Sabato, 24 ottobre 2020 - ore 19.20

L’ECOANTIFASCISMO La conferenza a Cremona su TERESIO OLIVELLI CAPITANO DEGLI ALPINI, SOLDATO PARTIGIANO

TERESIO OLIVELLI CAPITANO DEGLI ALPINI, SOLDATO PARTIGIANO, PROFESSORE, BEATO, CADUTO IN UN CAMPO DI CONCENTRAMENTO IN GERMANIA PER MANO DEI NAZISTI

| Scritto da Redazione
L’ECOANTIFASCISMO La conferenza a Cremona su TERESIO OLIVELLI CAPITANO DEGLI ALPINI, SOLDATO PARTIGIANO

L’ECOANTIFASCISMO La conferenza a Cremona su TERESIO OLIVELLI CAPITANO DEGLI ALPINI, SOLDATO PARTIGIANO

TERESIO OLIVELLI CAPITANO DEGLI ALPINI, SOLDATO PARTIGIANO, PROFESSORE, BEATO, CADUTO IN UN CAMPO DI CONCENTRAMENTO IN GERMANIA PER MANO DEI NAZISTI

Si è svolta, presso Spazio Comune Eventi, l’annunciata conferenza, organizzata dall’Associazione cremonese dei Partigiani Cristiani, sulla luminosa figura del partigiano cattolico proclamato beato.

I lavori sono stati aperti da Giorgio Carnevali, che ha definito Teresio Olivelli, un uomo, un martire, una figura di grande rilievo nella testimonianza di amore patrio del periodo resistenziale.

Teresio Olivelli nasce a Bellagio sul Lago di Como nel 1916 – verrà ucciso nel campo nazista di Hersbruck il 17 gennaio 1945, quando aveva appena compiuto 29 anni. La definizione più efficace l'ha data don Primo Mazzolari, quel “parroco di frontiera”, “tromba dello spirito” come ebbe a salutarlo Papa Giovanni XXIII in un memorabile incontro in  Vaticano. Don Mazzolari, anche lui perseguitato dai nazifascisti, ebbe a definire Teresio Olivelli qualificandolo come "lo spirito più cristiano del nostro secondo risorgimento”.

L’avvocato Ottorino Rizzi, anche lui attivo partecipante alla Resistenza, primo sindaco cattolico del dopoguerra a Cremona dal 1948 al 1952, figlio della generosa terra cremonese, ebbe a conoscere proprio a Cremona Olivelli, e nel bel libro “Le fiamme verdi e la resistenza dei cattolici cremonesi” di Marco Allegri, ricorda una significativa espressione di quel giovane professore, che così si esprimeva con slancio: “Non uscirò vivo dalla lotta, ma è necessario che qualcuno si sacrifichi. Non si ottiene nulla senza sacrificio”. Come disse avvenne.

La "Preghiera del Ribelle" composta appunto da Teresio Olivelli, e considerata la più alta testimonianza spirituale di tutta la Resistenza. Fu insignito della Medaglia d'oro al Valor Militare alla memoria e Medaglia d'oro della Resistenza, appartiene alla schiera dei "santi senza reliquie" insieme a Massimiliano Maria Kolbe  e tanti altri. Ha aggiunto Carnevali, altri sei milioni di martiri, forse di più, "passati per il camino".

I due successivi relatori, professor Angelo Rescaglio e professor Franco Verdi, rispettivamente Presidente e Vicepresidente dell’Associazione Partigiani Cristiani, hanno provveduto a  tracciare ampiamente la figura di quell’uomo coraggioso proclamato Beato dalla Chiesa Cattolica nel febbraio di questo stesso anno.

Rescaglio ha rimarcato la drammatica assenza negli scenari contemporanei di figure di così alto idealismo; circostanza questa che in qualche modo spiega il decadimento dello spessore civile nella formazione dei nuovi cittadini.

Verdi ha fornito alla Conferenza una dettagliata analisi di una personalità, che, se complessivamente considerata, sfocia in un epilogo coerente ed univoco, si presenta, già dalla sua adolescenza, ricca di sfaccettature.

Olivelli, sin dai primi anni dell’educazione scolastica e della parallela formazione religiosa, presenta un’intelligenza viva congiunta ad un forte impulso ad interagire.

I passi della sua giovane esistenza, confluiti ad una conclusione tragica, evidenziano permanentemente l’ansia di testimoniare la totale aderenza della fede cristiana alle scelte imposte da contesti drammatici.

Rispetto ai quali Teresio Olivelli dimostrò una totale generosità verso gli altri.

Nel dibattito sono intervenuti anche il prof. Montuori, presidente del circolo cittadino dell’ANPI, ed il Sindaco di Cremona, prof. Gianluca Galimberti.

 

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