Sabato, 15 dicembre 2018 - ore 01.01

AccaddeOggi #22maggio 1978 Il parlamento approva la legge sull’aborto (la 194)

Fortemente voluta dalla sinistra e dai Radicali Italiani, tra polemiche e contestazioni, la norma riconobbe alle donne il diritto all’interruzione volontaria di gravidanza

| Scritto da Redazione
AccaddeOggi   #22maggio  1978 Il parlamento approva la legge  sull’aborto  (la 194)

AccaddeOggi   #22maggio  1978 Il parlamento approva la legge  sull’aborto  (la 194)

Fortemente voluta dalla sinistra e dai Radicali Italiani, tra polemiche e contestazioni, la norma riconobbe alle donne il diritto all’interruzione volontaria di gravidanza

La storia 22 maggio 1978. Dopo anni di aspre battaglie sociali, etiche e politiche, la legge 194, quella che riconosce alle donne il diritto di interrompere volontariamente la gravidanza, viene approvata. Prima di allora, l’aborto era considerato dal codice penale italiano un reato.

In prima linea a sostegno delle donne e del loro diritto all'aborto, i partiti di sinistra (Pci, Psi, Psdi), i partiti liberal-capitalisti (Pri, Pli) e il Partito Radicale italiano.  

La storia La storia della 194 parte da lontano. È il 1971 quando la Corte Costituzionale dichiara illegittimo l’articolo 553 del Codice penale, che riconosceva la propaganda dei contraccettivi come reato. Lo stesso anno viene presentato il primo progetto di legge per l’interruzione di gravidanza. L’iniziativa parte dai senatori socialisti Banfi, Caleffi e Fenoaltea.

 Lo stesso anno, un altro progetto viene presentato alla Camera da un esponente socialista. Nessuno dei due viene mai discusso.   Bisognerà aspettare tre anni per veder le acque smuoversi. In coincidenza con i Patti Lateranensi, il socialista Loris Fortuna (il primo firmatario di una proposta di legge per la legalizzazione del divorzio) presenta un nuovo progetto di legge, appoggiato dai Radicali e dal Movimento di Liberazione della Donna. Il 18 febbraio del 1975, a seguito di un ricorso, la Corte Costituzionale dichiara parzialmente illegittimo l’art. 546 del Codice penale (Aborto di donna consenziente): veniva riconosciuta la legittimità dell'aborto terapeutico. Il 29 aprile del 1975 il Parlamento approva la legge 405 per l'istituzione dei consultori familiari, che tra gli obiettivi hanno la divulgazione dei contraccettivi.

Negli anni successivi saranno sei le proposte di legge sull’aborto, avanzate dal partito Comunista italiano, Liberali, Partito socialista Democratico Italiano, Movimento di Liberazione della Donna e Democrazia Cristiana. Il 22 maggio 1978 il progetto di legge proposto dai partiti di sinistra, liberal-capitalisti e radicale viene approvata.

Dopo due anni, il 17 maggio 1981, ci pensa il Movimento per la vita di matrice cattolica a proporre la sua abolizione tramite referendum abrogativo. Accese le polemiche scaturite dall’iniziativa. L’Italia stessa si spacca in due. Ma alla fine  il 68% degli italiani si dice contrario all’abrogazione della legge 194 che resta in vigore

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