Nota stampa dell’Assessora all’Istruzione Roberta Mozzi “Scuole paritarie e nidi: la minoranza conferma la sua confusione”
Cremona, 5 luglio 2026
Le dichiarazioni diffuse dai consiglieri Andrea Carassai, Jane Alquati e Alessandro Portesani dimostrano innanzitutto una notevole confusione tra due temi distinti: le convenzioni con le scuole dell’infanzia paritarie (3-6 anni) e quelle con i nidi e micronidi privati (0-3 anni). Si tratta di percorsi diversi, con finalità, strumenti e risorse differenti, che nell’intervento della minoranza vengono invece sovrapposti fino a creare un quadro che non corrisponde alla realtà.
Per quanto riguarda le scuole dell’infanzia paritarie FISM (Federazione Italiana Scuole Materne), stupisce sentir parlare di mancanza di confronto quando da mesi è attivo un tavolo di lavoro formalmente istituito dall’Amministrazione, che si è già riunito il 26 marzo, il 17 aprile e il 15 maggio, e tornerà a riunirsi all’inizio di settembre. In questi incontri si è discusso nel merito delle future convenzioni, dei criteri di ripartizione delle risorse e delle prospettive del sistema educativo cittadino, con il coinvolgimento diretto dei rappresentanti delle scuole.
Al termine di questi primi confronti, sono già state sottoscritte e firmate: la convenzione 2026 (gennaio- giugno) basata sulla contribuzione già stabilita e 26/27 una sorta di “convenzione ponte” per introdurre la sperimentazione dell’aggancio del contributo comunale alle fasce ISEE, concordando con gli enti gestori le modalità di comunicazione alle famiglie di tale cambiamento. Sulla convenzione del 2027/2028 il tavolo si riunirà ad inizio settembre.
La riduzione del contributo comunale non è stata nascosta. È stata comunicata con trasparenza ai rappresentanti delle scuole durante il percorso di confronto. Nessuno mette in discussione che si tratti di una scelta difficile, ma è necessario ricordare un elemento fondamentale: il contributo comunale alle scuole paritarie non rappresenta un obbligo di legge. È una scelta politica che questa Amministrazione continua a compiere, pur in una fase in cui i Comuni sono chiamati a fare i conti con risorse sempre più limitate, con minori trasferimenti e con una crescente pressione sui bilanci. Mi chiedo allora perché chi oggi denuncia i tagli non spieghi anche come intenda reperire le risorse necessarie per mantenere invariati tutti gli interventi. Governare significa assumersi delle responsabilità e fare delle scelte, non limitarsi a denunciare problemi senza indicare soluzioni.
Ancora più distante dalla realtà è la ricostruzione proposta dalla minoranza sul tema dei nidi privati e paritari. La Giunta comunale ha approvato il 27 maggio un atto di indirizzo molto chiaro (mi chiedo come mai i consiglieri se ne siano accorti dopo un mese), che conferma uno stanziamento complessivo di 170 mila euro per l’anno educativo 2026-2027. Chi parla di disimpegno del Comune o di attacco ai nidi privati evidentemente non ha letto il contenuto degli atti. Le novità introdotte vanno infatti nella direzione opposta. Abbiamo deciso di ampliare la possibilità di aderire alla manifestazione di interesse anche ai micronidi privati autorizzati, in coerenza con quanto previsto dalla misura regionale Nidi Gratis Plus. Una scelta che aumenta le opportunità per le famiglie e valorizza ulteriormente il sistema educativo cittadino. Abbiamo inoltre introdotto un contributo minimo per bambino destinato ai gestori, proprio per evitare che eventuali costi amministrativi possano essere trasferiti alle famiglie.
Anche l’affermazione secondo cui l’Amministrazione avrebbe scelto di scaricare i costi sui gestori e quindi sulle famiglie, mettendo in crisi il sistema dei nidi, non trova riscontro negli atti. Se aumenterà il numero delle strutture che parteciperanno alla manifestazione di interesse, aumenteranno le opportunità di scelta per le famiglie. Le risorse disponibili e il numero complessivo dei posti che possono essere convenzionati restano invece definiti e programmati dall’Amministrazione. Parlare di “tagli indiscriminati” o di “attacco ai nidi” significa ignorare il contenuto degli atti amministrativi. Se aumenterà il numero delle strutture che aderiranno alla convenzione, aumenteranno le possibilità di scelta per i cittadini. Il numero dei posti soggetti a convenzione continuerà invece ad essere determinato dalle risorse disponibili, che rimangono quelle già stanziate dall’Amministrazione. Nel merito delle cifre, abbiamo ritenuto, nel decidere il contributo per fascia, che non valesse la pena tenere i contributi alti per le fasce ISEE che, convenzionandosi con il Comune, possono aderire alla misura regionale Nidi Gratis che rimborsa tutto ciò che eccede la soglia già rimborsato da INPS.
Trovo poi quantomeno curioso che si definiscano queste scelte “anti-sussidiarie”. Il Comune continua infatti a investire risorse proprie per sostenere servizi gestiti da soggetti privati e paritari. Se davvero volessimo seguire la logica che ci viene attribuita, sarebbe sufficiente interrompere qualsiasi forma di sostegno economico. Stiamo facendo esattamente il contrario.
Come Assessora all’Istruzione continuerò a lavorare per rafforzare il sistema integrato pubblico-paritario, valorizzando il contributo di tutti i soggetti che operano nei servizi educativi e mantenendo al centro le famiglie e i bambini. Continuerò a farlo attraverso il confronto, il dialogo e la trasparenza che hanno caratterizzato fin dall’inizio il nostro operato. Su temi così delicati credo che la città meriti un dibattito serio e fondato sui fatti. Le famiglie, gli educatori e i gestori hanno bisogno di certezze e di responsabilità. Le polemiche costruite su ricostruzioni parziali possono forse produrre qualche titolo, ma non aiutano a costruire soluzioni per il futuro dei servizi educativi della nostra comunità.
Roberta Mozzi
Assessora all’Istruzione del Comune di Cremona



