Martedì, 21 aprile 2026 - ore 13.05

Fac-Simile di scheda per il Referendum Costituzionale Giustizia che si terrà il 22-23 marzo 2026

Il quesito stampato sulla scheda e come si vota

| Scritto da Redazione
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Fac-Simile di scheda per il Referendum Costituzionale Giustizia che si terrà il 22-23 marzo 2026

Il quesito stampato sulla scheda e come si vota

Il referendum costituzionale – convocato per confermare o rigettare la cosiddetta riforma della giustizia, approvata senza il numero necessario dei due terzi del Parlamento per evitare la consultazione popolare – è stato fissato in tempi molto ravvicinati, sollevando interrogativi sull’effettiva possibilità per i cittadini di esercitare pienamente i diritti previsti dalla Costituzione.

Essendo un Referendum Costituzionale e quindi confermativo o meno si vota tracciando una X o sul SI o sul NO.

Non vi è bisogno del quorun  degli aventi diritto al voto e quindi se vincono i SI la riforma costituzionale è confermata; se invece vincono i NO è bocciata.

Sulla scheda elettorale troverete questo quesito stampato: '"Approvate il testo della legge costituzionale concernente 'Norme in materia di ordinamento giurisdizionale e di istituzione della Corte disciplinare' approvato dal Parlamento e pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 253 del 30 ottobre 2025?"

Il voto è quindi semplice e basta tracciare un X o sul SI o sul NO .

 

Il Comitato Nazionale  " Società civile per il NO nel Referendum Costituzionale" ti invita a votare NO X Difendere Giustizia, Costituzione e Democrazia.

 

 

I contenuti principali della riforma

La riforma interviene sull’articolo 104 della Costituzione, prevedendo la divisione del Consiglio Superiore della Magistratura in due organi distinti: uno per la magistratura giudicante e uno per la magistratura requirente, entrambi presieduti dal Presidente della Repubblica.

Mentre l’indipendenza dei giudici è espressamente garantita dalla Costituzione, lo status dei pubblici ministeri è disciplinato dalla legge ordinaria. Questo aspetto rende possibile, in linea teorica, un intervento legislativo che incida sulla loro autonomia. L’appartenenza allo stesso CSM dei giudici è stata finora considerata una garanzia di equilibrio e indipendenza.

Il sorteggio e la composizione dei nuovi organi

La riforma introduce il sorteggio come criterio di selezione dei membri del CSM. Un terzo dei componenti sarebbe scelto tra membri laici (avvocati e professori universitari) estratti da liste approvate dal Parlamento, mentre i restanti due terzi sarebbero sorteggiati tra magistrati giudicanti e requirenti.

Questo sistema modifica in modo significativo la rappresentanza interna alla magistratura e rafforza il ruolo del Parlamento nella composizione degli organi di autogoverno, con il rischio di un aumento dell’influenza politica.

La funzione disciplinare e l’Alta Corte

La riforma prevede inoltre che la funzione disciplinare venga sottratta al CSM e attribuita a una nuova Alta Corte disciplinare. Le decisioni di questo organo non sarebbero impugnabili in Cassazione, ma solo davanti alla stessa Alta Corte.

L’Alta Corte sarebbe composta in parte da membri di nomina politica e in parte da magistrati selezionati tra quelli con funzioni apicali. Questo assetto introdurrebbe una gerarchia interna alla magistratura che oggi non esiste e renderebbe i giudici disciplinari più esposti a pressioni esterne.


Nel testo della riforma non è affermato esplicitamente che i magistrati diventeranno meno indipendenti. Tuttavia, la riorganizzazione degli organi di autogoverno, i nuovi criteri di nomina e la riforma del sistema disciplinare modificano in modo rilevante le garanzie di indipendenza, sia interna sia esterna, della magistratura.

Nel complesso, la riforma incide sugli equilibri tra potere giudiziario e potere politico e solleva interrogativi sul futuro dell’autonomia della magistratura e sul ruolo dei cittadini nei processi di revisione costituzionale. Da sottolineare, infine, che non incide in alcun modo sul funzionamento della giustizia, sulla velocità e l’efficacia dei processi e su altre questioni delicatissime come, per esempio, l’agonizzante situazione del sistema carcerario.

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