Lunedì, 01 giugno 2026 - ore 20.09

(CR) SUFFRAGIO FEMMINILE E CITTADINANZA ALLE ORIGINI DELLA REPUBBLICA

INCONTRO CON PATRIZIA GABRIELLI DOCENTE DI STORIA CONTEMPORANEA UNIVERSITA' DI SIENA 30 gennaio 2026 dalle 16.30 alle 18.30

| Scritto da Redazione
(CR) SUFFRAGIO FEMMINILE E CITTADINANZA ALLE ORIGINI DELLA REPUBBLICA
Segnaliamo questa importante iniziativa organizzata dalla Associazione 25 Aprile:
 
per il ciclo di incontri:  Conoscere la Costituzione, formare alla cittadinanza
 
SUFFRAGIO FEMMINILE E CITTADINANZA ALLE ORIGINI DELLA REPUBBLICA
 
INCONTRO CON
PATRIZIA GABRIELLI
DOCENTE DI STORIA CONTEMPORANEA
UNIVERSITA' DI SIENA
 
30 gennaio 2026 
dalle 16.30 alle 18.30
 
AULA MAGNA ISTITUTO "GHISLERI"
via Palestro, 35 - Cremona
 
INGRESSO LIBERO
 

_________________________

Associazione 25 Aprile

Presidente Piergiorgio Bergonzi 

 

 
 
A coloro che hanno partecipato al Programma pluriennale 2015-2026 di Conoscere la Costituzione, formare alla cittadinanza
 
 
 
Mi fa piacere  invitarvi a partecipare, il prossimo 30 gennaio, all’incontro che avrà per tema il voto delle donne e l’Assemblea Costituente. Esso si svolgerà nell’ambito del Programma 2024-’25 di Conoscere la Costituzione, formare alla cittadinanza, dedicato all’80° anniversario dell’Assemblea Costituente.
 
Relazionerà Patrizia Gabrielli su “Suffragio femminile e cittadinanza alle origini della Repubblica”.
 
Patrizia Gabrielli è Professoressa ordinaria di Storia contemporanea all’Università di Siena, autrice di diverse pubblicazioni, ha concentrato le sue ricerche sulle guerre mondiali, l’antifascismo, l’Italia repubblicana, con particolare attenzione alle tematiche di genere, alla storia dell’infanzia e alle fonti auto/narrative. 
Uscirà nei prossimi giorni il suo libro “Elettrici ed elette”, editore Castelvecchi 2026.
 
Il programma si svolgerà come da invito allegato.
 
E’ un’occasione molto importante.
 
Vi aspetto.
 
Un caro saluto
 
Piergiorgio Bergonzi
 
In allegato: locandina-programma
 
NOTA
 
Quello del  30 gennaio è il primo dei due incontri del nostro programma costituzionale 2025-‘26 dedicati al tema delle donne dell’Assemblea Costituente: un fatto “rivoluzionario”, anzitutto perché per la prima volta nella storia le donne poterono esercitare il diritto di voto, eleggendo l’Assemblea deputata a scrivere la nostra Costituzione; ed inoltre perché le donne elette in quella Assemblea Costituente diedero un contributo straordinario e insostituibile nell’elaborazione del testo costituzionale.
 
Furono 21 su 556 parlamentari le donne elette nell’Assemblea Costituente. Le “Madri costituenti” furono anzitutto la rappresentazione vivente di una Costituzione nata dalla Resistenza. Ben diciotto di loro, infatti,  avevano combattuto nella Resistenza, a rappresentare   le trentasettemila donne partigiane, le 20.000 staffette delle brigate partigiane, le 70.000 donne che durante la  guerra di Liberazione erano organizzate nei gruppi di difesa della donna, le 4500 donne arrestate e torturate, le 3000 deportate, le 1000 fucilate dai nazifascisti. Tutte disposte a sacrificare la vita per costruire un futuro di libertà , di uguaglianza, di solidarietà e di pace, senza il fascismo e senza la guerra.
 
Nove delle Costituenti furono elette nelle liste del partito Comunista, nove in quello della Democrazia Cristiana, due del Partito Socialista, una nel Fronte dell’Uomo Qualunque.
 
Nonostante l’esiguità del numero, le donne elette alla Costituente costituivano una presenza, qualificata, forte, determinata, insostituibile per affermare nel testo costituzionale i diritti di uguaglianza e della parità di genere.
 
Diritti che negli anni e nei decenni successivi all’entrata in vigore della Costituzione iniziarono a realizzarsi in un processo virtuoso, sia pur troppo lento e contrastato,  con leggi e provvedimenti quali: l’ abolizione del delitto d’onore e del matrimonio riparatore (legge approvata nel 1981!), l’approvazione del diritto di famiglia col riconoscimento della parità giuridica fra i coniugi; sulla parità di trattamento tra uomini e donne in  materia di lavoro che vieta qualsiasi discriminazione fondata sul sesso, per quanto riguarda la retribuzione, l’accesso al lavoro e la carriera;  l’accesso a tutte le cariche, professioni e impieghi pubblici, inclusa la magistratura, divieto di licenziamento delle lavoratrici per causa matrimonio, tutela fisica ed economica delle lavoratrici madri, pensioni alle casalinghe; l’istituzione del divorzio (1970); ); la legge 194 sull’interruzione volontaria della gravidanza;  legge contro la violenza sessuale che diventa delitto contro la persona e non più contro la morale (1996); la legge che modifica l’art.51 della Costituzione con l’aggiunta “A tale fine la Repubblica promujove con appositi provvedimenti le pari opportunità tra donne e uomini” (2003).
 
Un percorso che è proseguito anche in tempi più recenti sia pur in modo più lento e contraddittorio e in presenza  preoccupanti  spinte involutive e di fenomeni drammatici che pervadendo l’intera  società  mettono a rischio la nostra convivenza democratica e civile
 
Il riferimento è in primo luogo a due temi. Quello della condizione delle donne sul lavoro, dove i fenomeni di disparità e di compromissione dei diritti sono andati accrescendosi nei tempi più recenti. E quello della violenza sulle donne.
        
In proposito i dati più recenti (2025) dell’ISTAT  sulla violenza alle donne fanno rabbrividire perché ci rappresentano il fenomeno della violenza sulle donne come un fenomeno diffuso, esteso, pervasivo, che coinvolge oltre sei milioni di donne.
 
Secondo l’Istat il 31,9% delle donne italiane tra i 16 e i 75 anni (circa 6,4 milioni) ha subito violenza fisica o sessuale nel corso della vita. La violenza fisica è subita dall’ 8,8% delle donne; la violenza sessuale è subita dal 24,4%  ed include il 3,9% di casi di stupro e il 3,1% di tentati stupri; la violenza all’interno ella coppia: coinvolge 12,6% delle donne che hanno subito violenza fisica o sessuale da parte del partner o ex- partner; l’8,7% delle donne ha subito molestie a sfondo sessuale da parte di conoscenti, sconosciuti o parenti; il 13,5 % delle donne lavoratrici ha subito molestie a sfondo sessuale sul posto di lavoro nel corso della vita.
 
Il dato ancor più preoccupante è che il fenomeno della violenza sulle donne si presenta in questi termini e dimensioni anche a livello europeo. Infatti, secondo un’indagine Eurostat del 2020-’24, a livello europeo il 30%  delle donne ha subito violenza fisica, minacce e/o violenza sessuale nel corso della propria vita.
 
La strada per la realizzazione dei diritti della donna e della parità di genere è dunque ancora lunga. E diviene  sempre più erta e dura quando le dinamiche fondamentali di tutta la società sembrano attraversare da tempo una fase involutiva rispetto ai fondamentali principi e valori costituzionali: di uguaglianza, di solidarietà, di democrazia rappresentativa e partecipata. Ma le dinamiche e i processi sociali non si autogenerano, essi sono sempre il risultato di scelte politiche. E se 80 anni fa la scelta politica “rivoluzionaria” fu quella  del diritto di voto alle donne, del suffragio universale, dell’Assemblea costituente,  della Costituzione, oggi la scelta politica non può che essere quella di invertire la rotta per riprendere il percorso virtuoso della  attuazione della Costituzione. E’ un compito che compete alle Istituzioni Repubblicane ad iniziare dai parlamenti e dai governi ma che non può essere ad essi soli delegato.
 
Anche la scuola, insieme a tanti ma molto più di tanti altri, può contribuire ed essere protagonista della ripresa di questo processo virtuoso, in nome della Costituzione, la legge fondamentale della Repubblica, di tutti i cittadini italiani.
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SUFFRAGIO FEMMINILE E CITTADINANZA ALLE ORIGINI DELLA REPUBBLICA

30 Gennaio 2026 16:30 - 18:30
Cremona

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