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Confesercenti Cremona Da Venerdì 5 gennaio inizieranno i saldi invernali 2018

I saldi inizieranno nellamaggior par te delle regioni italiane compresa la Lombardia. E come ogni anno le speranze del comparto commercio sono legate a questo momento.

| Scritto da Redazione
Confesercenti Cremona  Da Venerdì 5 gennaio inizieranno i saldi invernali 2018

Confesercenti Cremona  Da Venerdì 5 gennaio inizieranno i saldi invernali 2018

I saldi inizieranno nellamaggior par te delle regioni italiane compresa la Lombardia. E come ogni anno le speranze del comparto commercio sono legate a questo momento.

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Particolarmente elevata l’adesione di negozianti e consumatori: a partecipare alle prossime vendite di fine stagione saranno infatti circa 280mila attività, inclusa praticamente la totalità dei negozi di moda e di tessili, che praticheranno subito sconti del 30-40%.

Interesse top anche tra i clienti: circa un italiano su due (il 47%) ha già deciso che approfitterà dell’occasione per fare almeno un acquisto, valutando di investire, mediamente, 150 euro a persona. E’ quanto emerge dall’indagine sui saldi invernali condotta da Confesercenti in collaborazione con SWG su un campione di 600 commercianti e 1.500 consumatori.

Quest’anno sarà particolarmente alto lo sconto medio di partenza: il 56% dei negozi inizierà con il 30%, mentre il resto praticherà riduzioni ancora più sostanziose, comprese tra il 40 ed il 50% del prezzo di cartellino. Sconti più sostanziosi del normale per sopperire ad un anno che, per il commercio moda, è stato ancora fiacco. Il 22% dei negozianti ha registrato durante l’anno una flessione delle vendite sull’anno precedente, contro un 18%che le ha viste crescere.

Per sei negozi su dieci, invece, sono rimaste sostanzialmente stabili sullo scorso anno. E ancora molto lontane, dunque, dai livelli pre-crisi. Lo stato di persistente sofferenza del settore risulta evidente dalle tante chiusure registrate durante l’anno: secondo le stime dell’Osservatorio Confesercenti, le imprese del settore tessile, abbigliamento, pelli, cuoio e calzature nel 2017 sono diminuite rispetto al 2016 dell’1,9%, pari appunto a 2.406 imprese. Tra le regioni la diminuzione più forte si registra in Piemonte (-3,2%), Trentino Alto Adige (-3,4%), Umbria (-4,2%) e Valle d’Aosta (-6,9%).

Più contenuti i cali di imprese del Lazio (-1,1%) e della Campania (-0,9%). Tra le province, la maglia nera va a Terni, dove la diminuzione di negozi di moda tocca il -8,5%. Seguono la provincia d’Aosta (-6,9%), Pavia (-5,2%) e Padova (-4,9%).

“La speranza è che i saldi invernali possano fungere come sempre da volano per il settore - afferma Agostino Boschiroli, presidente di Confesercenti della Lombardia Orientale sede di Cremona - Il 2017 non è stato eclatante, quanto meno sul territorio non si sono visti i segni di quella ripresa raccontata dal Governo centrale.

Perché la risalita riguarda soprattutto l’export, non il commercio al dettaglio: l’inversione di rotta per i piccoli negozianti è ben lontana dall’essere iniziata. I saldi per alcuni sono già partiti e si assiste ad un abbattimento dei prezzi piuttosto cospicuo, e questo ci fa porre delle domande: fino a quando questo escamotage durerà? Fino a quando un commerciante potrà contare sui saldi come salvagente per fare tornare i conti di un anno nel quale gli affari non sono andati come preventivato?” . "La speranza - aggiunge Boschiroli - resta; una boccata d’ossigeno è più che auspicabile sebbene si debba essere consapevoli che la concorrenza è spietata: centri commerciali, outlet e soprattutto e-commerce, metodo di acquisto scelto l’anno scorso dal 43% degli italiani, hanno cambiato enormemente il panorama e le abitudini di tutti”.

“La situazione purtroppo è ancora di sofferenza - conferma Giorgio Bonoli, direttore di Confesercenti della Lombardia Orientale sede di Cremona -. I saldi e momenti come il “Black Friday”, che da quest’anno è stato regolarizzato, sono palliativi che prima o poi sono destinati ad esaurirsi: l’obiettivo deve essere quello di aumentare le vendite su tutto l’arco dell’anno.

Altro nodo cruciale è quello di fare riscoprire il valore dell’acquisto tradizionale. Certo i commercianti devono essere al passo con i tempi, ma i clienti devono tornare di più nei negozi confidando nell’esperienza di chi vende, avendo la possibilità di provare e toccare con mano gli articoli da acquistare, puntando di più su rapporti umani e di fiducia”.

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