Domenica, 07 giugno 2026 - ore 04.35

Il movimento di Cremona incontra comitato ' salviamo' l'Ospedale di Piacenza

Anche a Piacenza il Comitato per ‘salvare’ l’attuale Ospedale

| Scritto da Redazione
Il  movimento di Cremona incontra  comitato ' salviamo' l'Ospedale di Piacenza

Il  movimento di Cremona incontra il comitato "salviamo" l'Ospedale di Piacenza

Anche a Piacenza  il Comitato per ‘salvare’ l’attuale Ospedale

Sig. Direttore  Nel pomeriggio di sabato 15 febbraio si è svolto, presso la Sala Conferenze g.c. della Società Filodrammatica Cremonese il programmato incontro tra I vertici dei Movimenti operanti a Cremona e a Piacenza impegnati nella mobilitazione contro l'ipotesi di realizzazione di un nuovo nosocomio in ognuno dei due capoluoghi.

L'operazione, antieconomica e del tutto avulsa dalle reali esigenze di inversione del decadimento del SSN, accentuato dal picco pandemico ma da tempo zavorrato dalle sciagurate politiche di tagli orizzontali della spesa ed in particolare di quella del welfare (con grave ricaduta sulla sostenibilità della permanente corresponsione al fondamentale diritto alla cura della salute e sulla tenuta della sanità pubblica, irragionevolmente trascura l'approfondimento delle ragioni, di cui si sono fatti carico i due Movimenti territoriali, che militano a favore della rifunzionalizzazione dei due nosocomi esistenti. Con ovvia difformità progettuale in rapporto ad evidenti disomogeneità preesistenti in termini strutturali e di epoca edificatoria. Ma collimanti nella sussistenza di ampi margini di esercizio, purché si invertissero le sciagurate politiche, sin qui praticate dalle Regioni e dalle Asst e USL e non sufficientemente attenzionate dalla rete istituzionale territoriale, di costante inottemperamento degli interventi di manutenzione ordinaria e strutturale e di aggiornamento dell'impiantistica e della strumentistica. Il caparbio rifiuto di considerare la prioritarietà di una rifunzionalizzazione dell'esistente, che comporterebbe un significativo minor gravame di spesa pubblica e maggior garanzie di continuità dell'esistente, nonché minor impatto ambientale, non può non essere correlato ad un'ansia edificatoria. Che, imperniata esclusivamente sia sul versante "strutturalista" della funzione ospedaliera anziché, come si dovrebbe, a parità di praticabilità gestionale del due opposte ipotesi, di rafforzamento degli organici medici, paramedici e ausiliari, non può non ingenerare il sospetto di una colpevole condiscendenza verso aspettative edificatorie. Del tutto avulse dalla priorità del recupero di elevati standard gestionali di un fondamentale servizio pubblico, da perseguire anche sui bacini territoriali, ma esclusivamente proiettate verso il perseguimento ( pur in assenza di elementi certi di finanziabiltà dei progetti) di profitti d'impresa. La vistosa scansione del differenziale di spesa pubblica tra l'ipotesi di operosa rifunzionalizzazione delle strutture esistenti e l'integrale edificazione ex novo, passante dalla rottamazione di contenitori ad ampio margine di duration, impone, soprattutto di fronte alla proterva ed irragionevole determinato combinato di poteri pubblici e privati, un collettivo responsabile determinato gesto di cittadinanza attiva. Finalizzato alla messa in sospensione di un inconsiderato proposito, che avrà imponenti ricadute sulla sostenibilità della spesa pubblica, sia generale sia settoriale, sulla resilienza del SSN nei due territori (anche rispetto alla salvaguardia dei residui presidi periferici ) e sull'impatto ambientale. Questo minimale stand by appare, a parere dei Coordinamenti dei due Movimenti impegnati, pur nella consapevolezza dell'esistenza di elementi di caratterizzazione locale, nella medesima visione strategica, costituisce premessa per una virtuosa riapertura dei posizionamenti tattici e strategici. Il fondato convincimento della testimonianza dei due Movimenti è sin qui accreditato dall'ampia corresponsione di adesione popolare alla articolata mobilitazione in termini di sensibilizzazione e di largo coinvolgimento della cittadinanza nel perseguimento delle condizioni per obbligare la "controparte" munita di prerogative decisionali a misurarsi seriamente nella valutazione di convenienza delle due ipotesi e, comunque, nell'accertamento dell'esistenza di finanziabiltà (concreta, totale e, soprattutto, di fonte pubblica). Condizione che esclude aprioristicamente qualsiasi comprensione sia verso tattiche dilatorie maturate nelle superiori giurisdizioni in materia di finanziamenti quantificati e dal flusso totale e garantito sia verso

congetture di cosiddetto projet financing (che costituirebbe il profilo estremo della privatizzazione dei cespiti immobiliarisuscettibile di chiudere il cerchio della totale transizione del SSN alle logiche private). Su questo specifico terreno i Movimenti di Piacenza e di Cremona accentueranno, nell'ampio contesto della mobilitazione dell'opinione pubblica, dell'associazionismo dell'utenza e degli operatori del settore, il pressing nei confronti sia della "controparte" sia dei referenti istituzionali territoriali ed, occorrendo, centrali. Non escludendo iniziative di ricorso ai preposti organi per il controllo della spesa pubblica e della correttezza giurisdizionale. Le rappresentanze impegnate in questo primo incontro di reciproca conoscenza e di verifica dell'esistenza delle condizioni per una armonizzazione e per una convergenza della testimonianza, manifestano la volontà di costituire un "tavolo" permanente di consultazione, in grado di coinvolgere in una mobilitazione comune altri Movimenti da tempo operanti sulle medesime tematiche.

Il movimento per la riqualificazione dell’Ospedale di Cremona

Comitato Salviamo l'Ospedale di Piacenza

Cremona 22 febbraio 2025

1007 visite

Articoli correlati

Petizioni online
Sondaggi online