Le ondate di calore, sempre più frequenti e intense, rappresentano un rischio concreto per la salute delle persone anziane. È giusto raccomandare prudenza, evitare le ore più calde e adottare comportamenti adeguati. Tuttavia, limitarsi a invitare gli anziani a restare chiusi in casa significa affrontare solo una parte del problema.
ANP-CIA Lombardia ritiene che, accanto alla tutela della salute fisica, debba essere posta al centro anche la dimensione psicologica e relazionale delle persone anziane, sempre più esposte a situazioni di isolamento, soprattutto nei mesi estivi.
Come sottolinea il Presidente Giulio Mancino, “con i periodi di caldo estremo diventa sempre più difficile per molti anziani muoversi e mantenere una vita sociale attiva, e questo rischio di isolamento viene ancora troppo spesso sottovalutato”.
Mancino evidenzia inoltre come stia progressivamente diminuendo l’attenzione delle amministrazioni locali su questo tema: “Non sempre le istituzioni riescono a intercettare tempestivamente chi vive condizioni di solitudine o di progressivo ritiro sociale”.
Secondo ANP-CIA Lombardia, è fondamentale rafforzare un modello di intervento di prossimità, in cui gli assistenti sociali possano svolgere un ruolo attivo di orientamento verso associazioni, iniziative e attività a carattere ludico e sociale, capaci di contrastare l’isolamento.
“Non si tratta di strutture sanitarie o residenziali come RSA o RSD”, sottolinea Mancino, “ma di centri e spazi dedicati agli anziani autosufficienti, che necessitano di essere coinvolti in attività leggere e ricreative per mantenere equilibrio psicologico e qualità della vita”.
ANP-CIA Lombardia ritiene che questo approccio debba essere ricondotto in modo chiaro alle politiche di welfare, assistenza e sanità, con un forte coordinamento regionale verso Comuni e ATS provinciali.
“Il benessere psicologico è fondamentale”, afferma ancora Mancino, “perché la qualità della vita passa anche dall’equilibrio relazionale, che non può essere trascurato”.
In Lombardia esistono già esperienze positive promosse dal terzo settore e dal volontariato: centri ricreativi, gruppi culturali, attività motorie adattate, iniziative intergenerazionali. Tuttavia, queste realtà necessitano di un sostegno più strutturato e di una regia pubblica più forte.
Troppo spesso la condizione di isolamento degli anziani viene intercettata quando è già avanzata, rendendo più complessa ogni forma di intervento.
La risposta alle sfide poste dall’invecchiamento della popolazione e dai cambiamenti climatici non può essere l’isolamento. È necessario costruire una rete territoriale di prossimità capace di garantire sicurezza, socialità e continuità relazionale.
Proteggere gli anziani dal caldo è necessario. Proteggerli dalla solitudine è indispensabile.



