggio la situazione. Con il tam tam mediatico, le dichiarazioni, i telegiornali monopolizzati sul “caso Berlusconi”, la combriccola pidiellina sta attuando la tattica vincente degli ultimi diciotto anni: la campagna elettorale perpetua e sfacciata. Così vedremo che in autunno il Pdl farà cadere il governo e, pur senza esser candidato, il Lìder Maximo della destra italiana sarà in prima fila nelle piazze e nelle TV a sbraitare contro i giudici e a lanciare anatemi contro questo o quello, certo che riuscirà ancora se non a vincere, perlomeno ad arrivare ad un altro (il terzo di seguito) governo di larghe intese, che cambi tutto per non cambiare nulla. Con il PD ancora fermo a discutere delle regole del congresso.</p>
<p>Alessandro Lucia</p>]]></description>
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      <link>https://www.welfarenetwork.it/il-re-e-nudo-ma-ha-un-asso-nella-manica-alessandro-lucia-20130816/</link>
      <pubDate>Fri, 16 Aug 2013 11:00:41 +0200</pubDate>
    </item>
    <item>
      <title>CNSU 2013, la vittoria va alla sinistra, UDU prima lista a livello nazionale | Alessandro Lucia</title>
      <description><![CDATA[<p>Sono dati ancora ufficiosi, ma piuttosto indicativi del risultato. Il Consiglio Nazionale degli Studenti Unviersitari ha decisamente virato a sinistra. Il CNSU, organo di rappresentanza formato da 28 studenti, un dottorando e uno specializzando, vedeva prima di queste elezioni una salda maggioranza di centro-destra, formata dal "Coordinamento delle Liste per il Diritto allo Studio" (Clds), vicina a Comunione e Liberazione più Azione Universitaria/Studenti per le Libertà, vicina al Pdl.</p>
<p>Questa tornata elettorale, segnata da un netto calo delle liste di CL e Pdl, ha visto un exploit della lista liberale UniLab-Confederazione, che elegge tre consiglieri, di cui due al nord ovest, grazie al successo nelle università private, e della lista indipendente di sinistra Link, che si è candidata a sorpresa (viene infatti da una tradizione che rifiuta la rappresentanza in Cnsu) ed elegge quattro consiglieri, strappandone uno per 17 voti a Clds nel feudo del Nord Ovest.</p>
<p>Ma la vera vincitrice di queste elezioni è la lista UDU - Rete Universitaria Nazionale - Liste Indipendenti, che con 9 seggi e più di 43.000 voti risulta essere prima lista a livello nazionale. La sinistra quindi, se saprà mostrarsi unita all'interno dell'organo (e ci auspichiamo lo sia, vista l'enorme possibilità di strappare di mano alle destre il controllo sul Cnsu) avrà 14 rappresentanti (9 Udu, 4 Link, 1 Run) su 28, più il rappresentante dei dottorandi che secondo indiscrezioni dovrebbe essere Montalbano, avrebbe la maggioranza di 15 su 30, sufficiente per eleggere il presidente dell'organo (presidente che è stato ad appannaggio di Clds negli ultimi due mandati.</p>
<p>Il Consiglio si prospetta dunque così formato, per la componente studentesca (28 consiglieri):</p>
<p>9 seggi all'UDU, 4 a Link, 1 Run, 6 Azione+Studenti per le Libertà, 5 CLDS (Lista Aperta, Comunione e Liberazione), 3 UniLab-Confederazione, m<span style="line-height: 1.3em;">entre ancora devono essere ufficializzati i dati del rappresentante dei dottorandi e quello degli specializzandi.</span></p>
<p style="margin: 0.5em 0px; padding: 0px; border: 0px; outline: 0px; font-size: 12px; vertical-align: baseline; text-align: left; color: #444455; font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; line-height: 18px;">Risultano eletti per l'<strong>UDU</strong> Massimiliano <strong>Morato </strong>(Brescia), David <strong>Rossi </strong>(Politecnico Milano), Ester <strong>Peruffo </strong>(Padova), Tommaso <strong>Alabardi</strong> (Macerata), Elena <strong>Lorenzi </strong>(Bologna), Andrea <strong>Fiorini </strong>(L'Aquila), Pierdanilo <strong>Melandro </strong>(Roma Tre), Salvo <strong>Di Chiara</strong> (Palermo) e Antonio <strong>Santoro </strong>(Salerno).</p>
<p style="margin: 0.5em 0px; padding: 0px; border: 0px; outline: 0px; font-size: 12px; vertical-align: baseline; text-align: left; color: #444455; font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; line-height: 18px;">Per <strong>Link </strong>Erica <strong>Garrone </strong>(Torino) che soffia il seggio a Clds per una manciata di voti, Caterina <strong>Chiocchetta </strong>(Padova), Fabio <strong>Cacciapuoti</strong> (Pisa) e Luca <strong>Santolamazza </strong>(Roma).</p>
<p style="margin: 0.5em 0px; padding: 0px; border: 0px; outline: 0px; font-size: 12px; vertical-align: baseline; text-align: left; color: #444455; font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; line-height: 18px;">La <strong>Run </strong>elegge al sud Salvatore <strong>Iacono </strong>(Palermo)</p>
<p style="margin: 0.5em 0px; padding: 0px; border: 0px; outline: 0px; font-size: 12px; vertical-align: baseline; text-align: left; color: #444455; font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; line-height: 18px;"><strong>Clds </strong>elegge Lorenzo <strong>Roesel </strong>(Statale Milano), Francesco <strong>Castelli </strong>(Cattolica), Lorenzo <strong>Amico </strong>(Ancona), Stefano <strong>Bucchi </strong>(Bologna) e Andrea <strong>Mattone </strong>(Roma Tre).</p>
<p style="margin: 0.5em 0px; padding: 0px; border: 0px; outline: 0px; font-size: 12px; vertical-align: baseline; text-align: left; color: #444455; font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; line-height: 18px;"><strong>Confederazione-UniLab</strong> porta il primo bocconiano nella storia del Cnsu, Angelo <strong>Antinoro </strong>insieme a Vincenzo <strong>Giannico </strong>del Politecnico di Milano al Nord Ovest, al sud elegge Francesco Testa (Federico II Napoli).</p>
<p style="margin: 0.5em 0px; padding: 0px; border: 0px; outline: 0px; font-size: 12px; vertical-align: baseline; text-align: left; color: #444455; font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; line-height: 18px;"><strong>Azione Universitaria/</strong><strong>Studenti per le Libertà</strong>: Raffaele <strong>Freda </strong>(Padova), Giuseppe <strong>Romeo </strong>(Lumsa), Diana <strong>Fabrizi </strong>(Roma Tre) e Nicola <strong>Minerva </strong>(Bari).</p>
<p style="margin: 0.5em 0px; padding: 0px; border: 0px; outline: 0px; font-size: 12px; vertical-align: baseline; text-align: left; color: #444455; font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; line-height: 18px;"> </p>
<p style="margin: 0.5em 0px; padding: 0px; border: 0px; outline: 0px; font-size: 12px; vertical-align: baseline; text-align: left; color: #444455; font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; line-height: 18px;">Alessandro Lucia</p>]]></description>
      <guid>https://www.welfarenetwork.it/cnsu-2013-la-vittoria-va-alla-sinistra-udu-prima-lista-a-livello-nazionale-alessandro-lucia-20130525/</guid>
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      <pubDate>Sat, 25 May 2013 08:15:18 +0200</pubDate>
    </item>
    <item>
      <title>25 aprile, scritte fasciste su una lapide a Pavia | Alessandro Lucia</title>
      <description><![CDATA[<p>L’antifascismo è uno dei valori fondanti della Repubblica Italiana, come lo è della nostra associazione, il <a href="https://www.facebook.com/coordinamento">Coordinamento per il Diritto allo Studio</a>.</p>
<p>Anno dopo anno, giorno dopo giorno, non solo nei cortei del 25 aprile, portiamo avanti il nostro lavoro all’insegna e nel rispetto dei valori della Resistenza.</p>
<p>Così, quest’anno il Coordinamento per il Diritto allo Studio ha partecipato con entusiasmo alla bella giornata svoltasi a Pavia, festeggiando insieme a tutti gli antifascisti la Liberazione dal regime.</p>
<p> </p>
<p>Ma, come da ormai diverso tempo a Pavia, il fascismo più o meno esplicito sta tornando a galla. Proprio nella giornata del 25 aprile alcuni neofascisti hanno compiuto l’ennesimo gesto infame, offensivo e degradante: la parete di via Mentana, in pieno centro, accanto alla corona celebrativa posta durante la mattinata, è stata imbrattata con la scritta “Nessuna resa”, affiancata da due croci celtiche.</p>
<p>Come studenti antifascisti non possiamo che esprimere il nostro disgusto verso i modi e le aberranti idee di chi ha scritto quelle parole con l'esplicita volontà di macchiare tutto ciò che il 25 aprile rappresenta. Questo gesto, purtroppo, è solo la punta di un iceberg fatto di aggressioni e propaganda violenta attuata da militanti di diversi gruppi neofascisti operanti in zona.</p>
<p>Ci auguriamo che gli altri attori antifascisti siano concordi con la necessità di attuare un'operazione di sensibilizzazione molto più forte di quella attuale. L'antifascismo non può essere un valore di un giorno e non può essere un valore che si esplicita solo per commentare le azioni di alcuni squilibrati. L'antifascismo deve essere una forza di azione comune volta a evitare che atti come questi si manifestino e non una semplice voce di acido commento a fatti già successi. Perché non sia troppo tardi.</p>
<p>Viva la Resistenza! Viva il  aprile, 365 giorni l’anno!</p>
<p> </p>
<p>Alessandro Lucia</p>
<p><a href="https://www.facebook.com/coordinamento">Coordinamento per il Diritto allo Studio </a><br />UDU - Unione degli Universitari Pavia</p>]]></description>
      <guid>https://www.welfarenetwork.it/25-aprile-scritte-fasciste-su-una-lapide-a-pavia-alessandro-lucia-20130427/</guid>
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      <pubDate>Sat, 27 Apr 2013 13:28:52 +0200</pubDate>
    </item>
    <item>
      <title>Vince sempre Berlusconi | Alessandro Lucia</title>
      <description><![CDATA[<p>Forse lo so perché alla dirigenza del PD non è minimamente passato per la testa di votare Rodotà dopo aver proposto, nell’incredulità generale, il nome di Marini la prima volta. Stefano Rodotà, oltre ad essere eminente costituzionalista ed ex presidente del Partito Democratico della Sinistra (requisiti che deporrebbero a suo favore, almeno seguendo la logica comune), è anche presidente onorario del comitato Articolo 33 di Bologna, promotore del referendum sulle scuole dell’infanzia con cui la dirigenza del PD locale è in guerra aperta.</p>
<p>Ma non può essere solo questo. La salvaguardia dell’apparato di Partito non può essere la sola spiegazione. Allora non ci viene difficile chiarirci tutta la faccenda se pensiamo che sì, il presidente della Repubblica deve essere un nome condiviso e non di parte, eccetera eccetera. Un ritornello che abbiamo sentito fino alla nausea, in questa settimana. Quello che viene sempre difficile da accettare è come mai, nella sicuramente geniale mente degli strateghi del PD “larghe intese” significhi sempre “Berlusconi”. Specie dopo settimane in cui il segretario del partito ha ribadito che no, il governo con la destra non si poteva fare e che si cercava un dialogo con i cinque stelle. Ma allora perché? In una situazione di stallo politico come quella uscita dalle elezioni, l’elezione del capo dello stato non è un semplice accordo su una figura istituzionale di garanzia per il paese. La scelta dell’inquilino del Quirinale è il marchio che il partito di maggioranza, il PD, vuole dare al futuro governo. Un governo di cambiamento, o un governo di conservazione? Che riforme puoi mai fare con Berlusconi? I dirigenti PD sanno benissimo che un presidente Rodotà non avrebbe permesso né un governo tecnico, né un’alleanza PD-PdL. Un presidente Prodi men che meno. Ma un presidente Marini sì. E un presidente Napolitano (bis, peraltro) anche, eccome se l’avrebbe permesso. L’ha già fatto ed è facile che lo rifarà.</p>
<p>E’ questa la sconfitta di Bersani: non essere riuscito a dar seguito alle belle parole del post voto, sul rifiuto del governissimo, sulla necessità del governo di cambiamento. La grande sconfitta di Bersani è stata non aver saputo ascoltare (per l’ennesima volta) il buonsenso di quelli come Civati, o Barca, o più semplicemente gli esponenti della giovanile di partito che occupavano le sedi e i circoli. Tra una votazione e l’altra, nell’attesa delle decisioni per chi dovesse essere il successore dell’ex leader dei miglioristi del PCI, quei milioni di elettori di sinistra, e gli stessi parlamentari, si aspettavano di sentire uscire una giustificazione dalla bocca del segretario tanto ciecamente supportato. Rodotà no, perché è troppo di sinistra. Rodotà no, perché è grillino. Rodotà no, perché ha l’accento sulla “a” finale e stona. Cose così, qualsiasi cosa. Ma Bersani non ha detto nulla. E allora passi Prodi, che è una figura ineccepibile, ma quando centouno franchi tiratori hanno deciso che neanche Prodi andava bene, si è capito che Bersani aveva definitivamente perso il controllo del partito, ammesso che l’abbia mai avuto, e ha mollato, insieme a tutta la segreteria. Ma da chi è stato affossato Prodi? Da chi lavora da anni per un’alleanza perpetua con Berlusconi, da chi si dichiara di sinistra ma guarda a destra per la sua personale sopravvivenza, in cerca di un appiglio per non affogare, invece che farsi da parte una volta per tutte. Rodotà e Prodi avrebbero cancellato Berlusconi. Per questo gran parte dei dirigenti PD s'è ben guardata dall'appoggiarli. Senza Berlusconi, la loro esistenza politica non avrebbe più senso.</p>
<p>Forse non è tutta colpa di Bersani in fondo, ma dopo che aveva resistito all’ondata rottamatrice delle primarie, con la ben poco lungimirante strategia d’apparato in tre giorni i dirigenti sono riusciti a: dare ragione a Renzi, creare i presupposti per un governo con la destra (il governo del cambiamento lo facciamo con Alfano?), far impennare i consensi di Grillo, buttare all’aria tutto il lavoro fatto dalle primarie per i parlamentari e soprattutto far passare Silvio Berlusconi come uno statista responsabile. Bel lavoro.</p>
<p>Alessandro Lucia</p>]]></description>
      <guid>https://www.welfarenetwork.it/vince-sempre-berlusconi-alessandro-lucia-20130421/</guid>
      <link>https://www.welfarenetwork.it/vince-sempre-berlusconi-alessandro-lucia-20130421/</link>
      <pubDate>Sun, 21 Apr 2013 10:15:50 +0200</pubDate>
    </item>
    <item>
      <title>I marò e la (non) logica del consenso | Alessandro Lucia</title>
      <description><![CDATA[<p style="margin: 0.5em 0px; font-size: 11px; line-height: 18px; background-color: #f7f7f7;">I marò ritorneranno in India. La decisione è stata presa di concerto tra il ministro degli interni Terzi e quello della difesa Di Paola. Il tutto dopo giorni in cui si è sfiorata la crisi diplomatica con l’India per non aver rispettato il patto solenne di rimandare i due militari ad esser processati, dopo aver fatto loro scontare la “licenza” elettorale.</p>
<p style="margin: 0.5em 0px; font-size: 11px; line-height: 18px; background-color: #f7f7f7;">Non voglio addentrarmi nei dettagli su chi ha ragione e chi ha torto, anche perché il diritto internazionale, in base alle numerose ricostruzioni dei fatti, è piuttosto nebuloso da questo punto di vista: in sostanza, poiché le leggi dei due stati coinvolti confliggono, e il diritto internazionale non aiuta a sbrogliare la matassa, a seconda delle interpretazioni potrebbe aver ragione l’Italia o l’India, nel volerli processare ognuno “a casa propria”. Per questo era stata avanzata l’ipotesi di un tribunale terzo (l’Aia).</p>
<p style="margin: 0.5em 0px; font-size: 11px; line-height: 18px; background-color: #f7f7f7;">Resta comunque il fatto che i due malcapitati pescatori indiani sono stati ammazzati dai due militari italiani (in servizio su un mercantile privato). E quello che più inquieta è che i due assassini (perché volenti o nolenti di questo si tratta) sono stati oggetto di venerazione da parte di quasi tutta la destra italiana, dai fascisti di CasaPound, Forza Nuova ecc che vedevano in loro due pilastri “dell’onore nazionale da difendere” fino ad arrivare ai poco meno fascisti del partito di La Russa, che addirittura dichiarò di volerli candidare alle elezioni appena passate.</p>
<p style="margin: 0.5em 0px; font-size: 11px; line-height: 18px; background-color: #f7f7f7;">Si sono appesi striscioni fuori dai palazzi dei comuni che recitavano “Riportiamo a casa i nostri marò”. I nostri marò? Nostri? Io, come credo gran parte delle persone per bene di questo paese non abbiamo nulla a che spartire con due militari dal grilletto facile che piuttosto di ammettere le proprie colpe e farsi processare, si sono nascosti dietro paraventi politici e paraideologici (toh, mi ricordano qualcuno).</p>
<p style="margin: 0.5em 0px; font-size: 11px; line-height: 18px; background-color: #f7f7f7;">Non accetto che si riduca l’identità nazionale, termine molto vago e sempre più carente di senso, alla solidarietà con due militari che tutto hanno dimostrato meno che meritarla. Preferisco esser vicino alle famiglie dei pescatori indiani, quelle sì lacerate senza un motivo. Poi, ammesso e non concesso che sia legittimo ancora parlare di identità nazionale, non vedo come due mercenari possano incarnarla. Abbiamo assistito a una loro vera e propria glorificazione, sono stati assurti a simbolo ideale verso il quale si è cercato, in periodo elettorale, di creare ampio consenso. E a sfruttare (in maniera meschina) questa falsificazione ideologica della realtà sono state appunto le destre di ogni ordine e grado, si è arrivati (militante di FLI) ad affermare che "un italiano sta dalla parte dell'Italia anche quando sbaglia”.</p>
<p style="margin: 0.5em 0px; font-size: 11px; line-height: 18px; background-color: #f7f7f7;">Sarebbe un buono spunto di riflessione su quanto ancora sia valida l’idea che ci siamo posti di una democrazia del consenso. Col consenso popolare è stato eletto Hitler. Grazie al consenso popolare per diciotto anni Berlusconi ha eluso qualsiasi norma di elementare convivenza democratica, e tutt’ora nonostante sia politicamente morto, ha ricevuto un quarto dei voti totali alle elezioni. Un quarto, da solo, con le sue promesse farlocche e le sue sfacciate bugie. Promesse e bugie che incanalano consenso.</p>
<p style="margin: 0.5em 0px; font-size: 11px; line-height: 18px; background-color: #f7f7f7;">Riflettiamo se è questa la società che vogliamo. Riflettiamo se questa è una società che si può conciliare con i valori di uguaglianza, di non discriminazione, di libertà (ma appunto, quale libertà?) della nostra Costituzione.</p>
<p style="margin: 0.5em 0px; font-size: 11px; line-height: 18px; background-color: #f7f7f7;">Alessandro Lucia</p>
<p style="margin: 0.5em 0px; font-size: 11px; line-height: 18px; background-color: #f7f7f7;">PS: a proposito dei valori costituzionali, qualcuno direbbe che è proprio la Costituzione il problema. E che i magistrati son tutti femministi e comunisti.</p>]]></description>
      <guid>https://www.welfarenetwork.it/i-maro-e-la-non-logica-del-consenso-alessandro-lucia-20130322/</guid>
      <link>https://www.welfarenetwork.it/i-maro-e-la-non-logica-del-consenso-alessandro-lucia-20130322/</link>
      <pubDate>Fri, 22 Mar 2013 14:00:53 +0100</pubDate>
    </item>
    <item>
      <title>Grillo e Bersani alla prova degli elettori | Alessandro Lucia</title>
      <description><![CDATA[<p>Bersani, che fino a qualche mese fa gli dava del "fascista del web", oggi alla luce del risultato elettorale ha toni meno aggressivi nei confronti di Grillo. Ma appare altresì chiaro che con il M5S ago della bilancia al Senato, il capo della forza politica di maggioranza relativa non possa che "aprire" a chi può garantire una stabilità al governo. Dopo aver risposto - giustamente - picche all'ipotesi "governissimo" PD-Pdl.</p>
<p>Per fortuna, pare che anche gli elettori del M5S sappiano pensare con la propria testa. L'ultimo post sul blog beppegrillo.it, in cui il capo politico del Movimento 5 Stelle dà del "morto che parla" al povero Bersani che aveva - com'è ovvio in una fase politica come questa - lanciato un appello agli eletti 5 Stelle perché votassero la fiducia al suo governo, si riempie di commenti di elettori in rivolta.</p>
<p>Uno di quelli che mi è capitato di leggere, il più stringato e sensato, ma non l'unico della stessa sostanza, è questo:</p>
<p><em>"Pensare di consegnare il paese in mano al duo pd-pdl è un atto di colpevole codardia ai danni del paese e di quanti hanno votato il movimento, dal quale è legittimo aspettarsi un doveroso impegno in tal senso.Potrebbe non esserci un'altra occasione. <strong>Non si può pensare di essere il primo movimento politico italiano e non assumersi responsabilità di governo. </strong>Penso che, da ago della bilancia, come si suol dire, il M5S abbia non il diritto, ma il dovere di proporre al Pd il proprio programma e, <strong>nell'ipotesi in cui questo accetti, appoggiare l'eventuale governo."</strong></em></p>
<p>E' evidente, e Beppe Grillo dovrebbe averlo ben chiaro in testa, che l'idea di "votare legge per legge" è impraticabile se quelle leggi non le fa qualcuno. E perché il Parlamento inizi a funzionare è anche necessario un governo, a cui le due camere devono votare la fiducia (secondo l'articolo 94 della Costituzione, che si suppone sia conosciuto da chi si è candidato a governare un paese:<em> "Il Governo deve avere la fiducia delle due Camere.  Ciascuna Camera accorda o revoca la fiducia mediante mozione motivata e votata per appello nominale.Entro dieci giorni dalla sua formazione il Governo si presenta alle Camere per ottenerne la fiducia.")</em></p>
<p>Per cui è arrivato il momento in cui il leader del Movimento si confronta finalmente con la sua "base" sul campo del "cosa fare una volta eletti", di cui ancora non si era discusso. Interessante anche il commento di un altro attivista, che riassume in una riga la problematicità interna al Movimento: "Ora i ragazzi sono in Parlamento: falli lavorare, e fatti da parte. O vali più di uno?”.</p>
<p>Dall'altra parte, il centrosinistra ha due scelte di fronte:</p>
<p>La prima è fare un governo di larghe intese con il Pdl, cosa che lo porterà a perdere tutti gli elettori dotati di senso critico e a rimpinguare le già folte fila del Movimento 5 Stelle. Ma per fortuna i dirigenti hanno avuto ancora un minimo di lucidità per rifiutare quest'ipotesi malsana.</p>
<p>La seconda è cedere su alcuni punti del programma del Movimento 5 Stelle e proporre un accordo che garantisca una fiducia al governo Bersani (si suppone), che faccia qualche riforma concordata con il M5S. Ad esempio? Gira da stamattina la petizione di un'elettrice (<a href="https://www.change.org/it/petizioni/caro-beppe-grillo-dai-la-fiducia-al-governo-per-cambiare-l-italia-grillodammifiducia#share">che trovate qua</a>) che chiede a Grillo di trovare un accordo con il centrosinistra sulle seguenti 10 riforme da fare "in poco tempo, prima di tornare alle urne":</p>
<p>1. Una nuova legge elettorale;</p>
<p>2. Una legge contro la precarietà e l’istituzione del reddito di cittadinanza;</p>
<p>3. La riforma del Parlamento, l’eliminazione dei loro privilegi, l’ineleggibilità dei condannati;</p>
<p>4. La cancellazione dei rimborsi elettorali;</p>
<p>5. L’abolizione della legge Gasparri e una norma sul conflitto d’interessi;</p>
<p>6. Una legge anticorruzione che colpisca anche il voto di scambio; e l’istituzione di uno strumento di controllo sulla ricchezza dei rappresentanti del popolo (il “politometro”);</p>
<p>7. Il ripristino dei fondi tagliati alla Sanità e alla Scuola;</p>
<p>8. L’istituzione del referendum propositivo senza quorum;</p>
<p>9. L’accesso gratuito alla Rete;</p>
<p>10. La non pignorabilità della prima casa.</p>
<p>Ecco, a parte il punto 4) su cui si può trovare una mediazione attraverso un'ipotetica riforma che li riduca drasticamente, e la seconda parte del punto 6) francamente irrealizzabile, e comunque non necessario a brevissimo, così come l'8) e il 9) che di sicuro non sono punti di attuazione immediata, su tutti gli altri non solo ci si può ragionevolmente discutere, ma sono anzi punti che è assolutamente inimmaginabile non siano una priorità per l'agenda del centrosinistra. Dopodiché tornare a votare.</p>
<p>Su questi sette punti su dieci si deve fare uno sforzo e dimostrare di essere davvero una forza politica responsabile che si propone come alternativa alla guida del paese dopo il berlusconismo, oppure continuare a rimanere fuori dalla realtà. E ciò riguarda entrambe le parti in causa.</p>
<p>Alessandro Lucia</p>]]></description>
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      <link>https://www.welfarenetwork.it/grillo-e-bersani-alla-prova-degli-elettori-alessandro-lucia-20130227/</link>
      <pubDate>Wed, 27 Feb 2013 16:27:45 +0100</pubDate>
    </item>
    <item>
      <title>Giovani, non sprovveduti. Ancora sulla questione Erasmus | Alessandro Lucia</title>
      <description><![CDATA[<p>Qualche settimana fa montò<a href="index.php?option=com_content&view=article&id=11045:erasmus-il-voto-negato-alessandro-lucia&catid=148:il-blog-di-a-lucia&Itemid=186"> la polemica degli studenti Erasmus</a> che, essendo all'estero per il periodo di studio, erano completamente impossibilitati a votare per le elezioni del 24 e 25 febbraio. La richiesta,<a href="https://www.facebook.com/notes/chiara-patricolo/lettera-di-una-studentessa-erasmus-al-presidente-napolitano/10150275679539975"> partita da una lettera di una ragazza che studia a Forlì</a>, e rivolta al Presidente Napolitano, ebbe ampia eco. Sostanzialmente si chiedeva che il governo agisse per agevolare il ritorno a casa degli studenti.</p>
<p>Il governo, nonostante anche le sollecitazioni dei partiti, rispose picche. Non si può fare, troppi impedimenti burocratici.</p>
<p>Mi è capitato ieri di leggere <a href="http://www.tempi.it/caso-erasmus-i-diritti-sono-una-cosa-seria-non-una-pappa-servita-sotto-casa#.USd20qU00Wk">questo articolo del periodico ciellino "Tempi" sul caso Erasmus</a> in cui si attacca la sacrosanta richiesta degli studenti con un mix di supponenza e sarcasmo, insinuando che "gli studenti vogliono avere la pappa pronta".</p>
<p>Tre accuse in particolare sono rivolte alla studentessa che ha scritto la lettera: quella di "non avanzare proposte alternative", quella di "retorica patriottarda" e quella di non pensare agli studenti fuori sede che hanno il medesimo problema.</p>
<p>Il fatto di accusare lo stile di una lettera, indirizzata al Presidente della Repubblica, di "grondare di retorica" è quantomeno un'accusa fuori luogo, invece di rispondere si cerca di sviare il discorso attaccandosi a questioni di forma. Atteggiamento tipico del costume destrorso-conservatore italiano.</p>
<p>"Non avanzare proposte alternative" e "non pensare agli studenti fuori sede" svelano l'inconsistenza e la malafede di chi ha scritto l'articolo, perché <a href="http://www.corriereuniv.it/cms/2013/01/udu-seggi-esteri-per-gli-studenti-erasmus/">se si andasse a leggere il comunicato stampa</a> dell'Unione degli Universitari, di cui Chiara, la ragazza della lettera, fa parte, si vedrebbe che il maldestro tentativo di ridicolizzazione perde tutta la sua (già debole) forza. Senza contare che per gli studenti fuori sede il problema, almeno parzialmente, viene cercato di risolvere, attraverso sconti sul biglietto del treno e dell'aereo per gli studenti che decidessero di tornare a casa a votare. E perché non fare lo stesso con chi è all'estero? Nei ristretti tempi in cui ci si trovava ad agire, ragionevolmente, uno sconto sui trasporti sembrava una situazione che avrebbe accontentato tutti. Almeno in attesa di una legislazione più definita e intelligente.</p>
<p>A questo proposito, non si capisce come mai non si possa venire incontro a chi si muove, sia da una parte a un’altra dell’Italia, che dall’Italia all’estero, per studiare ed esercitare quindi un altro proprio diritto costituzionale.</p>
<p>E’ assurdo che non si possa fare nulla per conciliare studio e voto. La dimostrazione che l’Italia è una democrazia arretrata la vediamo anche dal fatto che lo studente, sia fuori sede o erasmus, venga posto di fronte a una scelta tra i suoi diritti: o studi, o voti, noi non possiamo aiutarti a fare entrambe le cose.</p>
<p>Per concludere e togliermi un sassolino dalla scarpa, è proprio ridicolo che sia il settimanale di Comunione e Liberazione a dire a studenti che da anni si impegnano per la tutela dei diritti al'interno delle università, come fare il loro mestiere. Loro, la lobby affaristico-mafiosa implicata nei peggiori scandali italiani.</p>
<p>Per favore, siamo giovani ma non sprovveduti. Non prendeteci per il culo.</p>
<p>Alessandro Lucia</p>]]></description>
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      <pubDate>Sat, 23 Feb 2013 11:12:39 +0100</pubDate>
    </item>
    <item>
      <title>Lettera aperta al prossimo governo: ecco le priorità degli studenti | Alessandro Lucia</title>
      <description><![CDATA[<p style="margin: 0px; font-size: 12.727272033691406px; line-height: 19.488636016845703px; color: #333333; font-family: 'lucida grande', tahoma, verdana, arial, sans-serif;">I rappresentanti dell'Unione degli Universitari scrivono una lettera indirizzata al governo che uscirà dalle urne il prossimo 24 e 25 febbraio. <span style="color: #333333; font-family: 'lucida grande', tahoma, verdana, arial, sans-serif; font-size: 12.727272033691406px; line-height: 15.454545021057129px;">Istruzione per tutti, d</span><span style="color: #333333; font-family: 'lucida grande', tahoma, verdana, arial, sans-serif; font-size: 12.727272033691406px; line-height: 15.454545021057129px;">iritto allo studio, investimenti, mobilità, cittadinanza studentesca i punti fermi da cui ripartire per rilanciare scuola e università.</span><br style="color: #333333; font-family: 'lucida grande', tahoma, verdana, arial, sans-serif; font-size: 12.727272033691406px; line-height: 15.454545021057129px;" /><br style="color: #333333; font-family: 'lucida grande', tahoma, verdana, arial, sans-serif; font-size: 12.727272033691406px; line-height: 15.454545021057129px;" /></p>
<p style="margin: 0px; font-size: 12.727272033691406px; line-height: 19.488636016845703px; color: #333333; font-family: 'lucida grande', tahoma, verdana, arial, sans-serif;">Già dal 2008 gli studenti italiani hanno dato vita ad una mobilitazione larga e consapevole, che partiva proprio dalla piena comprensione di quanto stava accadendo: un grave e pesante attacco alla scuola, all’università e alla ricerca pubblica. Mentre i Ministri dei Governi che si sono succeduti in questi anni ci dicevano che eravamo facinorosi, che non avevamo capito la bontà delle cosiddette “riforme”, noi avevamo pienamente capito e abbiamo continuato a denunciare la gravità dei tagli e dell’attacco in corso.</p>
<p style="margin: 0px; font-size: 12.727272033691406px; line-height: 19.488636016845703px; color: #333333; font-family: 'lucida grande', tahoma, verdana, arial, sans-serif;">Oggi, dopo cinque anni in cui gli studenti sono stati isolati e accusati di inutile allarmismo, tutto il mondo accademico sta cominciando a capire la gravità della situazione in cui è stata portata l’Istruzione italiana, partendo dall’improvviso dietrofront dei Rettori. Se proprio la CRUI e i Rettori avessero mostrato la loro consapevolezza già dal 2008, certamente non saremmo arrivati alla situazione in cui oggi siamo. Mentre il Governo tagliava le risorse alle università, gli atenei si rifacevano in gran parte sugli studenti aumentando drasticamente la tassazione studentesca.</p>
<p style="margin: 0px; font-size: 12.727272033691406px; line-height: 19.488636016845703px; color: #333333; font-family: 'lucida grande', tahoma, verdana, arial, sans-serif;">Come studenti, con la credibilità di chi ha difeso la scuola e l’università pubbliche sempre, senza intermittenze, riteniamo che si debba mettere in campo una serie di interventi straordinari per affrontare l’emergenza nazionale con cui ci confrontiamo quotidianamente.</p>
<p style="margin: 0px; font-size: 12.727272033691406px; line-height: 19.488636016845703px; color: #333333; font-family: 'lucida grande', tahoma, verdana, arial, sans-serif;"> </p>
<p style="margin: 0px; font-size: 12.727272033691406px; line-height: 19.488636016845703px; color: #333333; font-family: 'lucida grande', tahoma, verdana, arial, sans-serif;">1.       Istruzione per tutti</p>
<p style="margin: 0px; font-size: 12.727272033691406px; line-height: 19.488636016845703px; color: #333333; font-family: 'lucida grande', tahoma, verdana, arial, sans-serif;">La maggioranza assoluta dei corsi di laurea è arrivata per la prima volta ad essere a numero chiuso o programmato. Ogni anno viene negata a migliaia di studenti la possibilità di iscriversi solo perché i Governi continuano a giustificare un investimento nell’università gravemente insufficiente. E’ necessario superare l’attuale sistema abolendo il numero chiuso.</p>
<p style="margin: 0px; font-size: 12.727272033691406px; line-height: 19.488636016845703px; color: #333333; font-family: 'lucida grande', tahoma, verdana, arial, sans-serif;">La tassazione universitaria negli ultimi dieci anni è aumentata del 75% ed è sempre più un elemento di discriminazione economica per gli studenti. E’ necessario attuare subito una riforma che inserisca un sistema di tassazione progressiva unica nazionale che tenda sempre più verso gli altri Paesi Europei in cui, in molti casi, non sono previste tasse o sono pari a 1/6 delle nostre.</p>
<p style="margin: 0px; font-size: 12.727272033691406px; line-height: 19.488636016845703px; color: #333333; font-family: 'lucida grande', tahoma, verdana, arial, sans-serif;">La dispersione scolastica continua a spingere verso l’emarginazione troppi giovani. In Italia il tasso di abbandono scolastico resta oltre il 18%. E’ necessario portare subito l’obbligo scolastico a 18 anni.</p>
<p style="margin: 0px; font-size: 12.727272033691406px; line-height: 19.488636016845703px; color: #333333; font-family: 'lucida grande', tahoma, verdana, arial, sans-serif;">2.       Diritto allo studio</p>
<p style="margin: 0px; font-size: 12.727272033691406px; line-height: 19.488636016845703px; color: #333333; font-family: 'lucida grande', tahoma, verdana, arial, sans-serif;">In Italia ancora oggi viviamo con la vergogna di avere migliaia di studenti a cui viene riconosciuto il diritto ad avere una borsa, in base a requisiti economici e di merito, ma le borse non vengono erogate per mancanza di fondi. E’ necessario garantire la copertura di tutte le borse di studio, prevedendo un aumento del numero e dell’importo delle borse di studio verso gli standard europei.</p>
<p style="margin: 0px; font-size: 12.727272033691406px; line-height: 19.488636016845703px; color: #333333; font-family: 'lucida grande', tahoma, verdana, arial, sans-serif;">3.       Investimento pubblico</p>
<p style="margin: 0px; font-size: 12.727272033691406px; line-height: 19.488636016845703px; color: #333333; font-family: 'lucida grande', tahoma, verdana, arial, sans-serif;">I tagli degli ultimi anni si sono abbattuti su un finanziamento già insufficiente. E’ necessario portare il finanziamento del sistema universitario ai livelli europei, abolire il blocco del turn over del personale. I tagli di questi anni hanno colpito duramente anche il mondo della ricerca universitaria e in particolare i corsi di dottorato. E’ necessario rifinanziare le borse di dottorato di ricerca e abolire i dottorati senza borsa.</p>
<p style="margin: 0px; font-size: 12.727272033691406px; line-height: 19.488636016845703px; color: #333333; font-family: 'lucida grande', tahoma, verdana, arial, sans-serif;">4.       Basta baronie</p>
<p style="margin: 0px; font-size: 12.727272033691406px; line-height: 19.488636016845703px; color: #333333; font-family: 'lucida grande', tahoma, verdana, arial, sans-serif;">Troppo spesso all’interno delle università assistiamo ad una discriminazione fondata solo sulla fascia di docenza dei professori. Una struttura accademia realmente democratica non può che essere fondata sul ruolo unico della docenza universitaria, aprendo le porte della piena rappresentanza anche ai professori associati e ai ricercatori, che in particolare spesso sostengono elevati carichi di lavoro senza avere alcun riconoscimento. E’ inoltre necessario andare anche a scardinare gli attuali sistemi di accesso alle specialità mediche, una delle più forti attuazioni del potere dei baroni universitari, attivando invece un concorso nazionale per l’accesso alle specialità di medicina.</p>
<p style="margin: 0px; font-size: 12.727272033691406px; line-height: 19.488636016845703px; color: #333333; font-family: 'lucida grande', tahoma, verdana, arial, sans-serif;">5.       Accesso alla Cultura per tutti</p>
<p style="margin: 0px; font-size: 12.727272033691406px; line-height: 19.488636016845703px; color: #333333; font-family: 'lucida grande', tahoma, verdana, arial, sans-serif;">E’ necessario garantire un pieno accesso alla Cultura, in tutte le sue forme, attivando quindi convenzioni e accordi per rendere gratuito a tutti gli studenti l’accesso a musei, mostre, teatri, spettacoli cinematografici, musicali e tutte le altre forme di cultura.  E’ inoltre necessario estendere la copertura della banda larga in tutto il territorio nazionale, rendendone gratuita la fruizione.</p>
<p style="margin: 0px; font-size: 12.727272033691406px; line-height: 19.488636016845703px; color: #333333; font-family: 'lucida grande', tahoma, verdana, arial, sans-serif;">6.       Mobilità garantita</p>
<p style="margin: 0px; font-size: 12.727272033691406px; line-height: 19.488636016845703px; color: #333333; font-family: 'lucida grande', tahoma, verdana, arial, sans-serif;">I mezzi di trasporto non possono e non devono andare a costituire una ulteriore spesa per gli studenti. E’ necessario prevedere la gratuità dei trasporti per gli spostamenti da e per la sede universitaria in cui studia e per gli spostamenti collegati alla vita universitaria.</p>
<p style="margin: 0px; font-size: 12.727272033691406px; line-height: 19.488636016845703px; color: #333333; font-family: 'lucida grande', tahoma, verdana, arial, sans-serif;">E’ inoltre necessario proseguire nel potenziamento dei programmi di mobilità internazionale, come l’Erasmus, garantendo sempre più la partecipazione a questi programmi anche degli studenti in condizioni economiche familiari più svantaggiate.</p>
<p style="margin: 0px; font-size: 12.727272033691406px; line-height: 19.488636016845703px; color: #333333; font-family: 'lucida grande', tahoma, verdana, arial, sans-serif;">7.       Piena cittadinanza</p>
<p style="margin: 0px; font-size: 12.727272033691406px; line-height: 19.488636016845703px; color: #333333; font-family: 'lucida grande', tahoma, verdana, arial, sans-serif;">Gli studenti sono spesso visti come un corpo estraneo alla città in cui vivono, nonostante siano cittadini a tutti gli effetti e garantiscano non solo una rilevante fonte di reddito, ma anche una presenza attiva e qualificante dal punto di vista sociale e culturale. E’ necessario riconoscere la piena cittadinanza degli studenti garantendo il voto amministrativo agli studenti fuori sede. E’ inoltre necessario attivare degli interventi straordinari per favorire la diffusione di affitti agevolati agli studenti, cancellando gli affitti in nero e impedendo la locazione di case o scantinati degradati.</p>
<p style="margin: 0px; font-size: 12.727272033691406px; line-height: 19.488636016845703px; color: #333333; font-family: 'lucida grande', tahoma, verdana, arial, sans-serif;">8.       Stop a generazione precaria</p>
<p style="margin: 0px; font-size: 12.727272033691406px; line-height: 19.488636016845703px; color: #333333; font-family: 'lucida grande', tahoma, verdana, arial, sans-serif;">La nostra generazione vede sempre più l’ingresso nel mondo del lavoro come un problema più che un’opportunità. Spesso lo sfruttamento e la precarietà iniziano già nel percorso formativo di un giovane. Ecco perché è assolutamente necessario riconoscere a livello nazionale la figura dello studente lavoratore</p>]]></description>
      <guid>https://www.welfarenetwork.it/lettera-aperta-al-prossimo-governo-ecco-le-priorita-degli-studenti--alessandro-lucia-20130219/</guid>
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      <pubDate>Tue, 19 Feb 2013 15:54:47 +0100</pubDate>
    </item>
    <item>
      <title>Decreto Profumo: fine del diritto allo studio. Studenti pronti alla mobilitazione | Alessandro Lucia</title>
      <description><![CDATA[<p>Possiamo affermarlo con assoluta certezza: fra pochi giorni il diritto allo studio (<strong>DSU</strong>) in Italia cesserà quasi del tutto di esistere e verrà privato di senso. Infatti, giovedì si riunirà la conferenza Stato-regioni per decidere l'attuazione del nuovo decreto firmato Francesco Profumo, attualmente (e ancora per poco) Ministro dell'Istruzione, Unviersità e Ricerca del dimissionario governo Monti, che con un colpo di coda, a camere sciolte e poco prima di cadere definitivamente, sferra l'ultimo pesante attacco al DSU, in perfetta continuità con la legge 133 di Tremonti e la legge 240 della Gelmini.</p>
<p>Il provvedimento, che non esito a definire criminale per la sua drastica riduzione sia del numero dei borsisti, che degli importi delle borse, prevede una serie di tagli che andranno a impoverire, fino quasi a far scomparire, il concetto stesso di diritto allo studio in favore di un'università destinata solo a chi può permettersi di pagare le rette, già le terze più alte d'Europa. (fonte. <a href="http://www.roars.it/online/spesa-risultati-efficienza-miti-leggende-e-realta-delluniversita-italiana/">www.roars.it</a>)</p>
<p>Cosa prevede il decreto?</p>
<p>Come possiamo leggere dalla <a href="http://www.unionedegliuniversitari.it/wp-content/uploads/2013/02/Scheda-sintetica-cosa-cambia-con-il-nuovo-dm-diritto-allo-studio.pdf">nota riassuntiva pubblicata sul sito dell'Unione degli Universitari</a>, il provvedimento si propone di rimodulare i criteri di accesso alle borse di studio, e i criteri di merito (ovvero i crediti formativi) necessari per mantenerla. Dopo aver tagliato negli ultimi anni la massima parte dei finanziamenti statali alle università pubbliche, ora ci si propone di tagliare direttamente il numero di borse di studio e quindi, indirettamente, gli studenti che potrebbero frequentare l'università.</p>
<p>Vediamo come.</p>
<p>Viene innanzitutto abolito il sistema dei bonus di credito, che permetteva a studenti che non avessero raggiunto il limite minimo di Cfu (crediti formativi universitari) per un qualsivoglia motivo, di usufruire (una e una sola volta, in maniera non cumulabile) di un "bonus" di crediti affinché potessero usufruire della borsa.</p>
<p>Dopodiché si presentano alcuni punti palesemente discriminatori nei confronti di chi vuole studiare. Viene fissato un limite di età oltre il quale non si può ricevere la borsa di studio: infatti non si potrà richiedere la borsa se ci si iscrive alla laurea triennale dopo i 25 anni di età. In parole povere, se tu vuoi iniziare a studiare a 26 anni, anche se per legge avresti diritto a un sostegno economico, non lo potrai richiedere perché <strong>sei troppo vecchio per gli standard tecnici.</strong></p>
<p>Inoltre vengono rimodulati al ribasso i limiti massimi di ISEE (reddito equivalente) oltre i quali non si può andare per ricevere la borsa di studio. Ma non vengono solo abbassati, vengono anche diversificati tra Nord, Centro e Sud Italia! Per questo, un ragazzo pugliese il cui ISEE è, per esempio, di 19.000 euro, per gli standard correnti potrebbe ricevere la borsa di studio in qualunque parte d'Italia, ma nel nuovo decreto, non potrebbe studiare nella sua regione, o in un'altra del sud, ma dovrebbe spostarsi al Nord per poter <em>sperare </em>di ricevere la borsa.</p>
<p>Gli importi delle borse, poi, vengono drasticamente tagliati per gli studenti in sede e pendolari. Per gli studenti fuori sede essi vengono <em>apparentemente </em>aumentati, salvo poi essere aumentate le detrazioni per mense e alloggi. In pratica, gli vengono dati (pochi) più soldi, ma gli vengono aumentati di uno sproposito la mensa e l'alloggio. Tutto sommato, lo studente fuori sede è quello che viene maggiormente sfavorito dalla rimodulazione delle borse, perché vedrà tagliata la sua del 45%! Alla faccia della mobilità!</p>
<p>Se non bastasse il taglio del numero di idonei, il taglio degli importi, i criteri discriminatori, quei pochi studenti che ricevono le borse, le riceveranno a giugno, cioè <strong>alla fine dell'anno accademico, </strong>dovendosi così sobbarcare nove mesi di università prima di potersi vedere rimborsati.</p>
<p>Questo è un decreto assolutamente iniquo, criminale e classista, in piena linea con l'ideologia neoliberista propugnata da tanti sedicenti esperti del sistema universitario. Se dovesse essere approvato, questo provvedimento metterà una definitiva pietra tombale sul diritto allo studio, sul diritto di accesso al sapere, quindi sull'unica possibilità rimasta di <strong>mobilità sociale.</strong></p>
<p>Gli studenti dell'Unione degli Universitari sono già partiti in mobilitazione. Decine di assemblee sono state organizzate nelle università italiane. C'è poco tempo per informare tutti e bloccare un decreto che farebbe invidia alla Gelmini.</p>
<p> </p>
<p>Alessandro Lucia</p>
<p><em>Di seguito alcuni chiarissimi documenti sull'argomento, che consiglio di leggere a tutti quelli che passeranno dal mio modesto blog:</em></p>
<p><strong>COSA CAMBIA NEL DIRITTO ALLO STUDIO</strong></p>
<p><a href="http://www.unionedegliuniversitari.it/wp-content/uploads/2013/02/Scheda-sintetica-cosa-cambia-con-il-nuovo-dm-diritto-allo-studio.pdf">SCHEDA SINTETICA</a></p>
<p><a href="http://www.youtube.com/watch?v=iYhiAKPqR7Y">VIDEO ESPLICATIVO</a> (1.40 minuti)</p>
<p><a href="https://www.facebook.com/media/set/?set=a.10200591676617643.2199342.1331156219&type=3">IMMAGINE BORSE DI STUDIO: PRIMA E DOPO IL DECRETO</a></p>]]></description>
      <guid>https://www.welfarenetwork.it/decreto-profumo-la-fine-del-diritto-allo-studio-e-vicina-gli-studenti-pronti-alla-mobilitazione-alessandro-lucia-20130205/</guid>
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      <pubDate>Tue, 05 Feb 2013 15:58:33 +0100</pubDate>
    </item>
    <item>
      <title>Federico Aldrovandi: diciott’anni spezzati nella zona del silenzio | Alessandro Lucia</title>
      <description><![CDATA[<p><em>Oggi 29 gennaio 2013 è stato confermato il carcere per Paolo Forlani, Monica Segatto e Luca Pollastri, tre degli agenti che uccisero Federico Aldrovandi la notte tra il 25 e il 26 settembre 2005. Per quanto riguarda Enzo Pontani, l'altro agente che partecipò all'omicidio, la decisione del giudice è stata rimandata al 26 febbraio a causa di un "vizio di notifica". Ripropongo di seguito un mio articolo scritto nell'ottobre del 2012 per il periodico universitario <strong>Jaromil.</strong></em></p>
<p> </p>
<p>Su quel cancello dell’ippodromo di Ferrara c’è un cartello con stampate ben chiare tre parole: “<em>zona del silenzio</em>”. E’ un invito a non schiamazzare, perché nell’ippodromo, dietro quel cancello, dormono i preziosi purosangue ferraresi. Ma forse Federico Aldrovandi non lo sapeva, e la notte del venticinque settembre di sette anni fa decise di schiamazzare, di parlare ad alta voce con gli amici, di divertirsi, decise di avere diciott’anni. Ma come nei peggiori film, il caso volle che alle cinque del mattino passasse una volante della polizia con a bordo due agenti, Enzo Pontani e Luca Pollastri. Fermano l’auto, scendono, lo vedono, e decidono che quella mattina, Federico, non tornerà a casa.</p>
<p>Iniziano a pestarlo. Pugni, calci, botte. Federico si difende, e Pontani, con una sfacciataggine non indifferente,  ebbe a dire qualche tempo dopo “<em>ci aggredì a colpi di karate, senza un motivo apparente”</em>. E allora chiamano i rinforzi, arrivano i colleghi Paolo Forlani e Monica Segatto, e giù altre botte, manganelli spezzati sulla schiena e sul volto. Spezzati, come la vita di Federico che pochi minuti dopo le sei, mentre il sole timidamente si decideva a sorgere, volava via tra una chiazza di sangue sull’asfalto e il cartello “<em>zona del silenzio”</em>.</p>
<p> </p>
<p>Nel processo, due anni dopo, i poliziotti sostennero che la pattuglia di Pontani e Pollastri sarebbe accorsa sul posto in seguito alla chiamata di una residente disturbata dal rumore che i ragazzi facevano fuori dal locale. Secondo la ricostruzione del giudice, le urla che svegliarono la residente erano effettivamente quelle di Federico, ma erano le urla di un ragazzo che stava venendo massacrato dai difensori della legge, non quelle di un ubriaco un po’ molesto. Fatto sta che la “<em>zona del silenzio</em>” fu riportata alla quiete, in un modo o nell’altro. Ubriaco, drogato, chiassoso, violento. Sarebbe rimasto solo questo, Federico, e la sua morte un accidente dovuto alle enormi (sic) dosi di ketamina che aveva assunto. Dosi ben 175 volte <em>inferiori</em> alla dose letale, che però secondo la versione della polizia diedero il colpo di grazia a quel diciottenne che osò schiamazzare nella <em>zona del silenzio</em>. Sarebbe rimasto solo questo, ci sarebbe rimasta solo l’ennesima “versione ufficiale”, e Federico sarebbe rimasto solo uno che quelle botte se l’era meritate, se Patrizia, la madre di Federico, non avesse preso il coraggio a due mani e continuato, imperterrita, a chiedere giustizia per “Aldro” dal suo blog.</p>
<p>Venne aperta l’inchiesta, e i quattro poliziotti indagati per omicidio colposo. La difesa, che sostenne la tesi della morte causata dall’assunzione di stupefacenti e alcool, fu smentita dalla perizia ordinata dal giudice che rivelò come la quantità di sostanze assunte da Federico fosse assolutamente insufficiente a causarne la morte. Emersero invece altri dettagli importanti: ferite ed escoriazioni su tutto il corpo, un trauma cranico-facciale dovuto ai due manganelli violentemente spezzati sul volto e infine quella che si rivelò essere la causa ultima del decesso: un grosso ematoma all’altezza del cuore, dovuto a una forte e prolungata pressione da parte di uno dei poliziotti che teneva fermo Federico, probabilmente con il ginocchio premuto sulla schiena, causandogli  l’arresto cardio-respiratorio che gli fu letale.</p>
<p>Durante lo svolgimento del processo vennero a galla ulteriori incoerenze nelle indagini, come per esempio il mancato sequestro dei manganelli, il mancato uso del defibrillatore in dotazione alla volante e la scomparsa del nastro, messo a disposizione degli inquirenti solo molto tempo dopo, con le registrazioni delle conversazioni tra le volanti e la centrale.</p>
<p>In aula i quattro, concordi sulla versione, raccontarono che  il ragazzo era perfettamente sano e che non diede segni di sofferenza, almeno fino all’arrivo dell’ambulanza. Ma questa versione, chiaramente fallace, venne smentita grazie all’ascolto delle conversazioni nelle quali i poliziotti riferiscono al comando centrale che Aldrovandi “è stato bastonato di brutto”, “è svenuto… è mezzo morto”. Tutto ciò, unito al risultato della perizia ordinata dal giudice, portò alla condanna in primo grado, poi confermata in Corte d’appello e resa definitiva in Cassazione a tre anni e sei mesi per “eccesso colposo nell’uso legittimo delle armi”.</p>
<p>In tutto questo, inoltre, venne aperto un processo contro quattro funzionari di polizia, Marcello Bulgarelli, Luca Casoni, Paolo Marino e Marco Pirani, per presunti depistaggi nelle indagini.</p>
<p>Bulgarelli, responsabile della centrale operativa, venne condannato a dieci mesi per omissione e favoreggiamento, per la sua decisione di interrompere, coprendo così i colleghi, la registrazione di una telefonata con Casoni (poi assolto) in cui quest’ultimo avrebbe raccontato come realmente si svolsero i fatti e le responsabilità degli agenti.</p>
<p>Marino, dirigente dell’Ufficio di Polizia Giudiziaria, venne condannato ad un anno per omissione, poiché nella sua relazione al Pm riguardo l’accaduto, non riferì del coinvolgimento dei quattro agenti e dello scontro violento che ebbero con Aldrovandi.</p>
<p>Pirani, infine, ispettore di polizia giudiziaria in servizio alla procura di Ferrara, ad otto mesi, per non aver inserito nel fascicolo destinato al Pm il registro delle telefonate avvenute tra le due volanti e la centrale, impedendo così la conoscenza delle frasi che i quattro riferirono al comando operativo, che vennero alla luce solo molti mesi dopo.</p>
<p>Tre anni e sei mesi, quindi, ai quattro agenti che uccisero Federico Aldrovandi. Tre anni e sei mesi, che con l'indulto vengono praticamente annullati, per eccesso colposo nell'uso legittimo delle armi. Pontani, Pollastri, Segatto e Forlani resteranno comunque in servizio nonostante per colpa loro e del loro "eccesso colposo” un ragazzo innocente sia morto.</p>
<p>Ma c'è, forse, un modo per evitare che in futuro si ripetano altri casi Aldrovandi, Cucchi o Uva, o casi come la macelleria messicana nella scuola Diaz o le violenze nella caserma di Bolzaneto; iniziare a chiamare questo tipo di reato con il suo vero nome che ancora, incredibilmente, manca nell'ordinamento giuridico italiano: tortura.</p>
<p>Alessandro Lucia</p>
<p><em>articolo originariamente pubblicato sul periodico universitario Jaromil dell'ottobre 2012. Tutti i numeri di Jaromil sono consultabili in pdf su <a href="http://redazionejaromil.wordpress.com/">http://redazionejaromil.wordpress.com/ </a></em></p>]]></description>
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      <link>https://www.welfarenetwork.it/federico-aldrovandi-diciottanni-spezzati-nella-zona-del-silenzio-alessandro-lucia-20130129/</link>
      <pubDate>Tue, 29 Jan 2013 16:23:53 +0100</pubDate>
    </item>
    <item>
      <title>Appello a Umberto Ambrosoli per il Diritto allo Studio in Lombardia | Alessandro Lucia</title>
      <description><![CDATA[<p></p>
<p><em>La seguente lettera aperta è stata scritta dai rappresentanti delle associazioni di rappresentanza universitaria lombarde e indirizzata al candidato Presidente della Lombardia per il centrosinistra Umberto Ambrosoli.</em></p>
<p><em>Il testo originale e altri dettagli sul Comitato per il Diritto allo Studio in Lombardia sono disponibili a questo sito: <strong><a href="http://www.dsulombardia.it/"><span style="font-size: small;">http://www.dsulombardia.it/</span></a></strong></em></p>
<p><em><br /></em></p>
<p><strong><span style="font-size: medium;">Rilanciare la Lombardia ripartendo dal Diritto allo studio e dalle Università</span></strong></p>
<p> </p>
<p style="text-align: right;"><strong><em>"I capaci e meritevoli, anche se privi di mezzi, hanno diritto di raggiungere i più alti gradi degli studi.<br /></em></strong><strong><em>La Repubblica rende effettivo questo diritto con borse di studio, </em></strong><strong><em>assegni alle famiglie <br />ed altre provvidenze, </em></strong><strong><em>che devono essere attribuite per concorso."</em></strong></p>
<p style="text-align: right;">Costituzione della Repubblica Italiana - art.34</p>
<p style="text-align: left;"><br /> <br /> <span style="font-size: small;"><strong>Gentile Umberto Ambrosoli</strong>,</span></p>
<p style="text-align: left;">A seguito delle riforme di contenimento della spesa pubblica, che si sono rivelate tagli indiscriminati piuttosto che vere e proprie razionalizzazioni e miglioramenti della stessa, è cresciuta nell’intero paese una grave condizione di disagio, e ciò coinvolge anche e soprattutto la scuola e l’università. Il Diritto allo Studio, previsto dai nostri padri costituenti oltre sessant’anni fa, è stato particolarmente colpito dai tagli degli ultimi governi e, di conseguenza, è stata seriamente compromessa la possibilità di accesso al sistema dell’Alta Formazione per gli studenti capaci e meritevoli, ma privi di mezzi.n qualità di studenti e rappresentanti degli studenti delle università lombarde, vorremmo sottoporre alla Sua attenzione, in quanto candidato Presidente della Regione Lombardia, un tema che riteniamo di assoluta priorità per il futuro della Regione e del Paese: il Diritto allo Studio Universitario (di seguito DSU).</p>
<p style="text-align: left;">Le regioni hanno dovuto adeguarsi alla politica di tagli al DSU compiendo scelte alle volte fin troppo condizionanti. La Lombardia in un primo momento ha ridotto considerevolmente la qualità e la quantità di servizi offerti agli studenti (contraendo l’importo dei finanziamenti per il DSU e restringendo i requisiti d’accesso) e, successivamente ha incrementato del 40% la tassa regionale specifica per il DSU. Esso è infatti finanziato principalmente dagli studenti stessi attraverso la “contribuzione” (ossia la retta), che ha ormai assunto i connotati di una tassa.</p>
<p style="text-align: left;">Ribadendo la nostra idea di Università pubblica, libera, accessibile a tutti e di qualità, riteniamo che, sia i servizi che l’accesso al DSU, non debbano essere considerati privilegi per chi è più abbiente, ma diritti inalienabili, come d’altronde è sancito dalla Costituzione.</p>
<p style="text-align: left;">Crediamo che la nuova Giunta regionale possa e debba assumersi con responsabilità il compito di risolvere l’ormai cronico problema del DSU, tutelando così il principale strumento costituzionale di mobilità sociale, e per questo Le proponiamo i seguenti punti, auspicando la Sua disponibilità a discuterne con noi e farsene carico nella Sua proposta politica. Proposte firmate dalle rappresentanze di Sinistra di tutte le Universitarie Lombarde.</p>
<ol>
<li><strong>Borse di studio</strong> Nel 2011/12, più del 30% degli studenti è risultato idoneo non beneficiario di borsa di . La figura dell’idoneo non beneficiario è particolarmente mortificante perché designa gli studenti che avrebbero diritto, secondo i criteri già molto stringenti di merito e reddito, a ricevere la borsa, ma che non possono beneficiarne per mancanza di fondi</li>
</ol> 
<ul>
<li>Copertura di tutti gli idonei e cancellazione       della figura di “idoneo non beneficiario”: <br />- impegno di un investimento minimo Regionale del        40% (rispetto al fondo nazionale) in attuazione del d.leg nº 68 del 28        marzo 2012<br />- impegno di un orizzonte stabile rispetto        l’andamento dei fondi,<br />- impegno nella comunicazione in modo tempestivo        delle disponibilità per l’anno accademico futuro affinché gli enti gestori possano        organizzarsi per tempo (assegnando fin da subito tutte le borse, senza        rimandare studenti alla “seconda assegnazione”);</li>
<li>Rivedere i criteri di reddito per l’accesso alla       graduatoria: fermo restando l’interesse primario ad avere un maggiore investimento per raggiungere la copertura finanziaria necessaria per garantire le borse di studio a tutti gli idonei, chiediamo un ampliamento della platea degli idonei alzando la soglia del criterio di reddito, riconoscendo cioè come all’aumento del costo della vita non è corrisposto in questi anni un adeguamento della definizione di “ privi di mezzi”;<br /><br /><br /></li>
</ul>
<p><span style="white-space: pre;"> </span><strong>2. Residenze universitarie</strong> La condizione delle residenze universitarie è attualmente preoccupante. Da un lato, il numero di alloggi è considerevolmente basso rispetto alla domanda reale; mentre, d’altra parte,<span style="white-space: pre;"> </span>molti di questi alloggi vertono in condizioni davvero fatiscenti, e senza adeguati servizi. A questo si deve aggiungere che il prezzo degli alloggi stessi spesso supera i livelli di mercato. Migliorare le residenze<span style="white-space: pre;"> </span>universitarie esistenti, nonché crearne di nuove e più all’avanguardia al fine di migliorare la condizione degli studenti fuori sede, nonché di coloro che sfruttano il periodo universitario come primo passo per definire<span style="white-space: pre;"> </span>la loro indipendenza;</p>
<p><strong><span style="white-space: pre;"> </span>3. Mobilità & trasporti</strong> Preso atto che lei ha già dichiarato di voler rivoluzionare il sistema dei trasporti in Lombardia, chiediamo agevolazioni (abbonamento scontato) per il trasporto regionale degli studenti,<span style="white-space: pre;"> </span>partendo dalle famiglie meno abbienti (come in atto in altre Regioni d’Italia);</p>
<p><br /><strong><span style="white-space: pre;"> </span>4. Trasparenza</strong> Si prevede che l’incremento della tassa regionale, già citato, produrrà un ulteriore gettito per il 2012/13 di oltre 10 milioni di euro. Vorremmo sottolineare che il nuovo introito sarà ridistribuito alle<span style="white-space: pre;"> </span>università lombarde su base storica, la quale non tiene più conto della numerosità degli studenti presenti nelle singole università, né di quanto gli enti gestori, o le singole Università, si siano impegnati nel<span style="white-space: pre;"> </span>raggiungere le linee politiche condivise dalla Regione (visto che non sono mai state divulgate in modo trasparente).</p>
<p><span style="white-space: pre;"> </span>- Trasparenza fondi: trasparenza dei criteri di ripartizione dei fondi del DSU tra le Università, abolizione dei criteri ”storici“ e revisioni verso modalità più ”mirate“,<br /><span style="white-space: pre;"> </span>- Verifica dei risultati: definizione degli indirizzi per le politiche regionali sul DSU (ad esempio definizione dei servizi minimi per tutti gli studenti lombardi, a prescindere dall’Università di appartenenza - LEP) e<span style="white-space: pre;"> </span>verifica degli obiettivi raggiunti dai vari enti gestori, o dalle singole università;</p>
<p><br /><strong><span style="white-space: pre;"> </span>5. Osservatorio Regionale</strong> Dare mandato all’osservatorio regionale, già esistente, di raccogliere e analizzare i dati per poi indirizzare, migliorare e ottimizzare le politiche regionali sul DSU, l’accesso al sapere e le<span style="white-space: pre;"> </span>tematiche connesse (come in Piemonte).</p>
<p><br /> Affinché i punti da noi proposti possano essere concretizzati nell’azione di governo della prossima Giunta Regionale, auspichiamo un diretto coinvolgimento delle rappresentanze studentesche impegnate da anni su questa tematica e pienamente consapevoli delle esigenze degli studenti: siamo convinti che solo tramite un costante dialogo con le parti interessate si potranno individuare le soluzioni migliori e più condivise per affrontare questo importante tema di competenza Regionale. <br /> <br /> f.to</p>
<p><em>Comitato per il Diritto allo Studio in Lombardia</em> <br /> <br /></p>
<p><br /> i Consiglieri Nazionali (Consiglio Nazionale Studenti Universitari)</p>
<p><strong>Sara Capasso</strong> (Università degli Studi di Milano-Bicocca) e <strong>Michele Orezzi</strong> (Università degli Studi di Pavia) <br /> <br /> i Rappresentanti negli organi centrali delle Università Lombarde (Senato accademico, CdA e organi per il DSU) :<br /> <br /> <strong>Marco Bonomelli</strong> (Senato Accademico - Università degli Studi di Bergamo)<br /> <strong>Achille Bruce Mounga Djaga</strong> (I.S.U. Bergamo - Università degli Studi di Bergamo)<br /> <strong>Bernardo Caldarola</strong> (Consiglio di Amministrazione - Università degli Studi di Pavia)<br /> <strong>Gianluca Cannarozzo</strong> (Consiglio di Amministrazione - Università degli Studi di Milano)<br /> <strong>Sara Capasso</strong> (Senato Accademico - Università degli Studi di Milano-Bicocca)<br /> <strong>Pierluigi Costelli</strong> (Senato Accademico - Università degli Studi di Milano)<br /> <strong>Fabrizio Cotini</strong> (Consiglio di Amministrazione - Politecnico di Milano)<br /> <strong>Marco Cuccui</strong> (Senato Accademico - Università degli Studi di Bergamo)<br /> <strong>Valentina Damioli </strong>(Senato Accademico - Università degli Studi di Brescia)<br /> <strong>Elisabetta Domenighini </strong>(Senato Accademico - Università degli Studi di Brescia)<br /> <strong>Lorenzo Gandini </strong>(Consiglio di Indirizzo - CIDiS Statale di Milano-Bicocca)<br /> <strong>Matteo Giacomini </strong>(Consiglio di Amministrazione - Università degli Studi di Brescia)<br /> <strong>Alessandro Lucia </strong>(Consiglio di Amministrazione - Università degli Studi di Pavia)<br /> <strong>Tommaso Manciulli </strong>(Senato Accademico - Università degli Studi di Pavia)<br /> <strong>Fausto Minonne </strong>(Senato Accademico - Università degli Studi di Pavia)<br /> <strong>Federico Morelli </strong>(Senato Accademico - Politecnico di Milano)<br /> <strong>Antonio Pierro</strong> (Consiglio di Indirizzo - CIDiS Statale di Milano)<br /> <strong>Paolo Raineri </strong>(Consiglio di Amministrazione - EDiSU Pavia)<br /> <strong>Francesco Ringressi </strong>(Senato Accademico - Università degli Studi di Pavia)<br /> <strong>Corrado Rossi </strong>(Consiglio di Indirizzo - CIDiS Statale di Milano)<br /> <strong>David Rossi </strong>(Senato Accademico - Politecnico di Milano)<br /> <strong>Francesco Mario Simoncini</strong> (Consiglio di Amministrazione - Università degli Studi di Bergamo)<br /> <strong>Ilaria Villa</strong> (Senato Accademico - Università degli Studi di Milano)<br /> <strong>Luca Zecchin </strong>(Consiglio di Amministrazione - EDiSU Pavia)</p>]]></description>
      <guid>https://www.welfarenetwork.it/appello-a-umberto-ambrosoli-per-il-diritto-allo-studio-in-lombardia-alessandro-lucia-20130124/</guid>
      <link>https://www.welfarenetwork.it/appello-a-umberto-ambrosoli-per-il-diritto-allo-studio-in-lombardia-alessandro-lucia-20130124/</link>
      <pubDate>Thu, 24 Jan 2013 11:59:24 +0100</pubDate>
    </item>
    <item>
      <title>Erasmus, il voto negato | Alessandro Lucia</title>
      <description><![CDATA[<p>Si avvicina la tornata elettorale del 24 e 25 febbraio e più di ventimila studenti universitari non potranno votare, per il semplice motivo di essere all'estero a studiare.</p>
<p>L'Erasmus, istituzione grazie alla quale lo studente universitario può trascorrere un periodo di studio all'estero legalmente riconosciuto dalla propria università, nasce nel 1987 e nel corso degli anni ne hanno usufruito più di 2,2 milioni di studenti. Un progetto che coniuga diritto allo studio, mobilità e internazionalizzazione e che rischia però di impedire a ventimila e più studenti di poter esercitare il proprio diritto di voto, a causa di un sostanziale disinteressamento della politica italiana. Infatti, nel decreto legge che stabilisce i termini per il voto all'estero, nessuna attenzione trova la questione degli erasmus, e del resto a nessuno nell'arco costituzionale è mai venuto in mente di discuterne. Solo grazie all'<strong>Unione degli Universitari (UdU)</strong>, maggiore sindacato studentesco italiano, qualche giorno fa la questione è tornata alla ribalta, e su quest'onda diversi politici di tutti gli schieramenti, si sono espressi a favore di un decreto d'urgenza, che potrebbe essere per esempio un rimorso parziale del biglietto di ritorno in Italia per quegli studenti che vorranno votare, nonostante il periodo di piena sessione d'esami.</p>
<p>Il Partito Democratico ha presentato un'interrogazione parlamentare sulla questione, esortando i ministri degli Interni e degli Esteri a trovare rapidamente una soluzione. Anche il premier uscente Monti auspica che "si faccia tutto il possibile per garantire il diritto di voto agli studenti all'estero".</p>
<p>Ma il ministro Cancellieri ha ribadito che "<em>è tecnicamente impossibile fare qualcosa per rimediare"</em>, affermando che i tempi sono troppo stretti per poter procedere a una soluzione. Gli studenti però non ci stanno e, dopo aver creato sui social network pagine di protesta e <a href="https://www.facebook.com/pages/Fotopetizione-vogliovotare-erasmus2013/149086298577833?ref=ts&fref=ts">foto-petizioni</a>, tornano a criticare le parole del ministro; <strong>Michele Orezzi</strong>, coordinatore dell'UdU, ha risposto al ministro: "<em>Le dichiarazioni del Ministro Cancellieri fotografano semplicemente la situazione. Vogliamo sapere se la </em><em>politica e le istituzioni si pongano o meno il problema di garantire il diritto al voto anche per i giovani che si troveranno all’estero al momento del voto, unicamente per motivi di studi. Ci aspettiamo una risposta effettiva al problema: è assurdo che non venga garantita alcuna possibilità di voto all’estero e non siano garantite neanche delle agevolazioni, almeno pari a quelle previste, ad esempio, per gli studenti fuori sede in Italia. Una scelta di studio non può impedire l’esercizio di un fondamentale diritto democratico come quello di voto. È ora che tutto il mondo politico e istituzionale dia una risposta concreta."</em></p>
<p>Più di ventimila studenti non potranno votare perché sono all'estero a studiare. Il governo risponde che non si può fare niente, e i partiti si svegliano solo ora. Se l'Unione Degli Universitari non avesse sollevato la questione, una così palese violazione del diritto di voto sarebbe passata totalmente inosservata? Al di là di tutte le belle dichiarazioni da campagna elettorale, questo la dice lunga sull'attenzione che la politica riserva ai giovani.</p>
<p>Alessandro Lucia</p>]]></description>
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      <pubDate>Sun, 20 Jan 2013 16:44:26 +0100</pubDate>
    </item>
    <item>
      <title>Se il fascismo non è un tuo problema | Alessandro Lucia</title>
      <description><![CDATA[<p>"Se membri di CasaPound volessero entrare nel Movimento 5 Stelle, non vedo ragioni oggettive per negarlo, se abbiamo idee comuni". Così Beppe Grillo risponde a Simone Di Stefano, vice-presidente dei "fascisti del terzo millennio" e candidato alla presidenza del Lazio, in uno scambio di battute ripreso dallo stesso esponente di CasaPound, che si trova anche a chiedergli "i ragazzi di CasaPound vorrebbero sapere se sei antifascista". Domanda scottante, per uno che fa del "sono tutti uguali" la sua bandiera. E infatti, Grillo risponde "E' un problema che non mi compete".</p>
<p>Stiamo scherzando? E' piuttosto ironico che una tale frase venga detta dal portavoce di un movimento che, nel programma depositato, pone al terzo punto di programma un <strong><a href="http://www.ilfattoquotidiano.it/2013/01/11/elezioni-programma-dei-5-stelle-dalla-adsl-allabolizione-delle-province/467156/">esame obbligatorio sulla Costituzione per ogni rappresentante pubblico</a>. </strong>Risulterebbe contraddittorio che un neo-fascista (o fascista-del-terzo-millennio come amano farsi chiamare, sempre fascisti restano) dovesse dimostrare fedeltà e rispetto alla Carta che così tanto disprezzano.</p>
<p>E poi, caro Grillo, lasciamo un attimo da parte tutte le epurazioni, espulsioni, decisioni accentrate ecc, ora non importano. Guardiamo al nocciolo della questione. C'è un problema di democrazia nel Movimento 5 Stelle? La risposta è semplice: se l'antifascismo non è un problema che compete al portavoce del movimento, evidentemente sì.</p>
<p>Alessandro Lucia</p>]]></description>
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      <pubDate>Sat, 12 Jan 2013 08:41:41 +0100</pubDate>
    </item>
    <item>
      <title>Pavia città criminale: intimidazioni a chi non sta al suo posto |  Alessandro Lucia</title>
      <description><![CDATA[<div>
<p>Pavia, 14 novembre 2012. Sul portone  dello studio dell'avvocato Franco Maurici spuntano due inquietanti croci  nere, il cognome dell'avvocato e della figlia cancellati con lo spray  dalla targa sul muro.<br />Solo quattro giorni dopo, le croci nere  rispuntano. Una chiara intimidazione che odora ampiamente di mafia  all'avvocato, noto a Pavia per le sue battaglie legali contro la  cementificazione e la speculazione edilizia, come le residenze di <a href="http://laprovinciapavese.gelocal.it/cronaca/2012/08/12/news/green-campus-sequestrati-60-contratti-1.5532312">Green  Campus</a> e <a href="http://laprovinciapavese.gelocal.it/cronaca/2012/03/24/news/punta-est-tre-indagati-per-abuso-edilizio-1.3718291">Punta Est</a> ,  o la questione del <a href="http://laprovinciapavese.gelocal.it/cronaca/2012/09/04/news/in-commissione-regionale-il-caso-centro-commerciale-1.5642098">centro commerciale di Borgarello</a>.</p>
<p>Sempre  a Pavia, il 15 dicembre l'auto del consigliere comunale Walter Veltri  viene trovata in fiamme per quello che si appurerà essere stato un atto  doloso: qualcuno voleva evidentemente lanciare un segnale a Veltri,  esponente di “Insieme per Pavia”, gruppo politico al quale per altro è  vicino anche l'avvocato Maurici, e dal quale nei mesi passati sono stati  sferrati pesanti attacchi alla giunta per quanto riguarda PGT (Piano di  governo del territorio) e altri provvedimenti edilizi.</p>
<p>Passano  due giorni, e un altro caso misterioso scuote Pavia. Il blogger Giovanni  Giovannetti trova la sua abitazione completamente a soqquadro.  Qualcuno, entrando da una finestra, ha rovistato in tutte le camere  fuggendo però senza rubare nulla. Sia che cercassero qualcosa, che  abbiano “solo” voluto lasciare un messaggio, resta il fatto che  Giovannetti, anch'egli vicino a Insieme per Pavia e costantemente in  prima linea nelle battaglie su urbanistica e criminalità pavese, è la  terza vittima di fatti quantomeno inquietanti in meno di un mese.</p>
<p>Se  non dovesse essere abbastanza, pochi giorni dopo la macchina di Davide  Ottini, consigliere PD e membro della commissione antimafia viene  forzata e derubata di una valigetta con il Pc contenente appunto i  verbali della commissione antimafia.</p>
<p>Per ultimo, ancora  Giovannetti è vittima di un atto incredibilmente grave: qualcuno  (uno o più persone) si introducono in casa sua dando alle fiamme lo  scantinato. Forse cercavano dei documenti scomodi, o forse volevano solo  segnalargli che non si può sentire al sicuro neanche a casa se continua  a ficcare il naso in affari troppo più grandi di lui (ricordiamo che fu  Giovannetti a presentare in procura le carte che fecero scattare le  indagini su Punta Est).</p>
<p>Che cosa sta succedendo a Pavia? Come mai  chi tenta di fare chiarezza sulle speculazioni edilizie subisce queste minacce? Con che faccia ancora importanti  politici locali continueranno a dire che Pavia è un'isola felice in  mezzo alle infiltrazioni mafiose al nord?</p>
<p>Mentre ascoltiamo il  silenzio delle istituzioni pavesi, esprimiamo piena solidarietà a  Maurici, Giovannetti, Ottini e Veltri. Senza se e senza ma.</p>
<p>Alessandro  Lucia</p>
<p>Per chi volesse saperne di più sul caso Punta Est e sui  torbidi affari pavesi, consiglio <a href="http://sconfinamento.wordpress.com/2012/03/24/il-vento-di-punta-est/">questo articolo</a> (e tutti gli altri) di Giovanni Giovannetti, autore del blog <a href="http://sconfinamento.wordpress.com/" target="_blank" rel="nofollow">http://sconfinamento.wordpress.com</a></p>
</div>]]></description>
      <guid>https://www.welfarenetwork.it/pavia-citta-criminale-intimidazioni-a-chi-non-sta-al-suo-posto-alessandro-lucia-20130107/</guid>
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      <pubDate>Mon, 07 Jan 2013 15:08:15 +0100</pubDate>
    </item>
    <item>
      <title>Cronache da un paese civile | Alessandro Lucia</title>
      <description><![CDATA[<p>Esiste un paese che, a detta di tanti, è molto avanzato sul piano dei diritti, delle libertà civili e della democrazia. In questo paese, in un autunno molto particolare, mentre imperversava la crisi economica, nei telegiornali, sui quotidiani e in gran parte della rete impazzava il dibattito sulle elezioni politiche che si sarebbero tenute nella successiva primavera. Elezioni molto delicate, perché avrebbero designato chi avrebbe dovuto portare quel paese fuori dalla crisi, verso una nuova era di sviluppo. O almeno questo si augurano tutti.</p>
<p>Contemporaneamente, in quel paese, gli studenti scendono in piazza insieme a un grande sindacato per protestare contro la linea politica del governo, e insieme a loro tanti altri cittadini normali, qualche partito, diversi centri sociali.</p>
<p>In quelle settimane autunnali, si deve giocare nella capitale una partita di calcio valida per una competizione internazionale piuttosto prestigiosa.</p>
<p>Oltre a questo, in una scuola, sempre della capitale, un ragazzo viene continuamente deriso dai suoi compagni di classe, e anche rimproverato da un professore, perché pare gli piaccia portare i pantaloni rosa.</p>
<p>In questo paese, in quell'autunno "caldo", decine di studenti vengono caricati e manganellati dalla polizia. Giornalisti e politici si affrettano a giustificare l'operato delle forze dell'ordine. Intanto diversi ragazzi tornano a casa con botte e ferite dolorose. Loro, che erano scesi in piazza quella mattina per manifestare la volontà di avere una scuola diversa. Migliore, forse.</p>
<p>In questo paese, in quell'autunno "caldo", ci sono circa cinquanta persone, pare tifosi di una delle due squadre della capitale, quella che doveva giocare la prestigiosa competizione internazionale. Insieme a loro però pare ci sia anche qualche tifoso dell'altra squadra della capitale, storicamente rivale. Insieme, questo gruppo, si organizza per andare a pestare un gruppo di tifosi della squadra avversaria, che doveva giocare la prestigiosa competizione internazionale, contro la squadra della capitale. Questo gruppo, mentre sfascia il locale dove stavano i tifosi avversari, urla frasi come "Ebrei di m..." e simili. Già, perché pare che quella squadra fosse tradizionalmente la squadra più tifata dagli ebrei della sua città. E pestano, insultano, distruggono.</p>
<p>In questo paese, in quell'autunno "caldo", un ragazzo che veniva continuamente deriso dai compagni e rimproverato dagli insegnanti perché indossava pantaloni rosa, prende una decisione disperata, ormai convinto che nulla, se non quel gesto, avrebbe potuto lavare la vergogna subita quotidianamente in quella scuola. Il ragazzo con i pantaloni rosa si impicca con una sciarpa.</p>
<p>Questo succede in quel paese che, a detta di tanti, è molto avanzato sul piano dei diritti, delle libertà civili e della democrazia.</p>
<p>In quel paese che, a detta di tanti, è molto avanzato sul piano dei diritti, delle libertà civili e della democrazia, quasi nessuno dei candidati alle importanti elezioni politiche della primavera successiva, quelle che dovrebbero traghettare il paese al di fuori della crisi economica, ha in programma qualcosa per impedire che avvenimenti come quelli precedentemente descritti possano ripetersi.</p>
<p>Ma forse gli studenti manganellati, le violenze squadriste, un ragazzo suicidatosi a causa della stupidità dei suoi compagni di classe, non ci sono mai stati, forse sono solamente tre fra i tanti insignificanti casi di violenza che succedono spesso, in quel paese che, a detta di tanti, è molto avanzato sul piano dei diritti, delle libertà civili e della democrazia.</p>
<p>Talmente spesso che quasi nessuno ormai ci fa più caso.</p>
<p>Alessandro Lucia</p>
<p> </p>
<p>Postilla: poi vabbé, in un paese civile un ex ministro non direbbe a un omosessuale "Io mi eccito in maniere normali" nel corso di una trasmissione tv. Ma non è che si può avere tutto dalla vita, quando hai già Brunetta.</p>]]></description>
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      <pubDate>Thu, 22 Nov 2012 14:52:03 +0100</pubDate>
    </item>
    <item>
      <title>Alfano e la contiguità mafiosa del comune di Reggio Calabria | Alessandro Lucia</title>
      <description><![CDATA[<p>Twitter è un social network in cui le informazioni, non sempre affidabili, corrono a velocità incredibile. Sfogliando (metaforicamente) i <em>tweet</em> della giornata di ieri leggo che diversi utenti accennano alla solidarietà che Angelino Alfano, segretario del Pdl, avrebbe mandato ai componenti della giunta comunale di Reggio Calabria sciolta per contiguità con la ‘ndrangheta il giorno prima. Penso sia una bufala, perché nemmeno il segretario-maggiordomo di Berlusconi potrebbe fare un’uscita del genere. E invece è tutto vero, ma Alfano non si è limitato “solo” a solidarizzare con la giunta indagata, bensì ha anche prodotto ingegnose argomentazioni e sofismi, vediamoli:</p>
<p><em>“Un’intera città è stata offesa e penalizzata, tutti gli amministratori, sindaco in testa, hanno fatto della moralità e della legalità elementi cardine dell’azione amministrativa”</em></p>
<p>Se la città è stata penalizzata, non è certo perché il comune è stato sciolto. Va bene la presunzione d’innocenza, ma i grossi sospetti della contiguità mafiosa messi sul tavolo dalle forze dell’ordine non sono cosa da poco. Sarebbe stato molto più “penalizzante” (diciamo così) se una giunta e un consiglio comunale con a carico accuse così pesanti fosse rimasto in condizione di governare una città. E permettetemi almeno il beneficio del dubbio sulla “moralità e legalità” di questi amministratori, parole vuote che sembrano più che altro un indignato tentativo di mascherare l’evidenza dei fatti.</p>
<p>Scagliandosi poi contro <em>“coloro che, orfani di consenso popolare, hanno tifato cinicamente per lo scioglimento, incuranti del bene della città”</em>, Alfano dimostra ancora una volta un aspetto tipico del berlusconiano doc: delegittimare chi gli mette i bastoni tra le ruote, chi tenta di promuovere la legalità e combattere il degrado della politica, mostrandoli come nemici del popolo, appunto “incuranti del bene della città”. Si tratta di una mistificazione della realtà, da parte di un partito che si trova sempre di più con le spalle al muro e che sta finalmente pagando la mediocre qualità civile della gente che ha candidato ed eletto. Giorno dopo giorno cadono i tanti pezzettini del muro di omertà e illegalità eretto negli ultimi vent’anni dal partito che fu Forza Italia. Stare qui ad elencarli tutti sarebbe inutile, ma l’esempio Lombardia, con i suoi tredici indagati (di cui dodici dell’accoppiata Pdl-Lega) è lampante, per non parlare dei grandi nomi di Dell’Utri, Andreotti, Previti eccetera eccetera.</p>
<p>Non manca poi di attaccare, seppur indirettamente, il governo, richiamando alla memoria il fatto che la città di Reggio Calabria, dai passati governi di centrodestra, ha sempre ricevuto pieno sostegno, mentre questo li sta abbandonando. Starà scherzando, perché lo saprà benissimo l’ex ministro della Giustizia che se si scioglie un comune non è per divertimento o sadismo verso i suoi cittadini, ma i motivi ci saranno (anzi, ci sono), e attaccare in modo così vergognosamente sfacciato questa decisione porta a chiedersi se Alfano creda davvero a quello che dice, perché i casi sono due: o è un incredibile esercizio di retorica con triplo salto carpiato linguistico-concettuale con non si capisce bene quale finalità, o è la pura e semplice esplicitazione di una “mafiosità” che nel Popolo delle Libertà trova e ha trovato terreno fertile su cui proliferare e diffondersi.</p>
<p> </p>
<p>Alessandro Lucia</p>]]></description>
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      <pubDate>Fri, 12 Oct 2012 16:06:54 +0200</pubDate>
    </item>
    <item>
      <title>Scuola e Università, gli studenti si mobilitano e vogliono risposte | Alessandro Lucia</title>
      <description><![CDATA[<p>La scuola e l’università pubblica italiana non attraversano certo un bel momento. I problemi che la riguardano sono tanti e di tanti tipi, a partire dal fatto che la metà degli edifici che ospitano scuole non sono a norma, mettendo così a rischio l’incolumità di studenti, professori e personale, come è successo pochissimo tempo fa con il crollo del controsoffitto di una scuola a Pordenone, o lo scoppio di una caldaia a Roma (due feriti), oppure a Firenze e per ultima a Pontedera.</p>
<p>Oltre a ciò, si presentano problemi anche di altro tipo: dal diritto allo studio, diritto sancito dalla Costituzione ma che spesso viene meno a causa del vergognoso sottofinanziamento dell’istruzione, al principio di rappresentanza all’interno delle assemblee scolastiche che, con la legge “Ex-Aprea” attualmente in discussione in Parlamento, verrebbe praticamente cancellato.</p>
<p>C’è poi il problema di quello che chiamiamo “merito”, un concetto di cui ci si riempie la bocca senza però riuscire a comprendere <em>perché</em> non funziona, e qua si ritorna al discorso del sottofinanziamento e delle strutture: <a href="index.php?option=com_content&amp;view=article&amp;id=7707:di-meritocrazia-universita-pubblica-e-diritto-allo-studio-alessandro-lucia&amp;catid=148:il-blog-di-a-lucia&amp;Itemid=186">come ho spiegato in un vecchio post</a> <strong>non è vero</strong> che l’università italiana produce laureati e ricerca di qualità inferiore rispetto ad altri paesi, anzi è in ogni campo in linea con la media europea (dove di poco meglio, dove di poco peggio, ma siamo lì). Il fatto è che questo accade nonostante siamo una delle nazioni che in questo campo investe di meno in tutta l’Unione Europea! Pensiamo allora quanto potrebbe essere avanti il nostro sistema di istruzione se potesse disporre di uguali fondi!</p>
<p>Su questi ed altri temi (numero di laureati, accesso al lavoro, qualità della didattica, tasse universitarie) si mobilitano da tempo l’Unione degli Universitari e la Rete degli Studenti Medi, i due grandi sindacati studenteschi italiani, che al riguardo hanno inviato dieci domande al ministro Profumo proprio su questi argomenti, che vi proponiamo di seguito. Concludendo, per domani 12 ottobre è stata inoltre organizzata una serie di manifestazioni  in concomitanza e appoggio allo sciopero del comparto scuola indetto dalla Flc Cgil.</p>
<p>Alessandro Lucia</p>
<p>Ecco le domande proposte da Unione degli Universitari e Rete degli Studenti Medi al ministro dell’Istruzione, Università e Ricerca Francesco Profumo:</p>
<p><strong>1 Edilizia scolastica.</strong> Oggi in Italia un edificio scolastico su due non è a norma. Da anni gli studenti chiedono sia pubblicata l'anagrafe dell'edilizia scolastica, chiedono che queste strutture siano messe in sicurezza. Finora tante promesse, nessun fatto. E' necessario intervenire ora, prima che ci sia l'ennesima tragedia. Quali azioni intende attuare concretamente il Governo partendo da domattina per l'edilizia scolastica?</p>
<p> </p>
<p><strong>2 Diritto allo studio.</strong> "Nonostante i proclami e le promesse, oggi, in Italia non esiste una legge nazionale sul Diritto allo studio. Ben poche sono le regioni che hanno adottato leggi sul diritto allo studio virtuose, e la spesa annua a studente per le famiglie italiane varia fra i 900 ed i 1600 euro. Borse di studio, comodato d'uso dei libri di testo, gratuità dei trasporti pubblici sono solamente un miraggio per la stragrande maggioranza delle realtà italiane. Una situazione insostenibile, che comporta enormi problemi, primo fra tutti l'alto tasso di abbandono scolastico che continua a caratterizzare negativamente l'Italia. Non pensa il Governo che una legge nazionale sul diritto allo studio serva oggi?</p>
<p> </p>
<p><strong>3 Innovazione della didattica.</strong> Mentre nel resto d'Europa da anni si sperimentano forme innovative di didattica che puntano ad un maggiore coinvolgimento degli studenti all'interno delle classi, ad una completa condivisione dei programmi, alla possibilità degli studenti di poter scegliere e modellare il proprio percorso in base alle proprie passioni ed ai propri interessi, in Italia ci ritroviamo ancora con un modello frontale di lezione che non crea alcuna interazione fra studente ed insegnante, con materiali didattici preistorici, con  programmi estremamente datati che non tengono minimamente conto dell'evoluzione che il nostro paese e la nostra società ha avuto negli ultimi sessanta anni. Ci rendiamo conto quotidianamente che il valore formativo dell'istruzione pubblica italiana diminuisce di anno in anno. Questo Governo non crede che sia arrivato il momento di attuare una riforma della didattica, partendo magari dalle proposte fatte dagli studenti?</p>
<p> </p>
<p><strong>4 Democrazia scolastica</strong>. Il coinvolgimento della componente studentesca all'interno della vita democratica delle scuole dovrebbe crescere, essere incentivata. Oggi ci ritroviamo invece di fronte a un disegno di legge, l'ex Aprea, che mina le basi della rappresentanza studentesca, deregolamentando completamente il diritto di assemblea degli studenti. Come si esprime il Governo in merito? Non pensa sia necessario intraprendere un'altra strada, ad esempio rendendo finalmente paritetici i consigli di istituto e valorizzando maggiormente la consulta degli studenti ?</p>
<p> </p>
<p><strong>5 Riforma scolastica</strong>. Partendo dal presupposto che la scuola italiana avrebbe bisogno di una riforma complessiva, che preveda una totale revisione dei cicli di studio, una rivendicazione che gli studenti portano avanti da anni è quella dell'introduzione di un biennio unitario per tutte le scuole. Questo perché oggi in Italia è necessario superare la visione per cui esistono scuole di serie A (licei) e di serie B (tecnici e professionali), perché è impensabile che un ragazzo di 14 anni sappia cosa gli interessa o meno studiare, perché e necessario un percorso di inserimento all'interno del mondo delle scuole superiori più graduale, che dia una preparazione di base uguale per tutte e tutti.  Non pensa il Governo che sia arrivato il momento di introdurre questo sistema, ad esempio avviando delle sperimentazioni strutturate, cominciando al contempo una discussione con tutte le componenti del mondo scolastico per arrivare ad una riforma complessiva dei cicli che porti ad esempio a finire il percorso scolastico un anno prima?</p>
<p> </p>
<p><strong>6 Tasse universitarie.</strong> La tassazione studentesca universitaria negli ultimi anni è aumentata del 60 per cento nonostante siamo il terzo paese in Europa per importo delle tasse studentesche. Ogni anno migliaia di studenti capaci e meritevoli ma con una difficile situazione economica alle spalle non ricevono alcun supporto dallo Stato per poter frequentare l'università. Perché spesso si trovano centinaia di milioni di euro per provvedimenti più che discutibili  -  basti pensare alle spese militari, agli scandali della corruzione politica  -  ma non ci sono mai i soldi necessari per garantire il diritto allo studio, diritto umano sancito anche dalla nostra Costituzione?</p>
<p> </p>
<p><strong>7 Qualità dell'offerta formativa universitaria.</strong> Sempre più università differenziano l'importo delle tasse in base ai servizi che offrono. Molte università, invece che competere sulla qualità dell'offerta di insegnamenti, spingono gli studenti in condizioni economiche più difficili ad iscriversi con importi di tasse molto bassi cui sono collegati servizi scadenti. Di fatto questa è una concorrenza al ribasso fatta sulla pelle della parte più debole degli studenti. Come si può assistere inermi a questo scandalo senza impedire una concorrenza che discrimini gli studenti in base alla loro condizione economica?</p>
<p> </p>
<p><strong>8 Numero dei laureati.</strong> Dopo anni in cui il numero di studenti iscritti al sistema universitario italiano è aumentato costantemente, ormai abbiamo assistito ad una inversione di tendenza. Il numero di iscritti all'università è in calo, nonostante fossimo già uno dei Paesi con minor numero di laureati, sia in relazione all'Europa che ai Paesi OCSE. Proprio in questi giorni c'è chi propone l'introduzione del numero chiuso anche per i corsi di Giurisprudenza. E' possibile sostenere ancora oggi che in Italia ci sono troppi studenti e quindi arrivare a imporre il numero chiuso ormai nella maggioranza assoluta dei corsi di studio? Come mai nessuno ricorda mai che l'Europa non ci chiede solo il pareggio di bilancio ma prima ancora ha stabilito la necessità di avere un maggior numero di laureati?</p>
<p> </p>
<p><strong>9 Finanziamenti agli atenei e merito.</strong> Per anni si è fatta molta retorica sulla necessità di valutare le università, di attivare politiche di promozione della qualità. Come è però possibile valutare un sistema universitario che non ha le risorse per funzionare? Come è possibile che un'università con una valutazione negativa migliori ricevendo ancora meno fondi? Come è possibile che l'ANVUR svolga un compito tanto importante senza la necessaria partecipazione e indipendenza dal Ministero?</p>
<p> </p>
<p><strong>10 Disoccupazione giovanile.</strong> I giovani oggi si trovano sempre più di fronte a situazioni lavorative critiche. La disoccupazione giovanile è ormai a livelli altissimi e sempre più giovani si trovano in condizioni lavorative incerte e prive di diritti. La qualità della propria formazione sempre più spesso non solo non è valorizzata, ma è vista come un peso per il mondo del lavoro. In teoria vogliamo tutti andare verso un'economia della conoscenza che valorizzi competenze e alta formazione, ma in realtà cosa sta facendo concretamente il Governo in questo campo?</p>
<p> </p>]]></description>
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      <pubDate>Thu, 11 Oct 2012 09:37:36 +0200</pubDate>
    </item>
    <item>
      <title>Bobo, il segretario dalla memoria corta | Alessandro Lucia</title>
      <description><![CDATA[<p>Le parole che sono state pronunciate da Roberto Maroni dal palco della "festa dei popoli padani" di Venezia (chi scrive ha scelto di tralasciare qualsiasi commento inerente a tale manifestazione, per timore di diventare estremamente volgare) sono un eccellente mix di populismo, ignoranza e soprattutto di faccia tosta. Tra le tante invettive che il segretario federale della Lega Nord ha lanciato contro il governo Monti, ce n'è una che veramente non si può lasciar correre. Dice, il segretario, che "Equitalia deve andare via dal Nord".</p>
<p>Ora, tenendo ben presente che Equitalia è una società PUBBLICA (le cui azioni sono possedute per metà dall’Agenzia delle Entrate e per metà dall’Inps) che si occupa della riscossione dei tributi, le parole di Maroni sono pericolosissime, perché se da un lato incitano all’evasione fiscale, drammatica piaga  nelle dissestate finanze del nostro paese, dall’altro sembrano come il preludio a un sistema di riscossione di tipo privato, e di privatizzazioni sappiamo bene che i sindaci e i presidenti di provincia leghisti se ne intendono assai. Certo, si può discutere sulle modalità di esecuzione, spesso prive di buonsenso e di criterio, che attua Equitalia (e che l’hanno portata a una condanna per atteggiamento vessatorio e pignoramento illegittimo), ma da qui a dire che “deve andarsene” ce ne passa.</p>
<p>Ma la cosa inquietante, che dovrebbe lasciare indignato chiunque abbia un minimo di sale in zucca (quindi caro pubblico della festa dei popoli padani, voi ne siete esclusi) o comunque un po’ di memoria è che quella che attualmente è Equitalia S.p.a. era in origine una società analoga, chiamata Riscossione S.p.a., istituita nel 2005 dall’allora governo della Repubblica. E il governo di quell’anno vedeva Roberto Maroni al ministero del Lavoro e delle Politiche sociali, nel governo Berlusconi III. Lo stesso Maroni che ora tuona contro la creatura partorita dal governo da lui appoggiato. Quando si dice la coerenza eh, Bobo?</p>
<p> </p>
<p>Alessandro Lucia</p>]]></description>
      <guid>https://www.welfarenetwork.it/bobo-il-segretario-dalla-memoria-corta--alessandro-lucia-20121009/</guid>
      <link>https://www.welfarenetwork.it/bobo-il-segretario-dalla-memoria-corta--alessandro-lucia-20121009/</link>
      <pubDate>Tue, 09 Oct 2012 11:06:09 +0200</pubDate>
    </item>
    <item>
      <title>Le primarie del centrosinistra | Alessandro Lucia</title>
      <description><![CDATA[<p>Bersani ovviamente. Poi Renzi, il principale antagonista. Tabacci, Boeri, Nencini (Psi), l’outsider Puppato, consigliere regionale PD in Veneto, Vendola e forse Civati, che però non ha ancora chiarito la sua posizione.</p>
<p>Queste elezioni primarie però presentano diversi problemi. Il primo di tutti è: quando farle? Sembra tra novembre e dicembre, ma è ancora più delicato il “come” farle. A turno unico, come vorrebbe Renzi (per “<em>non disturbare troppo gli elettori”</em>) o, più sensatamente, a doppio turno come vuole Bersani? Poi, sono primarie di coalizione, del “centrosinistra”, ma non ha poco senso parlare di coalizione senza sapere prima come sarà la legge elettorale? E in ogni caso chi glielo dice a Letta e a Fioroni che l’Udc pare proprio non essere stata presa in considerazione?</p>
<p>D’altra parte è evidente, almeno dalle ultime sue dichiarazioni, che Bersani sta spingendo per una coalizione che riporti il PD nella sua area, per così dire, “naturale”, e cioè quella di centrosinistra, senza il Terzo Polo, forza “centrista” che nei fatti è in tutto e per tutto una forza di centrodestra, seppure “presentabile”, a differenza del binomio PDL-Lega che di presentabile oggi non ha più nulla. Solo in Italia ci si ostina a chiamare “Centro” quello che in Europa sarebbe un normalissimo centrodestra (Merkel, ad esempio). Ma sappiamo bene che nella politica italiana di normale c’è stato ben poco negli ultimi vent’anni, a partire proprio da quel partito che fu Forza Italia.</p>
<p>Ritornando alle primarie, la candidatura di Vendola è in bilico, secondo quanto affermato da lui stesso, rivelerà il primo ottobre se ufficializzare la sua corsa alla leadership o rinunciare, per sostenere (probabilmente) Bersani contro Renzi, che aumenta minacciosamente la sua popolarità tra gli elettori, non solo del centrosinistra. Certo l’eventualità di un ritiro del presidente di SeL sarebbe evitata se si propendesse per il doppio turno, permettendogli così di correre al primo turno e supportare, eventualmente, l’”anti-Renzi” al secondo. Anche se, opinione personale, con ben otto candidati, di cui cinque del Partito Democratico, non sarebbe del tutto improbabile una dispersione dei voti che potrebbe favorire Vendola.</p>
<p>Laura Puppato è il volto nuovo del Pd, ex sindaco di un paesino veneto, ora consigliere regionale, in passato seconda per preferenze in tutta la regione alle elezioni europee. Un’outsider che, secondo le malignità di alcuni, è stata proposta da Bersani per togliere voti a Renzi, ma che in verità propone una seria alternativa ad entrambi. Civati, il più famoso dei “giovani turchi” del PD si è sbilanciato a suo favore, ma non ha ancora chiarito se lui stesso si candiderà o farà parte dello “staff” della Puppato. Quello che è certo, è che vuole “Un candidato alternativo sia al segretario che a Renzi”.</p>
<p>Non resta che aspettare l’accordo, se ci sarà, sulla futura legge elettorale, e che venga finalmente presa una decisione sui modi e sui tempi in cui si svolgeranno le primarie. Sono, queste, un nodo fondamentale per “cambiare il volto del paese” (secondo le parole di un po’ tutti i candidati) dopo l’esperienza del governo tecnico, e per rilanciare un centrosinistra che faccia fronte ai disastri del berlusconismo.</p>
<p>Ecco, Berlusconi! Come far passare in secondo piano le sue dichiarazioni su Renzi: “<em>Porta avanti le mie stesse idee, ma in un altro partito</em>” e “<em>Se vincerà lui avverrà un miracolo: il Partito Comunista Italiano diventerà finalmente socialdemocratico</em>”. Deliri da vecchiaia o abile mossa strategica? Renzi è sicuramente poco simpatico alla sinistra del Pd (e alla sinistra in generale) per la sua affinità con Marchionne, il suo vago programma politico (“<em>Rottamare!</em>” E poi?) e per aver strizzato l’occhio nel suo discorso di Verona agli elettori del Pdl: “<em>Chi è deluso da Berlusconi voti me</em>”, ma è indubbio che è un volto <em>diverso</em> dagli altri, molto statunitense, a partire dallo stile della campagna elettorale. Deve però decidere dove stare, così come deve decidere da che parte stare il Pd e queste primarie, che odorano molto di congresso Democratico, sveleranno col nome del leader, anche quello che sarà l’orientamento del partito nei prossimi anni. Socialdemocratico, in continuità con i tecnici, o qualcosa di nuovo?</p>
<p> </p>
<p>Alessandro Lucia</p>]]></description>
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      <link>https://www.welfarenetwork.it/le-primarie-del-centrosinistra--alessandro-lucia-20120918/</link>
      <pubDate>Tue, 18 Sep 2012 10:56:32 +0200</pubDate>
    </item>
    <item>
      <title>Sulle scuole private Monti bluffa, lui preferisce quella pubblica | Alessandro Lucia </title>
      <description><![CDATA[<p>Dopo “il lavoro non è un diritto” del ministro Fornero, un’altra gaffe tecnico-costituzionale da parte del premier Monti. “Non mancherà il sostegno necessario alle scuole private”, ha dichiarato oggi al settimanale “Tempi”. Le scuole private, quelle situate in edifici fatiscenti, prive spesso di carta igienica, fogli e cancelleria? Quelle scuole private gestite da caritatevoli volontari sottopagati, iscritti o simpatizzanti magari di circoli culturali laici e no profit che rispondono al nome di – per dirne uno - Comunione e Liberazione, per caso?</p>
<p>A proposito di Comunione e Liberazione, sarà un caso che “Tempi”, a cui Monti ha rilasciato l’intervista, sia uno degli organi di stampa più vicini alla più grande lobby cattolica italiana che, sempre casualmente, ha le mani in pasta in una considerevole quantità di scuole (e università) private italiane?</p>
<p>I casi sono due, quindi.</p>
<p>Da una parte c’è la possibilità che Monti abbia semplicemente confermato la rotta presa prima di lui da Tremonti con la collaborazione Gelmini, e cioè massacrare la scuola pubblica, senza toccare (o solo sfiorando) i finanziamenti per quella privata, dimenticando più o meno volutamente l’articolo 33 della Costituzione (<em>"Enti e privati hanno il diritto di istituire scuole ed istituti di educazione, <strong>senza oneri per lo Stato</strong>"</em>).</p>
<p>Oppure sta semplicemente attuando un astuto e geniale bluff, facendo credere al settimanale di CL e ai supporter della scuola privata che il suo governo è dalla loro parte, ma in verità è solo una frase di circostanza, perché in realtà vuole addirittura rispettare la Costituzione e quindi finanziare la scuola pubblica, lasciando che gli oneri di quella privata vengano pagati da chi possiede, dirige e riscuote i profitti delle stesse.</p>
<p>Questa seconda ipotesi è evidentemente la più verosimile, e se poi aggiungiamo che, prima di essere nominato Presidente del Consiglio, era il presidente della Bocconi (università notoriamente statale), ogni dubbio viene fugato, e tutti noi malfidenti, denigratori e complottisti dobbiamo metterci il cuore in pace. Altrimenti lo spread schizza alle stelle.</p>
<p>Alessandro Lucia</p>]]></description>
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      <pubDate>Fri, 17 Aug 2012 20:01:25 +0200</pubDate>
    </item>
    <item>
      <title>Appunti sparsi dal Revolution Camp | Alessandro Lucia</title>
      <description><![CDATA[<p></p>
<p>Sono molte le cose che restano dopo dieci giorni di questo campeggio. A Paestum, in provincia di Salerno, si è radunata la “meglio gioventù” (lo posso dire con una certa sicurezza) italiana, vivendo gomito a gomito, autogestendosi ogni momento della giornata insieme, crescendo, trovando stimoli e conoscendo ragazzi di ogni parte d’Italia e anche d’Europa, sviluppando legami forti capaci di abbattere  ogni possibile barriera culturale tra nord e sud, tra Italia e Germania o Francia o Spagna.</p>
<p>L’Unione degli Universitari e la Rete degli Studenti Medi sono i due sindacati studenteschi più importanti del nostro paese, in cui ragazzi e ragazze lottano per una scuola e un’università migliore, ma non solo. Lottano – lottiamo – anche per un mondo diverso, un mondo che trova nell’istruzione e la formazione la <em>conditio sine qua non</em> per esistere. Un mondo, un paese, in cui la scuola ed università siano al primo posto dell’agenda di governo, e non un fondo dove fare cassa con tagli, licenziamenti e aumenti delle tasse.</p>
<p>Questi dieci giorni sono stati lunghi e faticosi, ma penso che nessuno tra le centinaia e centinaia di ragazzi che vi hanno partecipato possa dire che non siano stati divertenti e soprattutto utili alla propria formazione culturale e – perché no – professionale. L’organizzazione di questo camp è stata eccezionale, e per questo un grosso grazie va all’esecutivo dell’Udu e della Rete e a tutti gli altri ragazzi che hanno messo sudore e ore di sonno a disposizione di tutti.</p>
<p>Tanti sono stati gli ospiti, dal ministro dell’Università Profumo, al segretario generale della Cgil Camusso, da Pippo Civati a Vittorio Agnoletto, al magistrato Antonio Ingroia. Ospiti che si sono trovati alla pari con i ragazzi (delle scuole superiori e dell’università) che spesso li hanno incalzati, hanno polemizzato, e anche contestato (specialmente il ministro Profumo). Insomma, ragazzi che non erano affatto in soggezione di fronte alle grandi personalità ospiti del Revolution Camp.</p>
<p>“Workshop” formativi hanno occupato gran parte delle giornate di questo campeggio (con personaggi diversi e di diversa estrazione politica) e hanno dato una grande, grandissima possibilità ai ragazzi di conoscere, confrontarsi, mettere in gioco le proprie esperienze e le proprie idee per l’Italia di domani, ma che vorremmo essere l’Italia di oggi; un’Italia che metta a frutto le capacità e il talento dei giovani, un’Italia che tenga fede a quei principi di solidarietà, giustizia sociale e libertà che sono scolpiti nella roccia della Costituzione ma che, spesso, vediamo minacciati.</p>
<p>Si è parlato, ovviamente, di università. E quello che è uscito dalla lunga e spinosa discussione protrattasi per tutta la durata del campeggio è che c’è bisogno di riaffermare l’istruzione come la pietra miliare dello sviluppo, e il diritto allo studio, non un rallentamento o un privilegio come vogliono farci credere, ma come ciò che concretamente può permettere una cittadinanza consapevole, e cioè il sale della democrazia. “Istruzione uguale democrazia” ha detto bene Susanna Camusso nel suo intervento, e non credo ci sia altro da aggiungere.</p>
<p>In particolare, ho trovato molto utili e interessanti i laboratori tenuti dall’avvocato Michele Bonetti in merito alla questione tasse, sul numero chiuso e sui ricorsi che gli studenti possono fare contro le frequenti illegalità in cui incorrono gli atenei (si veda per esempio il costante superamento del limite di tassazione consentito, contro il quale l’Udu di Pavia ha vinto il ricorso un anno fa). I ricorsi, specie quando iniziano a fare giurisprudenza come quelli dell’Udu, sono potentissime armi in possesso degli studenti che permettono di far valere i propri diritti, e per riaffermare una cultura della legalità partendo proprio dalle scuole e dalle università. Cultura della legalità di cui abbiamo grandissimo bisogno, negli atenei come nell’intero sistema paese.</p>
<p>Si è parlato anche di Europa, tema scottante e di strettissima attualità. Se n’è parlato con Civati, con i delegati Cgil, con gli studenti dell’Esu (European Students’ Union), l’organizzazione studentesca internazionale di cui anche l’Unione degli Universitari fa parte. Si è detto che un’altra Europa è possibile, un’Europa che includa e non escluda gli europei, un’Europa fatta di diritti e di cittadinanza, un’Europa più dei cittadini che dei mercati finanziari.</p>
<p>Facendo parte dell’Udu c’è una cosa, tra le tante, di cui sono fiero, e cioè della voglia di mettersi in gioco di centinaia di ragazzi che si sono  finalmente resi conto che abbiamo di fronte una sfida importante, che c’è in gioco, più di tutto il resto, una parola fondamentale, un figlio che dobbiamo far nascere. E questo figlio, nostro figlio, si chiama Futuro. Ripartiamo quindi dal Revolution Camp, dalla rivoluzione quotidiana che ci serve e che siamo in grado di mettere in atto, da quest’esperienza che oserei definire indispensabile, da questo momento di aggregazione e di politica, di bella politica, di belle speranze, di bei sogni, di una bella generazione.</p>
<p><em>“Que somos la promesa de una mañana posible”</em></p>
<p>Alessandro Lucia</p>
<p> </p>]]></description>
      <guid>https://www.welfarenetwork.it/appunti-sparsi-dal-revolution-camp--alessandro-lucia-20120810/</guid>
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      <pubDate>Fri, 10 Aug 2012 14:08:23 +0200</pubDate>
    </item>
    <item>
      <title>La lenta agonia dell'istruzione pubblica | Alessandro Lucia</title>
      <description><![CDATA[<p>Il 25 luglio del 1997 il Presidente della Repubblica Oscar Luigi Scalfaro emanava<a href="http://www.edscuola.it/archivio/norme/decreti/reg18797.html"> il decreto 306/97, che riguarda le norme in materia di contribuzione universitaria</a>, ovvero regolava le tasse che ogni studente deve pagare all'ateneo. L'articolo 5 comma 1 di questo regolamento prevede che la contribuzione totale che l'università può chiedere agli studenti (cioè la somma delle tasse di ognuno) non può essere superiore al 20% del Fondo di Finanziamento Ordinario (FFO) che lo Stato mette a disposizione dell'Ateneo:</p>

<p class="MsoNoSpacing"><em>"Fatto salvo quanto disposto al comma 2 del presente articolo e all’articolo 4 la contribuzione studentesca non può eccedere il 20 per cento dell’importo del finanziamento ordinario annuale dello Stato, a valere sul fondo di cui all’articolo 5, comma 1, lettera a) e comma 3, della legge 24 dicembre 1993, n. 537."</em></p>

<p class="MsoNoSpacing">In parole povere, quello che l'università riceve dalle tasse deve essere minore o uguale al 20% del finanziamento dato dallo Stato.</p>

<p class="MsoNoSpacing">Senonché, grazie ai tagli del precedente ministro dell'istruzione Gelmini (ordinati, lo sappiamo, dalla manovra Tremonti), i finanziamenti alle università pubbliche sono calati in maniera vertiginosa, intorno al miliardo di euro negli ultimi tre anni. E, chiaramente, se il FFO scende, scenderà - per forza - anche l'importo massimo che le università possono chiedere sotto forma di contributi universitari.</p>

<p class="MsoNoSpacing">Due cose sono da notare in questo passaggio:</p>

<p class="MsoNoSpacing">La prima, più evidente, è che la cosiddetta "riforma" Gelmini, con il taglio dei fondi ha costretto gli atenei o ad aumentare le tasse per sopperire alla mancanza di finanziamenti - e quindi a rischiare di diventare fuorilegge - oppure a tagliare conseguentemente numerosi servizi pubblici che è tenuta ad offrire e che sono fondamentali per lo studente. E infatti, <a href="https://www.facebook.com/notes/udu-unione-degli-universitari/tasse-universitarie-illegali-uduchiesti-250-milioni-di-euro-in-pi%C3%B9-agli-studenti/269679576472672">un’inchiesta dell’Unione degli Universitari</a> ha svelato che ben 36 atenei su 61 sono caduti in questo vortice che li ha costretti ad aumentare le tasse, che già peraltro sono le più alte d’Europa, dietro solo a Gran Bretagna e Paesi Bassi, dato che dovrebbe far riflettere. Nel 2010, inoltre,<a href="http://www.coordinamento.org/?p=220"> l’Unione degli Universitari di Pavia ha presentato un ricorso</a> contro l’Ateneo, reo di aver aumentato indiscriminatamente le tasse, vincendolo.</p>

<p class="MsoNoSpacing">La seconda cosa, molto meno immediata da recepire, è la seguente: costringendo le università e le scuole pubbliche a barcamenarsi tra i tagli, nel contempo finanziando le università e le scuole private (cattoliche e non), si vuole attuare un progetto di smantellamento dell'istruzione pubblica, libera, accessibile, democratica e di qualità a favore di un sistema privato, classista, chiuso e destinato solo a chi può permettersi di pagare cifre astronomiche.</p>

<p class="MsoNoSpacing">Ora, appare chiaro come sia insostenibile e inaccettabile una prospettiva di privatizzazione di un bene così prezioso come l’istruzione. Quelli che affermano che le scuole private formano meglio di quelle pubbliche mentono sapendo di mentire, o ignorano le miriadi di difficoltà di queste ultime, attaccate e indebolite quotidianamente da un approccio alla questione sfacciatamente ideologico delle destre liberiste. Destre che pretendono di addurre come argomento a loro favore la cosiddetta “meritocrazia” (lo stesso Profumo, attuale ministro dell’istruzione), cadendo però così in un’evidentissima contraddizione: l’unica possibilità di parlare di “merito” senza finire nella demagogia è quella di rendere tutte le scuole/università in grado di fornire un’istruzione sia di qualità che accessibile a tutti, ma è evidente che questo non è stato l’obbiettivo né della Gelmini né di Profumo se, come pare, nella prossima “Spending Review” saranno tagliati ben 200 milioni di euro alla scuola pubblica e – cosa clamorosa – destinati ad istituti privati. Sono solo voci, indiscrezioni non confermate, ma sappiamo non così inverosimili.</p>

<p class="MsoNoSpacing">Istruzione accessibile a tutti e di qualità sono quindi le condizioni minime necessarie che bisogna esigere, altrimenti il merito non esiste, è solo una favoletta demagogica raccontata per prendere voti.</p>

<p class="MsoNormal">Alessandro Lucia</p>

<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px; overflow: hidden;">

<p class="MsoNoSpacing">Il 25 luglio del 1997 il Presidente della Repubblica Oscar Luigi Scalfaro emanava il decreto 306/97, che riguarda le norme in materia di contribuzione universitaria, ovvero regolava le tasse che ogni studente deve pagare all’ateneo. L'articolo 5 comma 1 di questo regolamento prevede che la contribuzione totale che l'università può chiedere agli studenti (cioè la somma delle tasse di ognuno) non può essere superiore al 20% del Fondo di Finanziamento Ordinario (FFO) che lo Stato mette a disposizione dell'Ateneo:</p>

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<p class="MsoNoSpacing"><em>"Fatto salvo quanto disposto al comma 2 del presente articolo e all’articolo 4 la contribuzione studentesca non può eccedere il 20 per cento dell’importo del finanziamento ordinario annuale dello Stato, a valere sul fondo di cui all’articolo 5, comma 1, lettera a) e comma 3, della legge 24 dicembre 1993, n. 537."</em></p>

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<p class="MsoNoSpacing">In parole povere, quello che l'università riceve dalle tasse deve essere minore o uguale al 20% del finanziamento dato dallo Stato.</p>

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<p class="MsoNoSpacing">Senonché, grazie ai tagli del precedente ministro dell'istruzione Gelmini (ordinati, lo sappiamo, dalla manovra Tremonti), i finanziamenti alle università pubbliche sono calati in maniera vertiginosa, intorno al miliardo di euro negli ultimi tre anni. E, chiaramente, se il FFO scende, scenderà - per forza - anche l'importo massimo che le università possono chiedere sotto forma di contributi universitari.</p>

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<p class="MsoNoSpacing">Due cose sono da notare in questo passaggio:</p>

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<p class="MsoNoSpacing">La prima, più evidente, è che la cosiddetta "riforma" Gelmini, con il taglio dei fondi ha costretto gli atenei o ad aumentare le tasse per sopperire alla mancanza di finanziamenti - e quindi a rischiare di diventare fuorilegge - oppure a tagliare conseguentemente numerosi servizi pubblici che è tenuta ad offrire e che sono fondamentali per lo studente. E infatti, un’inchiesta dell’Unione degli Universitari (<a href="https://www.facebook.com/notes/udu-unione-degli-universitari/tasse-universitarie-illegali-uduchiesti-250-milioni-di-euro-in-pi%C3%B9-agli-studenti/269679576472672">https://www.facebook.com/notes/udu-unione-degli-universitari/tasse-universitarie-illegali-uduchiesti-250-milioni-di-euro-in-pi%C3%B9-agli-studenti/269679576472672</a> ) ha svelato che ben 36 atenei su 61 sono caduti in questo vortice che li ha costretti ad aumentare le tasse, che già peraltro sono le più alte d’Europa, dietro solo a Gran Bretagna e Paesi Bassi, dato che dovrebbe far riflettere. Nel 2010, inoltre, l’Unione degli Universitari di Pavia ha presentato un ricorso (<a href="http://www.coordinamento.org/?p=220">http://www.coordinamento.org/?p=220</a>) contro l’Ateneo, reo di aver aumentato indiscriminatamente le tasse, vincendolo.</p>

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<p class="MsoNoSpacing">La seconda cosa, molto meno immediata da recepire, è la seguente: costringendo le università e le scuole pubbliche a barcamenarsi tra i tagli, nel contempo finanziando le università e le scuole private (cattoliche e non), si vuole attuare un progetto di smantellamento dell'istruzione pubblica, libera, accessibile, democratica e di qualità a favore di un sistema privato, classista, chiuso e destinato solo a chi può permettersi di pagare cifre astronomiche.</p>

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<p class="MsoNoSpacing">Ora, appare chiaro come sia insostenibile e inaccettabile una prospettiva di privatizzazione di un bene così prezioso come l’istruzione. Quelli che affermano che le scuole private formano meglio di quelle pubbliche mentono sapendo di mentire, o ignorano le miriadi di difficoltà di queste ultime, attaccate e indebolite quotidianamente da un approccio alla questione sfacciatamente ideologico delle destre liberiste. Destre che pretendono di addurre come argomento a loro favore la cosiddetta “meritocrazia” (lo stesso Profumo, attuale ministro dell’istruzione), cadendo però così in un’evidentissima contraddizione: l’unica possibilità di parlare di “merito” senza finire nella demagogia è quella di rendere tutte le scuole/università in grado di fornire un’istruzione sia di qualità che accessibile a tutti, ma è evidente che questo non è stato l’obbiettivo né della Gelmini né di Profumo se, come pare, nella prossima “Spending Review” saranno tagliati ben 200 milioni di euro alla scuola pubblica e – cosa clamorosa – destinati ad istituti privati. Sono solo voci, indiscrezioni non confermate, ma sappiamo non così inverosimili.</p>

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<p class="MsoNoSpacing">Istruzione accessibile a tutti e di qualità sono quindi le condizioni minime necessarie che bisogna esigere, altrimenti il merito non esiste, è solo una favoletta demagogica raccontata per prendere voti.</p>

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<p class="MsoNormal">Alessandro Lucia</p>

</div>]]></description>
      <guid>https://www.welfarenetwork.it/la-lenta-agonia-dellistruzione-pubblica--alessandro-lucia-20120704/</guid>
      <link>https://www.welfarenetwork.it/la-lenta-agonia-dellistruzione-pubblica--alessandro-lucia-20120704/</link>
      <pubDate>Wed, 04 Jul 2012 11:57:02 +0200</pubDate>
    </item>
    <item>
      <title>Di meritocrazia, Università pubblica e diritto allo studio | Alessandro Lucia</title>
      <description><![CDATA[<p>Quando si parla di meritocrazia si pensano a tante cose, tutte bellissime: che vengono premiati i più efficienti, che in questo modo si spinge a una competitività “sana”, che l’Italia ha bisogno di persone capaci per svolgere le funzioni più delicate.</p>

<p>Ma sarebbe anche ora di guardare in faccia la realtà e smettere di parlare di merito, quando il merito non sappiamo neanche cos’è, o addirittura fingiamo di non saperlo. La meritocrazia ha (avrebbe) senso solo se ci fossero le condizioni, se tutti potessero partire dal medesimo livello, con gli stessi mezzi. Ma il nostro sistema, volenti o nolenti , non risponde a queste richieste. Eppure ancora si parla di togliere il valore legale della laurea. Ma a nessuno è passato per la testa che uno dei problemi sia il fatto che molti – moltissimi – individui che potrebbero dimostrarsi davvero <em>capaci e meritevoli</em> (cit.), come e più di altri, siano soffocati dall’impossibilità di raggiungere certi gradi di studi? Come si può parlare di meritocrazia, quando si parte da posizioni differenti e spesso lontanissime? Un figlio di una famiglia modesta, direte, può sempre sperare in una borsa di studio, no? No. Perché la ridicola cifra che l’Italia spende nell’istruzione spesso non basta neanche a coprire le borse di studio.  Ed è un dato di fatto.</p>

<p>Per restare sempre in tema di Diritto allo Studio Universitario (DSU), oggi il Consiglio di Stato ha rinviato alla Consulta la legge – datata 1999 – che regola l’accesso ad alcune facoltà,  il numero chiuso per intenderci, bollandola come “palesemente incostituzionale”. Perché viola apertamente gli articoli 3, 34 e 97 della Costituzione. Niente male.</p>

<p>La demolizione progressiva della scuola e università pubblica, laica, libera, accessibile e di qualità cerca di proseguire il suo cammino, coadiuvata da un ceto politico a dir poco miope: mi chiedo come sia possibile che non si riesca a capire la disastrosa situazione dell’Istruzione. Grazie all’Unione degli Universitari, ho potuto assistere a una lezione del professor De Nicolao in cui spiegava molto chiaramente come la situazione dell’Università e della Ricerca venga mistificata senza soluzione di continuità sugli organi di stampa. Se si chiede a un non addetto ai lavori perché la ricerca scientifica è così sottovalutata, è molto probabile che ci venga risposto “Perché ci sono molti sprechi”.</p>

<p>Giusto? Sbagliato. Le ricerche del professor De Nicolao e di ROARS  (Return On Academic ReSearch: <a href="http://www.roars.it/">http://www.roars.it/</a>) hanno dimostrato, sulla base dei puri dati, che il problema non sono gli sprechi, perché per quanto riguarda gli articoli scientifici prodotti e di citazioni ricevute, i ricercatori italiani sono più o meno nella media europea in quanto a prolificità. Ciononostante, siamo costantemente agli ultimi posti per quanto riguarda il numero di investimenti  e per di più in Europa siamo al terzo posto per il costo delle rette (dietro solo Gran Bretagna e Olanda) e ultimi (!) per sussidi dati agli studenti <em>capaci e meritevoli</em> (alla faccia dell’articolo 34!).</p>

<p>Nonostante tutto, secondo qualcuno i nostri atenei sono troppo ricchi, e si tagliano finanziamenti costringendo le singole realtà ad aumentare le tasse per sopravvivere, andando però contro il Dpr 306 del 1997, che regola il rapporto tasse/soldi ricevuti dallo stato. Suddetto rapporto non può andare oltre il 20%, cioè l’importo totale delle tasse richieste non può essere superiore al 20% del totale dei finanziamenti ricevuti. Bene, 36 atenei su 61 sono letteralmente fuorilegge, grazie alle scriteriate manovre Gelmini-Tremonti.  E ancora si parla di “Università troppo economica”?</p>

<p>Lo studio, la cultura e la formazione non sono un privilegio o un bene privato che può avere solo chi paga. L’Università è un bene pubblico.</p>

<p>Alessandro Lucia</p>]]></description>
      <guid>https://www.welfarenetwork.it/di-meritocrazia-universita-pubblica-e-diritto-allo-studio-alessandro-lucia-20120626/</guid>
      <link>https://www.welfarenetwork.it/di-meritocrazia-universita-pubblica-e-diritto-allo-studio-alessandro-lucia-20120626/</link>
      <pubDate>Tue, 26 Jun 2012 16:49:23 +0200</pubDate>
    </item>
    <item>
      <title>Formigoni indagato. E adesso cosa pensate di fare? | Alessandro Lucia</title>
      <description><![CDATA[<p>E così anche Formigoni è indagato. L’altra sera Giulio Cavalli a Cremona diceva che è inutile sperare di far cadere il sistema formigoniano sul piano giudiziario, cioè aspettando che anche lui fosse invischiato direttamente, ma che bisognasse ripartire da altre cose: il radicamento nel territorio, il dialogo coi cittadini e la proposta di un nuovo sistema. Pur essendo stato smentito dai fatti (ma è irrilevante) il suo discorso resta valido. Se Formigoni è potuto restare incollato a quella poltrona da quando io iniziavo il primo anno di scuola materna, è anche perché la sua opposizione  non è mai riuscita a scardinare le dinamiche di potere della lobby ciellina e a proporre un sistema alternativo ai lombardi.</p>

<p>Uno dopo l’altro quindi i fedelissimi di Re Roberto sono capitolati, e ora si è arrivati anche a lui, che però è solo la punta di un iceberg di schifezze quasi ventennali. E poi tanto non si dimetterà MAI, tanto vale iniziare a prepararsi per il “dopo”. Oppure dichiarare definitivamente la resa politico, perché perdere ancora significherebbe un suicidio.</p>

<p>Insieme a Cavalli, un’altra figura su cui si devono riporre le speranze per la costruzione di un’altra Lombardia è il suo collega consigliere Pippo Civati, già noto per la sua esperienza con la Serracchiani “Il nostro tempo” e che da mesi gira la Lombardia con l’iniziativa “Prossima Italia”.</p>

<p>Ecco, caro centrosinistra, vediamo di non fare fesserie in stile Penati (tanta credibilità che se ne va) e chiediamoci se siamo pronti a rinnovare la regione e toglierla dalle mani di Cl, a cominciare dai suoi torbidi affari nella sanità. Secondo me siamo pronti, e per partire con il piede giusto bisogna dare un segno di forte cambiamento: ripartiamo da Cavalli, Civati e i tanti (perché ci sono) nuovi volti della politica lombarda. Ora o mai più.</p>]]></description>
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      <pubDate>Sun, 24 Jun 2012 20:53:42 +0200</pubDate>
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      <title>Caro Fioroni, Giovanardi e gli altri ti aspettano a braccia aperte | Alessandro Lucia</title>
      <description><![CDATA[<p>Giuseppe Fioroni ha rilasciato oggi un’intervista in cui dichiara che, se Bersani continuerà la sua battaglia per il riconoscimento dei diritti civili alle coppie omosessuali, si candiderà alle primarie del partito. Ben venga, la possibilità di competere e partecipare in un sistema-partito veramente democratico non si nega a nessuno.</p>

<p>Ma allo stesso modo, in un partito che si definisce democratico, nessuno potrebbe mai sognarsi di poter negare a ogni cittadino una serie di diritti minimi che sono il requisito fondamentale di una Repubblica democratica (e non teocratica, come vorrebbe forse Fioroni, fedelissimo del Vaticano). Ma questo è un altro discorso.<em></em></p>

<p><em>“Se Bersani dovesse dimenticare le priorità, sarei costretto a riflettere e, magari, a muovermi” </em> minaccia Fioroni. Ma le priorità di chi? Del Vaticano? Di Fioroni stesso? O magari dei cittadini? Senza ovviamente prendere in considerazione i “laici”, davvero crede che l’elettorato cattolico del Pd, che c’è ed è un dato di fatto, sia così medievale da vedere ancora le unioni civili (neanche avessimo detto il matrimonio, e figuriamoci le adozioni!) come lo strumento del Diavolo? Siamo seri. Se proprio vuole portare avanti la sua crociata omofoba, si presenti alle primarie, porti il suo programma. Ma se dovesse perdere, inizi a farsi da parte.</p>

<p>Però può consolarsi, sull’altra sponda c’è gente che lo accoglierebbe a braccia aperte: Giovanardi si è quasi commosso a leggere le sue parole e La Russa ha tirato fuori i bastoni con cui i suoi compari “partecipavano” ai gay pride, in onore dei vecchi tempi. Visto che Alfano pochi giorni fa parlava anche di primarie nel Pdl (o Italia Pulita, o qualsiasi altro nomignolo che gli verrà dato – tanto la sostanza è sempre la stessa), se il buon Fioroni non dovesse riuscire a far diventare il Pd un’ambasciata vaticana, può sempre provare di là, che comunque è già tutto bell’e fatto.</p>

<p>Alessandro Lucia</p>]]></description>
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      <pubDate>Tue, 12 Jun 2012 15:46:28 +0200</pubDate>
    </item>
    <item>
      <title>La strana democrazia (a 5 stelle) della Casaleggio | Alessandro Lucia</title>
      <description><![CDATA[<p>Si sente dire che la “nuova democrazia” si fonderà sulla sul web e sulla condivisione libera e veloce di notizie. Bene, non credo sia così facile. Sicuramente nei media tradizionali (giornali, televisione) c’è un alto rischio di mistificazione, specie quando sono direttamente controllati da chi detiene potere politico o economico, ma siamo sicuri che nei “nuovi” media (internet e derivati) il rischio sia minore? Il fatto che siano alla portata di tutti e semplici da usare è da un punto di vista strettamente teorico sicuramente più “democratico”, ma non è altrettanto vero che anch’essi siano esenti da manomissione ideologico-culturale.</p>

<p>Un esempio lampante è il fenomeno di massa del Movimento 5 Stelle di Beppe Grillo, quello che vorrebbe dare voce ai cittadini per “riprendersi la politica” e “spazzarli via tutti” (cito), è strettamente collegato con la Casaleggio Associati, una sorta di organizzazione che ricorda molto una loggia massonica e <a href="http://www.casaleggio.it/thefutureofmedia/">il cui obbiettivo principale</a> è una sorta di nuovo ordine mondiale fondato sul world wide web, da raggiungere attraverso delle <a href="http://www.casaleggio.it/2009/06/gli_influencer.php">particolari figure, chiamate “influencer”</a>.</p>

<p>Ma appare fin troppo chiaro che un sistema che si basa sull’influenza che singoli personaggi dotati di alta visibilità mediatica e di buona credibilità (per l’appunto, gli <em>influencer</em>) hanno sulla massa di fruitori non è un sistema veramente democratico, anzi, è la degenerazione dell’idea di democrazia: l’individuo non pensa e decide di per sé, ma <em>è portato </em>a pensare e a decidere sulla stessa falsariga dell’influencer.</p>

<p>Il fatto poi che il neoeletto sindaco di Parma Pizzarotti, del Movimento 5 Stelle, al momento della decisione sul direttore generale del comune, <a href="http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/05/24/retroscena-telefonata-casaleggio-scoppia-caos/240703/">abbia dovuto telefonare</a> allo stesso Casaleggio perché approvasse la decisione, è la conferma di quanto sia poco credibile quest’ondata di qualunquismo mediatico.</p>

<p>Sbandierare ai quattro venti che la politica se la devono riprendere i cittadini, e poi far passare la nomina di un dirigente (che spetta al sindaco regolarmente eletto, come democrazia vuole) attraverso il beneplacito del massone di turno sarebbe ridicolo se non fosse così inquietante.</p>

<p>Il problema alla fine è sempre quello, ed è il problema chiave della democrazia: non tanto fornire i mezzi, che ci sono già, quanto fornire le capacità necessarie per usare questi mezzi in maniera fruttuosa.</p>

<p><a href="http://www.casaleggio.it/gianroberto_casaleggio/index.php">Checché ne dica il presidente della Casaleggio</a> quindi, la rete non sempre è un media in cui tutti possono verificare le informazioni. O meglio, è vero, ma almeno a vedere il fenomeno Grillo, il seguace è portato a credere, data la veemenza e violenza verbale con cui ci si scaglia il Vate, che qualunque notizia possa smentirlo (ad esempio, questo mio post) sia “una farsa ideata dai media d’establishment”, oppure “un complotto”.</p>

<p>Alessandro Lucia</p>]]></description>
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      <pubDate>Mon, 28 May 2012 20:05:48 +0200</pubDate>
    </item>
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