Una giornata di grande soddisfazione e forti emozioni al Campus di Cremona del Politecnico di Milano, dove oggi, martedì 20 ottobre, 13 studenti hanno conseguito il titolo di Laurea Magistrale in Ingegneria: 2 in Agricultural Engineering e 11 in Music and Acoustic Engineering.
Dopo le discussioni delle tesi, le cerimonie di proclamazione hanno concluso due percorsi formativi che, pur rivolgendosi ad ambiti differenti, condividono un forte orientamento all'innovazione tecnologica, alla ricerca e alla multidisciplinarità.
Anche questa sessione ha confermato il respiro internazionale dei corsi di studio, con cinque laureati provenienti da Sudan, Egitto, Spagna, Francia e Cina, a testimonianza dell'interesse che l'offerta formativa del Campus di Cremona suscita anche oltre i confini nazionali.
Dietro ogni laurea ci sono anche scelte personali, passioni, esperienze e incontri che contribuiscono a rendere unico il percorso universitario. Lo raccontano Paolo Viviani e Pietro Callandrone, due dei protagonisti della giornata, le cui storie mostrano come interessi diversi possano trovare nell'ingegneria nuove opportunità di crescita e applicazione.
Paolo Viviani, laureato in Agricultural Engineering, arriva da una formazione triennale in Viticoltura ed Enologia. A spingerlo verso l'ingegneria è stata un'esperienza di ricerca sulle biotecnologie vegetali, durante la quale ha compreso le potenzialità dell'automazione e dell'analisi delle immagini per rendere più efficienti le attività di laboratorio. «Da questa esigenza concreta è nato il mio interesse per gli approcci quantitativi e per l'automazione», racconta.
Un interesse che lo ha portato nei Paesi Bassi, dove ha sviluppato la propria tesi presso la Wageningen University & Research e successivamente svolto uno stage come Machine Learning Engineer presso Genetwister Technologies, lavorando a una piattaforma per l'analisi automatica delle immagini delle piante.
Un'esperienza importante anche dal punto di vista personale e professionale: «Nei Paesi Bassi viene attribuita grande importanza allo studio autonomo, all'iniziativa personale e a una comunicazione diretta e trasparente», sottolinea Paolo, che durante gli anni universitari ha scelto anche di partecipare attivamente alla vita studentesca entrando nella Consulta Interuniversitaria del Comune di Cremona.
Guardando al futuro, vorrebbe continuare a sviluppare tecnologie per la ricerca vegetale, ma con uno sguardo aperto anche ad altri settori: «Questa versatilità mi motiva a proseguire in un percorso che unisca competenze biologiche, analisi quantitativa e sviluppo tecnologico, con l'obiettivo di creare strumenti capaci di trasformare grandi quantità di dati in informazioni utili per la ricerca e per applicazioni concrete.»
Per Pietro Callandrone, laureato in Music and Acoustic Engineering dopo una Laurea Triennale in Ingegneria Informatica frequentata al Campus di Cremona, il filo conduttore è invece la passione per la musica.
«La musica è sempre stata una costante nella mia vita», racconta Pietro, che fin da piccolo si è avvicinato a diversi strumenti, dal violino alla batteria, fino alla produzione musicale e al sound design. «Music and Acoustic Engineering mi è sembrato il percorso più naturale possibile per mettere insieme questi due mondi, approfondendo non solo il lato creativo della musica, ma anche quello tecnologico e scientifico che sta dietro al suono.»
Proprio le competenze nell'elaborazione dei segnali audio e nel deep learning lo hanno portato a sviluppare una tesi dedicata alla separazione automatica dei suoni cardiaci e respiratori, un tema con possibili applicazioni nel settore biomedicale e nella telemedicina.
«L'obiettivo della mia tesi è stato sviluppare un sistema in grado di partire da una registrazione in cui il suono del cuore e quello della respirazione sono sovrapposti e separarli automaticamente in due segnali distinti», spiega Pietro. Una tecnologia che potrebbe facilitare l'analisi delle registrazioni effettuate attraverso gli stetoscopi elettronici: «Riuscire a ottenere segnali più puliti e specifici per ciascuna sorgente può rendere più efficace la successiva analisi dei segnali cardiorespiratori».
Accanto agli studi e ai progetti, Pietro sottolinea anche il valore dei legami costruiti durante l'esperienza universitaria a Cremona: «Sicuramente le persone che ho conosciuto sono una delle parti più importanti che porterò con me di questa esperienza universitaria.»
Per il futuro vorrebbe continuare a lavorare nello sviluppo di tecnologie audio, senza escludere il settore biomedicale, dove le competenze acquisite possono trovare applicazioni concrete.
Due percorsi diversi, accomunati dalla curiosità e dalla volontà di trasformare passioni e competenze in progetti concreti. Storie che raccontano il valore di una formazione ingegneristica capace di aprire nuove prospettive, favorire il confronto internazionale e mettere l'innovazione al servizio di esigenze reali.


