Mercoledì, 19 settembre 2018 - ore 07.18

L’ECOLIBRI Caffè Letterario Crema Giovanni De Luna discute del suo libro 'La Repubblica inquieta'

Caffè Letterario di Crema Giovedì 19 aprile in sala Bottesini, ore 20,45, ingresso libero La Repubblica inquieta: lo storico intervistato dagli studenti

| Scritto da Redazione
L’ECOLIBRI Caffè Letterario Crema Giovanni De Luna discute del suo libro 'La Repubblica inquieta'

L’ECOLIBRI Caffè Letterario Crema Giovanni De Luna discute del suo libro La Repubblica inquieta

Caffè Letterario di Crema Giovedì 19 aprile in sala Bottesini, ore 20,45, ingresso libero La Repubblica inquieta: lo storico intervistato dagli studenti

Giovanni De Luna analizza i primi anni della nuova Italia nata dopo il fascismo    all'alba dell'entrata in vigore della Costituzione. Una serata in collaborazione con il Comitato di promozione dei principi della Costituzione italiana

Conoscere e capire il passato per comprendere il presente e, soprattutto, fornire ai più giovani gli strumenti per progettare il proprio futuro e quello dell’Italia. E’, questo, in estrema sintesi, il senso del prossimo incontro del caffè Letterario di Crema che vedrà protagonisti lo storico Giovanni De Luna e un gruppo di studenti dei licei Da Vinci-Racchetti. L’appuntamento è per le 20,45 di giovedì 19 aprile in sala Bottesini dell’istituto Folcioni (ingresso libero): lo storico Giovanni De Luna, docente di storia presso la Scuola di studi superiori dell’Università di Torino, presenterà il suo ultimo libro ‘La Repubblica inquieta, l’Italia della Costituzione 1946-48’ (Feltrinelli) e a intervistarlo saranno, appunto, alcuni studenti dei licei cremaschi Racchetti-Da Vinci. La serata sarà accompagnata, come di consueto, da alcuni brani sul tema eseguiti dagli allievi della classe Imparerock del civico istituto musicale Folcioni, guidati da Ruggero Frasson.

La serata, organizzata in collaborazione con il Comitato di promozione dei principi della Costituzione italiana di Crema, e resa possibile grazie al fondamentale contributo degli sponsor che sostengono l'attività del Caffé Letterario di Crema: Associazione Popolare di Crema per il territorio, Banca Cremasca e Mantovana, Fapes di Sergnano, Comitato Soci Coop di Crema, libreria Il Viaggiatore curioso di Crema, Icas di Crema, il quotidiano La Provincia di Cremona e Crema e, naturalmente, la Fondazione San Domenico che ospita gli appuntamenti.

De Luna sottopone alla lente di ingrandimento dello scienziato i primi anni di vita della nascente Repubblica, nel secondo dopoguerra, concluso il Ventennio fascista, all'alba dell'entrata in vigore della carta costituzionale, l'1 gennaio 1948, ancor oggi legge fondamentale dello stato italiano. Significativa la dedica di questo lavoro: “Alle italiane e agli italiani che vissero con passione e impegno gli anni di formazione della nostra Repubblica. In particolare a quelle e a quelli che hanno scelto di consegnare alla storia le loro memorie, raccontando quel periodo in modo da consentirci oggi di conoscerlo e riviverlo” .

La storia dell’Italia repubblicana, ricorda De Luna, comincia nel caos. La fine della guerra ha lasciato dietro di sé un paese logoro e diviso, ma soprattutto ha fatto emergere le fratture di lungo periodo che il fascismo aveva oscurato a colpi di propaganda e di retorica nazionalista. Nel 1945 il paese è costretto a fare i conti con le profonde differenze che lo attraversano da nord a sud. C’è squilibrio economico, infrastrutturale e demografico, ma anche divergenza sul piano delle reazioni alla fine del conflitto: la guerra non è stata vissuta da tutti allo stesso modo. Chi reagisce con energia, come gli operai del Nord, che dopo il rapporto con il Pci consolidato durante la guerra vogliono impadronirsi delle fabbriche, abita di fianco a chi torna da reduce e si ritrova improvvisamente senza riferimenti e senza lavoro. Dopo ‘La Resistenza perfetta’, De Luna sottopone i primi anni di vita della Repubblica italiana a un’indagine profonda e rigorosa. Cominciando con una domanda: “È vero che la Resistenza aveva sostanzialmente fallito ‘l’occasione storica’ di rinnovare profondamente le strutture portanti di questo paese?”. Eppure in quei tre anni (1946/1947/1948) era accaduto di tutto: il 2 giugno del 1946 i nostri nonni erano andati a votare e, per la prima volta dopo venti anni di dittatura, tutti erano stati in grado di esprimere una libera volontà. Aveva votato circa il 90% dell’elettorato “in una febbre di partecipazione politica vibrante come una molla troppo a lungo compressa da un regime totalitario”. Un’ansia di partecipazione lontana anni luce da quella che registriamo oggi, poco più di 70 anni dopo.

Per dipanare la complessità di questo periodo decisivo, De Luna costruisce una narrazione corale, fatta delle voci di una grande galleria di testimoni, a partire dalla storia personale di chi torna dalla guerra o va a cercare fortuna. negli Stati Uniti, fino ai grandi scenari della politica, che hanno per protagonisti Alcide de Gasperi, Palmiro Togliatti, Ferruccio Parri e Pietro Nenni. E ci costringe a riflettere sulla nostra identità e sul nostro passato, spingendoci a fare i conti con il capitolo più difficile, ma anche più appassionante, della nostra storia nazionale.

 

 

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