Domenica, 09 agosto 2020 - ore 00.51

82 mld a fondo perduto all’Italia e 127 di prestiti

Conte : ''Ora il paese riparte''

| Scritto da Redazione
82 mld a fondo perduto all’Italia e 127 di prestiti

"Ora possiamo far ripartire l’Italia" dice un soddisfatto Giuseppe Conte al termine del lunghissimo Consiglio europeo che ha visto vincere la linea dell’Italia e degli altri paesi del Sud Europa - grazie al decisivo sostegno di Germania e Francia - a Bruxelles.

"Merkel e Macron salvano l’Italia" titolano e/o commentano stamattina i giornali di area centrodestra e non solo. In realtà salvando l’Italia - ma anche Spagna, Grecia, Portogallo e cosi via - è chiaro che Berlino e Parigi salvano anche se stessi e l’Ue, contro l’egoismo miope dei falchi del Nord, i frugali Olanda, Austria, Danimarca, Svezia e Finlandia

Salvo è il disegno europeo che (sicuramente migliorabile) in queste oltre 90 ore di accesissimo confronto ha rischiato di naufragare, probabilmente senza possibilità di salvataggio. E se è vero che il bilancio pluriennale Ue ne esce ridotto (l'impegno di spesa complessivo è di 1074 miliardi) qualcosa si doveva pur sacrificare, a meno di non voler far andare gambe all’aria mezza Europa.

Il Recovery fund o Next Generation Eu che dir si voglia resta confermato in 750 miliardi di euro, anche se c’è stata una riduzione dei sussidi dai 500 miliardi inizialmente previsti a 390 miliardi. All’Italia secondo l’accordo andranno 208,8 miliardi, di cui quasi 82 (81,4) di sussidi a fondo perduto, un po’ meno rispetto alla prima proposta della commissione Ue.

Il resto, 127,4 mld, cioè +36 miliardi rispetto alla prima formulazione della Commissione, saranno erogati sotto forma di prestiti da restituire a condizioni pare molto agevolate.

Gli spartani d’Europa hanno ottenuto chiaramente una contropartita per essersi dovuti piegare alla linea del Sud: al di là della voce grossa un crollo dell’Italia avrebbe avuto ripercussioni pesanti anche per loro, Olanda e Austria in testa. I rimborsi annui Ue (rebate) aumentano per l'Olanda fino a 1,931 miliardi, all'Austria andranno 565 milioni, alla Svezia 1.069 miliardi, alla Danimarca 322 milioni di euro. Per la Germania, gran mediatrice, si parla di 3,671 miliardi.

Il premier olandese Rutte, capofila dei frugali, alla fine twitta "è un buon pacchetto che salvaguarda gli interessi olandesi e rende l'Europa più forte e resiliente".

Di sicuro l’Italia sarà sorvegliata speciale per come spenderà queste risorse. Matteo Renzi nel fare i complimenti a Conte ha subito avvertito che ora servono riforme degne di questo nome, ma nessun paese da solo potrà dirci autonomamente come impiegare quei soldi.

Controllo ed eventuale "re-indirizzamento" sulle riforme dovranno passare sempre per il Consiglio europeo. Il cosiddetto freno di emergenza al Recovery potrà essere tirato solo in casi eccezionali e comunque non automaticamente come chiedeva Rutte.

Ursula von der Leyen, presidente della Commissione europea, parla a ragione di un risultato "storico", aggiungendo che "questa volta l'Europa non può essere accusata di aver fatto troppo poco e troppo tardi". "Giornata storica" anche secondo il presidente francese Emmanuel Macron.

Per il premier italiano Giuseppe Conte il nostro paese, con il "28%" delle risorse di Next generation EU per affrontare la crisi economica causata dal lockdown da Covid-19, avrà "una grande responsabilità. Abbiamo la possibilità di far ripartire l'Italia con forza, di cambiare volto al nostro Paese. Ora dobbiamo correre, utilizzando questi soldi per investimenti, per riforme strutturali".

Conte non manca di ringraziare la sua squadra, i partiti di maggioranza, ma "anche le forze di opposizione. Soprattutto alcuni loro esponenti che, pur tra legittime critiche, hanno ben compreso l'importanza storica della posta in gioco". Il riferimento è a Forza Italia e a Fratelli d’Italia, con Tajani e Meloni che ieri - a trattative ancora aperte - avevano espresso il loro pieno sostegno alla tenacia del presidente del Consiglio.

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