Venerdì, 03 luglio 2020 - ore 21.52

Mario Vespasiani interpreta la mascherina e l'opera diventa un richiamo alla consapevolezza

L'intero progetto è visibile on-line, mentre una parte è stata donata ad un centro di terapie inalatorie

| Scritto da Redazione
Mario Vespasiani interpreta la mascherina e l'opera diventa un richiamo alla consapevolezza Mario Vespasiani interpreta la mascherina e l'opera diventa un richiamo alla consapevolezza

Mario Vespasiani interpreta la mascherina e l'opera diventa un richiamo alla consapevolezza

L'intero progetto è visibile on-line, mentre una parte è stata donata ad un centro di terapie inalatorie

L'anno in corso verrà certamente ricordato come quello della grande emergenza sanitaria, dovuta dal diffondersi di un temibile virus su scala planetaria, ma anche come il tempo della viva solidarietà tra nazioni e cittadini, tra chi ha operato in prima linea e chi ha rispettato alla lettera regole e accortezze. Con lo stesso spirito di unità e di collaborazione Mario Vespasiani ha accettato l'invito della Galleria Opus di comunicare un messaggio di vitalità ma anche di consapevolezza, attraverso quel dispositivo di sicurezza che è la mascherina, che ciascuno è tenuto ad indossare in determinati contesti, nel rispetto della propria e dell'altrui salute.

Afferma Mario Vespasiani: "quando mi hanno invitato a disegnare una mascherina, ho pensato all'associazione di tre elementi contrastanti: la protezione, il celare il volto e il bavaglio. Ho così immaginato una figura con un riferimento simbolico evidente: la Tigre mistica, una presenza che sollecita, per via dei quattro occhi, a guardare oltre, a osservare meglio gli accadimenti. Per questo non è solo un oggetto da usare o magari da collezionare, ma è principalmente uno stimolo ad una più utile riflessione a riconoscere il vero".

Continua l'autore: "a livello estetico la mascherina è divisa in due parti, da un lato mette in evidenza l'aspetto mimetico e sull'altro presenta una miniatura, per limitare l'effetto museruola che una singola immagine avrebbe creato. La Tigre mistica è quella presenza che non si lascia imbrigliare e condizionare, ma segue vigile i fatti, per distinguere nella doppiezza dell'immagine e dello sguardo, le contraddizioni che si potrebbero verificare.

Le mascherine posso essere collezionate sul sito della galleria, mentre Mario Vespasiani ha deciso di donare la parte a lui destinata, ad un centro medico di eccellenza che si occupa proprio di contrastare l'insorgere di tali problematiche, in quanto da sempre sensibile alle tematiche sociali l'artista ha riconosciuto negli Ambulatori specialistici San Biagio di Fermo, un polo fondamentale per la prevenzione delle patologie respiratorie, mediante l'ausilio di specifiche terapie e delle cure naturali.

La Galleria Opus ha voluto promuovere questo progetto artistico invitando alcuni tra i più originali artisti contemporanei a realizzare tali opere, fino ad ora mai considerate, nello scopo e nell'utilizzo. Le Mascherine d'autore, prodotte in Italia in serie limitata, certificate e correlate di espositore, sono state ideate come risposta, anche d'impatto estetico, ad un elemento che impone la copertura della parte del corpo più evidente e identificativa della nostra persona: il viso, carta geografica individuale delle emozioni e della nostra storia. Ogni oggetto, oltre ad avere un effettivo valore artistico, può essere usato quotidianamente, diventando non solo uno strumento di protezione ma anche un mezzo che identifica una particolare sensibilità, a sostegno della cultura, settore tra i più colpiti dalla pandemia. Gli autori scelti dalla direzione, sono tutti di chiara fama, i quali aderendo immediatamente al progetto, con entusiasmo hanno concepito le Mascherine in maniera sorprendente. Ogni dispositivo, anche quando non sarà più necessario, potrà essere conservato come una vera e propria opera, che sintetizza l'urgenza del momento nel tocco inconfondibile di ciascun artista.

L'intera collezione è visibile sul sito curato dalla galleria Opus specifico del progetto: www.mascherinedautore.it

Nelle foto: la mascherina di Vespasiani e l'artista

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Mario Vespasiani nasce nel 1978. Inaugura la prima mostra non ancora ventenne e ad oggi ha esposto su tutto il territorio nazionale, in gallerie, musei, luoghi di culto e in contesti inusuali. Nel corso del tempo la sua ricerca ha interessato anche studiosi di discipline che vanno dalla teologia all’astrofisica, dall’antropologia alla filosofia. Si esprime attraverso un alfabeto simbolico che si fonda sulle rivelazioni della mistica cristiana e sulla pratica alchemica della pittura. Attento osservatore delle leggi naturali e degli insegnamenti della sapienza orientale, il suo lavoro va inteso come continuazione dell’opera creativa universale, da cui cogliere il sentimento spirituale. Espone giovanissimo ai Musei Capitolini di Roma con la mostra Gemine Muse, a 27 anni vince il primo Premio Pagine Bianche d’Autore, figura nel libro Fragili eroi di Roberto Gramiccia, sugli artisti italiani del futurismo ad oggi e sul Dizionario dell’Arte Italiana edito da Giancarlo Politi. Per essere stato tra i primissimi artisti ad aver impiegato la sua impronta pittorica ai nuovi materiali e alle recenti tecnologie, viene inviato nel 2012 dall’Accademia di Belle Belle Arti di Macerata a tenere una conferenza dal titolo: L’essenza e il dono. Arte, relazione e condivisione, dalla tela all’iPad. Nello stesso anno con le opere realizzate mediante l’iPad ed applicate su alluminio partecipa al Premio Termoli e di seguito alle storiche rassegne d’arte nazionali: nel 2014 al Premio Sulmona, nel 2015 al Premio Vasto, nel 2018 al Premio Marche. Durante la sua carriera le sue opere sono state poste in dialogo diretto con alcuni maestri dall’arte italiana, quali Mario Schifano, Osvaldo Licini, Lorenzo Lotto e Mario Giacomelli, in mostre intitolate La quarta dimensione.  Ha esposto nel 2011 al Padiglione Italia della Biennale di Venezia curato da Vittorio Sgarbi nella sede di Torino e qui con Imago Mundi alla Fondazione Sandretto Re Rebaudengo. Dal 2013 lavora a Mara as Muse, un progetto composto da dipinti, disegni, fotografie, libri e oggetti d’arte, che tratta del rapporto della presenza femminile nell’ispirazione artistica, la cui trilogia è stata presentata a fine 2017 alla Galleria d’Arte Moderna di Roma. Nel 2015 realizza delle opere in pura seta intitolate Storie di viaggiatori, territori e bandiere che espone come fossero vessilli, la cui performance si tiene nella Pinacoteca civica di Ascoli Piceno e in un happening sulla cima di un’antica torre. Nel mese di maggio esce Planet Aurum il suo primo libro interamente dedicato agli scritti e nello stesso anno la città di Fermo lo invita a dipingere il Palio dell’Assunta collegato alla personale Empireo. Nel 2016 è l’ideatore del festival sul pensiero contemporaneo La Sibilla e i Nuovi Visionari. Nel 2017 è stato in mostra a Venezia e Monaco di Baviera nella collettiva Our place in space promossa da NASA ed Esa che prosegue nel 2018 in un tour mondiale. Nello stesso anno organizza Indipendenti, Ribelli e Mistici, una rassegna di incontri interculturali che ha coinvolto numerosi studiosi provenienti da vari ambiti. Sempre nel 2017 il Museo Storico dell’Aeronautica Militare di Vigna di Valle ha celebrato il quarantennale con la sua mostra personale dal titolo Fly Sky and Air.  Nel 2018 inaugura la mostra Lepanto dedicata alla famosa battaglia, nel Museo Diocesano di Gaeta dove è conservato lo stendardo della flotta. Nel maggio 2019 è stata presentata al Museo d’Arte Contemporanea di Roma (MACRO) la quarantesima pubblicazione dedicata al suo lavoro. Nello stesso anno si tiene la mostra Underworld dedicata al tema dell’inconscio visto attraverso la metafora delle creature marine, successivamente si sono svolte le personali dal titolo Il tempo dei trentasei giusti a Villa Caldogno nel vicentino e al Museo Michetti in Abruzzo, la mostra Eschatology, opere monumentali sul mistero ultimo. Nel 2020 durante l'emergenza sanitaria globale, si è dedicato al progetto artistico-sociale Per aspera ad Astra, attraverso il quale è riuscito a coinvolto un pubblico internazionale mediante l'uso dei social network, invitando chiunque a descrivere il periodo del lockdown con fotografie di dettagli astratti del contesto quotidiano.

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