Martedì, 28 giugno 2022 - ore 23.59

LE LUNGHE LISTE D’ATTESA DEL SSN SPINGONO UNA PARTE DEI PAZIENTI A RINUNCIARE

CODACONS: FENOMENO SU SCALA NAZIONALE DA CUI NON E’ ESENTE LA LOMBARDIA IL CUI CAPOLUOGO FA REGISTRARE I COSTI PER CITTADINI PIU’ ALTI D’ITALIA IN TEMA DI SANITA’ PRIVATA

| Scritto da Redazione
LE LUNGHE LISTE D’ATTESA DEL SSN SPINGONO UNA PARTE DEI PAZIENTI A RINUNCIARE

Negli ultimi 12 mesi, l’81% di coloro che hanno cercato di prenotare visite specialistiche o esami diagnostici tramite il Servizio sanitario nazionale ha riscontrato difficoltà legate alla lunghezza delle liste d’attesa. È quanto emerge da una recente indagine sulla sanità pubblica, che mette in luce un quadro preoccupante. Infatti, per motivi legati alle tempistiche, il 70% di chi ha avuto problemi per visite mediche e il 60% di chi ne ha avuti per esami diagnostici ha scelto di rivolgersi a una struttura privata. Inoltre una parte degli intervistati ha deciso di rinunciare del tutto al servizio (5% per le visite; 4% per gli esami). Mentre il 27% (in media tra visite ed esami) ha aspettato fino alla data disponibile con il servizio pubblico (nello specifico, ha aspettato il 32% di chi doveva fare una visita e il 22% di chi doveva fare un esame). Di fronte alle difficoltà legate alle liste d’attesa, il 3-4% degli italiani intervistati ha cercato altre soluzioni. Ad esempio, c’è stato chi ha trovato un posto in ospedali più lontani, fuori provincia e anche fuori regione, chi ha continuato a chiamare finché non si è liberato un posto, chi ha scelto l’intramoenia (prestazione privata del medico in ospedale, comunque a pagamento ), chi ha prenotato tramite assicurazioni sanitarie, anche aziendali, chi ha chiesto aiuto a conoscenti. E chi è andato direttamente al Cup “per cercare un buco, era urgente”. Infine, qualcuno ha chiesto la visita a pagamento (in intramoenia) con addebito all’Asl (si tratta di un’opzione che può mettere in campo il Servizio sanitario quando non riesce a garantire i tempi per alcuni casi molto specifici).

 

Codacons: “Potrebbe apparire sorprendente per alcuni, ma la Lombardia non fa eccezione. Anzi al danno si aggiunge la beffa se si pensa che il capoluogo regionale risulta la città più costosa in Italia per la Sanità privata e non sempre i risultati sono all’altezza dei costi. Per informazioni sul tema, segnalazioni e per ricevere assistenza legale contattare lo Sportello S.O.S. Malasanità del Codacons all’indirizzo codacons.cremona@gmail.com o al recapito 347.9619322”. 

 

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