Sabato, 15 maggio 2021 - ore 18.53

Copernicus conferma, cala l’inquinamento in Italia ''a seguito delle misure Covid-19''

Osservata una riduzione settimanale del 10% sulle concentrazioni superficiali di NO2 nell’Italia del nord. Anche a Roma e in altre aree del Paese sembra emergere un calo graduale

| Scritto da Redazione
Copernicus conferma, cala l’inquinamento in Italia ''a seguito delle misure Covid-19''

I dati satellitari raccolti da Copernicus – il programma di punta per l’osservazione della Terra offerto dall’Unione europea – mostrano «a partire da metà febbraio, a seguito delle misure Covid-19, una riduzione settimanale del 10% sulle concentrazioni superficiali di NO2» nell’Italia del nord. Un trend già rilevato nei giorni scorsi dall’Agenzia spaziale europea e dall’Istituto meteorologico finlandese.

Sebbene non sia visibile una tendenza chiara nelle prime cinque settimane dell’anno, a Milano ad esempio «è possibile notare una riduzione a partire dalla sesta settimana fino ad oggi. Le concentrazioni medie di NO2 sono state di circa 65 μg.m-3 a gennaio, 45 μg.m-3 a febbraio e 35 μg.m-3 nella prima metà di marzo. La decrescente tendenza lineare sulla media giornaliera dalla sesta settimana è dell’ordine di -4 μg.m-3 a settimana. Simili tendenze decrescenti si riscontrano in altre città del Nord Italia, come Torino o Bergamo. Nella parte orientale dell’Italia invece, sembra esserci un cambiamento piuttosto graduale. Per esempio, a Bologna le concentrazioni sono state di 30 μg.m-3 a gennaio e di 15 μg.m-3 dall’inizio di febbraio (35 μg.m-3 e 15 μg.m-3 per Venezia)».

Il biossido di azoto (NO2) è un inquinante di breve durata – generato da processi di combustione,  come nel caso del traffico veicolare e del riscaldamento residenziale, ma anche nella produzione di energia e da industrie – che però provoca ogni anno 14.600 decessi prematuri in Italia, il dato più ampio d’Europa.

«Ciò che il satellite osserva – spiega Vincent-Henri Peuch, direttore del servizio di monitoraggio dell’atmosfera di Copernicus – è proporzionale alla quantità di inquinanti verticalmente integrata, ovvero da terra fino alla cima dell’atmosfera. Questo è un dato abbastanza diverso dalle concentrazioni in superficie e ancora più diverso dalle emissioni. Alla luce di queste limitazioni, il rilevamento della diminuzione dei livelli di attività è a dir poco notevole. Ciò dimostra la portata delle misure adottate dall’Italia».

Da Copernicus precisano che resta una sfida interpretare i dati in modo statisticamente solido cercando di isolare da un lato gli effetti meteorologici e i cambiamenti attesi nelle emissioni da quelli indotti dalle misure prese contro la diffusione dell’epidemia Covid-19; questo è vero soprattutto nel resto del Paese, dove le misure di contenimento sono arrivate più recentemente rispetto al nord. Anche nell’area di Roma, ad esempio, sembra emergere una graduale riduzione nelle rilevazioni di NO2 (e anche da Firenze vengono segnalati dati in calo).

Valutazioni definitive nel merito, concludono da Copernicus, saranno possibili solo in una fase successiva quando saranno disponibili statistiche più dettagliate su traffico, industria, domanda di energia e altri elementi ancora, ma i segnali raccolti finora sembrano convergere collegando il calo dell’inquinamento atmosferico con le misure di distanziamento sociale messe in campo per contenere l’epidemia.

Se è per una pandemia che le emissioni si riducono non si tratta di un risultato per il quale felicitarsi, né le sue conseguenze sull’ambiente dureranno a lungo, ma il calo degli inquinanti aiuta a mettere in prospettiva sia il ruolo attivo che i comportamenti umani possono avere nel miglioramento dell’aria che respiriamo, sia offrire una bussola per nuovi investimenti pubblici, che favoriscano ad esempio la diffusione di sistemi di trasporto pubblici ed efficienti, o l’implementazioni di sistemi di climatizzazione più sostenibili.

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