Martedì, 05 marzo 2024 - ore 14.52

CREMA: Ospedale e territorio uniti per prendersi cura al meglio

Tanti i progetti in campo per garantire continuità nella presa in carico

| Scritto da Redazione
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 “Un convegno per condividere il lavoro svolto insieme in questi anni”. Così il direttore generale di Asst Crema Ida Ramponi ha definito l’iniziativa organizzata in sala Alessandrini, “nella giornata in cui si celebra la Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne, un tema che ci deve vedere coesi nella condanna ad ogni forma di violenza. Lo dobbiamo fare come persone, lo dobbiamo fare come professionisti della cura”.

Un momento importante, quello di questa mattina, per tracciare un bilancio al termine del mandato. “Quello che abbiamo intrapreso è stato un percorso sfidante, che speriamo di poter proseguire. Ci ha consentito di approntare progettualità importanti, ben consapevoli delle fatiche e delle difficoltà in particolare legate alla carenza di risorse umane”.

Proprio nel segno della continuità, hanno preso la parola i direttori delle unità operative e dei servizi territoriali. “In questi anni – ha evidenziato il direttore sociosanitario Diego Maltagliati – abbiamo cercato di dare forma ad un legame solido tra ospedale e territorio. Serve continuare a lavorare in tale direzione soprattutto in una realtà come quella cremasca. Per una presa in carico efficace servono multidisciplinarietà, collaborazione e confronto tra professionisti ospedalieri e non. Da qui il mio grazie al direttore generale per aver promosso una visione unitaria, pur nel rispetto delle diverse peculiarità. Ospedale e territorio non sono realtà distinte, devono dialogare, confrontarsi per garantire realmente continuità nella cura”.

Subito dopo le varie unità operative hanno tracciato un bilancio, guardando con slancio alle progettualità future. La psichiatra Margherita Carai ha raccontato la presa in carico, attraverso un ambulatorio attivo al centro psico sociale, dei pazienti con depressione resistente trattati con esketamina, un farmaco innovativo che ha fornito buoni esiti. “I dati – ha chiarito il direttore del dipartimento di salute mentale Virginio Salvi – verranno impiegati nell’ambito di una importante iniziativa di ricerca a livello nazionale”.

Alla ricerca clinica, allo scopo di proporre ai pazienti farmaci innovativi e cure appropriate, guarda anche l’oncologia diretta da Gianluca Tomasello. “Nel futuro puntiamo a migliorare anche sul versante dell’umanizzazione e della presa in carico multidisciplinare”. In questa direzione muovono i progetti di oncologia domiciliare, presentato da Salvatore Incardona e destinato a persone con fragilità, l’ambulatorio di cardioncologia, illustrato da Mariangela Manzoni ed il percorso di screening nutrizionale, reso possibile grazie all’apporto di medici, infermieri, dietisti, logopedisti, farmacisti e cure territoriali e mostrato da Roberta Invernizzi.

A Maddalena Leone il compito di dimostrare la forza della multidisciplinarietà nella presa in carico delle patologie infiammatorie di tipo II in ambito pediatrico, dopo l’attivazione degli ambulatori di pneumologia e allergologia pediatrica. Il direttore di pneumologia Tiberio Oggionni ha focalizzato l’attenzione sulla presa in carico delle malattie interstiziali polmonari fibrosanti, mentre il direttore di distretto Bianca Gritta ha colto l’occasione per fare il punto. “Il distretto non è cosa diversa rispetto all’Asst, è parte integrante”. In quanto tale, deve farsi promotore di “relazioni con il territorio, con le scuole, con le Rsa per garantire una efficace presa in carico”. È un punto di riferimento, “ma può esserlo davvero, se ciascuno fa bene la propria parte, se si genera coesione e spirito di collaborazione”. Poi un affondo sulla casa di comunità, dove trovano e troveranno casa professionisti diversi per una valutazione globale del bisogno di salute.

Infine, da Alberto Gigliotti è stata raccontata l’esperienza di cura ventennale da parte delle cure palliative. A Samanta Galli il compito di illustrare lo sviluppo nel prossimo futuro dell’Assistenza domiciliare integrata, un servizio che intende farsi carico della fragilità, soprattutto tenuto conto dell’invecchiamento della popolazione.

 

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