Venerdì, 17 novembre 2017 - ore 18.43

Piacenza La volontà politica di supportare il centro antiviolenza è fuori discussione

L’assessore Cugini, “Fuori discussione l’impegno del Comune a supporto delle donne vittime di violenza”.

| Scritto da Redazione
Piacenza La volontà politica di supportare il centro antiviolenza è fuori discussione

“La volontà politica di supportare il centro antiviolenza, così come la casa rifugio per le vittime di abusi e maltrattamenti, è indiscussa e si è concretizzata, in questi anni, con l’impiego di soldi della collettività, anche supplendo a ritardi o inadempienze a livello provinciale, regionale e nazionale”. Così l’assessore al Nuovo Welfare Stefano Cugini ribadisce, a seguito delle critiche espresse nei giorni scorsi a margine dell’incontro pubblico organizzato da Telefono Rosa, l’impegno del Comune di Piacenza, ricordando innanzitutto “lo stanziamento di 13 mila euro, sia nel 2013 che nel 2014, erogato all’associazione per sostenere il funzionamento della casa di accoglienza per le donne che subiscono violenza. Nel 2015 – prosegue Cugini – sono stati proposti, ideati, progettati e finanziati gli interventi di potenziamento e ampliamento dei servizi offerti, per una spesa pari a 109.164,37 euro, in parte concessi direttamente a Telefono Rosa e in parte affidati a Asp Città di Piacenza, braccio operativo del Comune e coordinatore provinciale del programma”.

“Il 4 settembre del 2015 – rimarca Cugini – abbiamo sottoscritto insieme ai Comuni di Castelsangiovanni e Fiorenzuola, l’Azienda Usl, la Fondazione di Piacenza e Vigevano e la stessa Asp, il Protocollo mirato a implementare e potenziare le attività di ascolto e accoglienza sul territorio provinciale. Ne è derivata l’assegnazione del finanziamento citato, garantito dalla Regione e dal Dipartimento delle Pari Opportunità della Presidenza del Consiglio. In questo modo le strutture cittadine già esistenti e sovvenzionate dal Comune di Piacenza sono state ampliate per rispondere alle esigenze dell’intera provincia, incrementando, fino a triplicare, i posti di accoglienza”.

Alla scadenza del Protocollo, il 31 dicembre 2015, “solo il Comune di Piacenza si è impegnato a proseguire con risorse proprie – riafferma l’assessore Cugini – mettendo a disposizione altri 83.600 euro erogati in quota parte a Telefono Rosa e Asp che, ripeto a scanso di equivoci, gestisce per conto e su mandato dell’Amministrazione comunale i servizi in questione. Per quanto attiene il 2017, a fronte della regolare rendicontazione di Telefono Rosa sul primo trimestre, il Comune di Piacenza ha già versato 15.000 euro, che si conta di recuperare dallo stanziamento ministeriale promesso, ma non ancora arrivato. Vanno aggiunte altre risorse legate a un progetto regionale (circa 22.000 euro) e a un ulteriore programma della Presidenza del Consiglio dei Ministri, di cui il Comune di Piacenza è stato capofila nella stesura e per il quale svolgerà un ruolo di coordinamento tecnico e rendicontazione amministrativa anch’essi piuttosto impegnativi”.

Il sostegno al funzionamento della casa di accoglienza per donne vittime di violenza è garantito – “come attestano le risorse collettive spese”, chiosa l’assessore – in conformità con le indicazioni della legge regionale 2 del 2003, che inserisce tale struttura nei livelli essenziali delle prestazioni  sociali. “È evidente – spiega Cugini – che il Comune di Piacenza non può finanziare da solo un centro a valenza provinciale: per questo ci si aspetta un contributo anche dai territori di Levante e Ponente. È altrettanto palese che il Comune può al massimo anticipare parte del finanziamento nazionale, ma non può integralmente liquidarlo prima che questo sia corrisposto. Un paio di settimane fa abbiamo ricevuto le ultime rassicurazioni della Regione circa i 45 mila euro annui di riparto dei fondi antiviolenza 2017 e 2018, che tuttavia a oggi non sono ancora stati erogati”.

“Sospendendo i giudizi sulle basse strumentalizzazioni da cui qualche candidato non ha saputo astenersi – conclude l’assessore Cugini – è sinceramente difficile capire come, a fronte di questi dati oggettivi, si possano avanzare dubbi sulla nostra volontà politica di supportare il Centro antiviolenza. Un dovere civico e istituzionale per il quale non sono certo richiesti ringraziamenti, ma quantomeno l’onestà intellettuale di tener conto della realtà dei fatti”.

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