Sabato, 26 novembre 2022 - ore 20.28

segreto di longevità e benessere per 1,8 milioni di senior che ne hanno uno

Senior Italia FederAnzian

| Scritto da Redazione
segreto di longevità e benessere per 1,8 milioni di senior che ne hanno uno

SENIOR ITALIA FEDERANZIANI, IL GATTO: SEGRETO DI LONGEVITÀ E BENESSERE

PER 1,8 MILIONI DI SENIOR CHE NE HANNO UNO



Domani è la Giornata Nazionale del Gatto. Per la loro compagnia i

senior spendono buona parte della pensione (quasi 600 milioni di euro),

con grandi benefici per il cuore e per la salute



ROMA, 16 FEBBRAIO 2022 – Nel gatto è il segreto della longevità e

della buona vita, come sanno bene i senior italiani, sempre più

propensi a condividere la propria vita con un felino: in Italia,

infatti, sono 1.838.832 gli over 65 che possiedono un gatto, un numero

che insidia da vicino il primato dei cani (1.920.264) nel cuore dei

proprietari senior di Pet. Un popolo di senior quindi che si appresta a

festeggiare l’amato felino, domani 17 febbraio, nella Giornata

Nazionale del Gatto, una dovuta ricorrenza istituita per celebrare le

sue virtù, la sua unicità, il suo grande posto nel cuore degli amanti

dei Pet.



Secondo il centro studi Senior Italia FederAnziani, 9 italiani su 10

tra

gli over 65 che possiedono un animale da compagnia ritengono che vivere

con un pet abbia un impatto positivo sulla propria salute e sul proprio

umore, riduca la sensazione di solitudine e aumenti la serenità. Oltre

il 70% dichiara inoltre di considerare gli animali che vivono con loro

come membri della famiglia a tutti gli effetti. 7 anziani su 10 che

invece non vivono con un cane o un gatto sono convinti che la propria

vita potrebbe migliorare grazie alla loro compagnia.



Il gatto è preferito soprattutto al Nord Italia: dichiarano di averne

almeno uno il 32,8% degli abitanti del Nord-Ovest e il 32% di quelli

del

Nord-Est, e da quanti hanno un’etaÌ€ tra i 25 e i 34 anni (34%).

Certo, possedere un gatto costa, ma la spesa per il mantenimento del

Pet

è anche da considerarsi come un investimento in salute e qualità della

vita. Ma quanto spendono gli italiani per un gatto? La spesa food media

annua per singolo gatto è di 151 euro, quella per la lettiera di 120

euro, quella veterinaria di 50 euro. (Fonte: Centro Studi Senior Italia

FederAnziani). I senior vi investono una parte non trascurabile della

pensione, giudicando la compagnia del pet “importante” nel 93% dei

casi. La spesa annuale per la cura dei gatti da parte dei “nonni”

italiani è pari a 596.949.087 euro. Le vendite totali food per il gatto

nel 2020 tra gli over 65 sono state pari a 278.498.031 euro, quelle per

la lettiera 17.635.932 euro, quelle per la salute 91.941.600 euro.



Dai dati di Senior Italia FederAnziani risulta che i possessori di

gatti

frequentano il veterinario meno di quelli di cani. Il veterinario resta

tuttavia il punto di riferimento più autorevole e riconosciuto per la

salute e la nutrizione del proprio gatto, anche se vi è ancora una

percentuale troppo alta che non si rivolge a lui in maniera costante.

Nonostante una comunione di pareri sull’autorevolezza della figura

professionale, più del 50% si affida alla TV, al passaparola o ad altre

figure come il toelettatore per chiedere informazioni. Circa 5 persone

su 10 ammettono di rivolgersi al veterinario solo 1 volta all’anno.



Come inizia il rapporto tra animale e senior? Nell’80% dei casi,

l’animale domestico entra in famiglia perché regalato da un parente o

un amico o perché amorevolmente viene accolto in casa un trovatello:

una percentuale che sfiora l’80% per quanto riguarda il gatto.

Residuale è invece ancora la percentuale di chi oggi in Italia si

rivolge al gattile per adottare un micetto.



Il tempo trascorso insieme da chi già vive l’esperienza della

convivenza è considerevole: più della metà degli intervistati

dichiara di trascorrere 4 ore al giorno di media con il proprio gatto,

la maggior parte delle quali dedicate alle coccole e alla sua

alimentazione. Gioca con il proprio gatto ogni giorno il 71,4% dei

rispondenti possessori di un gatto.



Ma quale impatto ha tutto questo sulla salute dei senior? Senz’altro

positivo. Diversi studi in letteratura hanno registrato che la

pressione

sanguigna sia sistolica che diastolica era significativamente inferiore

negli arruolati con un animale domestico (cane o gatto) rispetto a

quelli senza. Secondo uno studio pubblicato dalla American

Psychological

Association, la presenza di un animale domestico inciderebbe

significativamente sulla personalità del padrone: su 215 soggetti

analizzati, i possessori di animali domestici hanno registrato maggior

stima di sé stessi (+6%) e minor incidenza di depressione (-5,73%)

rispetto a coloro che non possedevano animali domestici. La sola

presenza di un gatto, dunque, contribuisce alla riduzione

dell'ipertensione oltre a rappresentare un efficace mezzo di contrasto

della solitudine e della depressione. Un vero e proprio toccasana

quindi, il gatto, per il cuore e per la felicità di chi gli sta vicino,

ad ogni età.

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