Domenica, 07 marzo 2021 - ore 00.28

A proposito del Bilancio che sta per approdare in Consiglio Comunale a Crema| Antonio Agazzi

Nelle relazioni illustrative al Documento unico di programmazione (DUP) 2021-2023 ritroviamo, ovviamente, la usuale narrazione auto celebrativa, impegnata a nascondere i tanti errori e fallimenti

| Scritto da Redazione
A proposito del Bilancio che sta per approdare in Consiglio Comunale a Crema| Antonio Agazzi

A proposito del Bilancio che sta per approdare in Consiglio Comunale a Crema| Antonio Agazzi

Giunge al vaglio del Consiglio Comunale di Crema un Bilancio che si pone in una linea di continuità - ahimè non virtuosa - con i precedenti predisposti dalle Amministrazioni Bonaldi 1 e 2: si ripropone la consueta carenza di strategia di una Giunta che si avvia stancamente a concludere il proprio mandato - nel caso del Sindaco e dell’Assessore ai Lavori Pubblici...il proprio decennio -, senza aver maturato un’idea di città e di territorio, lasciando irrisolti troppi nodi cruciali, esibendo una disarmante povertà di progetti e investimenti di rilievo, eccezion fatta per il superamento della barriera ferroviaria del Viale di Santa Maria della Croce, che arriva a maturazione alla fine di un decennio di governo, grazie al fondamentale concorso progettuale e finanziario di Regione Lombardia - quella “cattiva”, nella quotidiana rappresentazione che ne fa l’ingrato centro-sinistra locale - e di Rete Ferroviaria Italiana. Prendendo in prestito una delle fulminanti battute del compianto Presidente Giulio Andreotti, possiamo, a buon diritto, affermare che le Amministrazioni Bonaldi si sono accontentate di traccheggiare,  dal momento che “è meglio tirare a campare che tirare le cuoia”.

Nelle relazioni illustrative al Documento unico di programmazione (DUP) 2021-2023 ritroviamo, ovviamente, la usuale narrazione auto celebrativa, impegnata a nascondere i tanti errori e fallimenti che hanno prodotto situazioni critiche e fatto la fortuna di legali e consulenti, gli appalti e le gestioni non andati a buon fine in quanto fin da principio mal congegnati, nonché i progetti accantonati come nulla fosse, dopo essere stati a lungo al centro della grancassa politico-mediatica (il primo appalto di CREMA 2020, la gestione della Piscina Comunale, quella dei parcheggi a pagamento, il nodo sempre più aggrovigliato del riuso dell’immobile dell’ex Tribunale, il Palazzetto dello Sport sparito dagli obiettivi, le ex carceri scomparse dalle alienazioni, la fallimentare convenzione relativa al recupero dell’Ecomostro di Via Indipendenza, quella inerente la chimera della cioccolateria di Porta Serio, le varianti inconcludenti, i recuperi/le riqualificazioni di aree strategiche quali ‘Stalloni’ e ‘Pierina’...all’anno zero, l’abbattimento della barriere architettoniche del quale molto si parla e pochissimo si realizza, l'Università che a Crema ormai è solo un ricordo, il recupero del ex Misericordia - finalizzato alla realizzazione di un Polo Alzheimer - che pare nuovamente accantonato, il futuro della Fondazione Opera Pia Marina Climatica cremasca e, soprattutto, del suo patrimonio che rischia la svendita, l’indebolimento della Fondazione e del Teatro San Domenico...).

Mi ha colpito particolarmente il fatto di non aver trovato una riga - nella relazione del Sindaco-Assessore allo Sport - in merito alla Piscina Comunale e all’improvvidamente beneficato e controverso gestore della medesima (Sport Management): forse imbarazza anche solo parlarne. Ho rinvenuto, invece, “ben quattro righe” relativamente all’area degli ‘Stalloni’, nella relazione dell’Assessore Cinzia Fontana, dalle quali, tuttavia, non trapela un’idea che sia una di contenuto rispetto all’ipotetica riqualificazione.

Si capisce dalle relazioni degli Assessori Bergamaschi (LL.PP) e Gramignoli (Commercio) che la proposta del Consigliere di Maggioranza Rossi di trasferire il Mercato all’interno del complesso degli Stalloni non è nei piani della Sua Giunta, visto che la medesima investe ancora sulla riqualificazione del Mercato coperto di Via Verdi.

Circa l’area della Pierina, il Sindaco discetta di uno sviluppo compatibile con la “funzione ludico-ricreativa-sportiva” ma anche con quella relativa a “servizi complementari a formazione e ricerca”. Vi fosse stata l’Università ancora attiva tutto ciò avrebbe avuto senso, sostanziandosi in un campus affiancato da impianti sportivi destinati agli studenti ma anche ai nostri concittadini. Ma, ahimè, in Via Bramante, nonostante il Sindaco continui a parlare di “sito universitario”, rientrata a Milano Informatica e avviandosi UNIMI a recedere dal proprio ruolo di comodatario dell’immobile che la ospitava, di universitario resta poco o nulla, allo stato attuale.

Lo certifica - non so se si tratti di un lapsus o di deliberata volontà - Cinzia Fontana laddove, nella Sua relazione, accenna all’immobile dell’...”ex Università”. In ogni caso, è curioso che sia in atto una relazione con il Politecnico di Milano (Polo di Mantova) per studiare le potenzialità dell’area comprensiva della ex Cascina Pierina e, contemporaneamente, l’Area Omogenea cremasca abbia coinvolto un altro Politecnico - quello di Torino - e ANCI Lombardia per dar vita, sulla medesima area, alla sperimentazione di un progetto di rigenerazione territoriale: vien da dire che tutto è sempre al palo, da decenni, ma la platea di chi è chiamato a...studiare è anche eccessivamente affollata.

Tornando all’impianto del Bilancio, se è vero che si tratta di un documento in sostanziale, non produttiva continuità con i precedenti, non mancano, tuttavia, due macroscopiche inversioni a U:

- “dopo otto anni nei quali l’Amministrazione” cito il Sindaco “si è concentrata nella riduzione dell’indebitamento del Comune” (penso si riferisca al decennio a guida Ceravolo) e dopo non aver raccolto l’appello dello scorso anno - lanciato dal Gruppo di Forza Italia - ad accedere a mutui, perché lo scotto che i cittadini pagavano, a causa della rinuncia a farlo, era quello della dilagante incuria in cui veniva lasciata la città, delle mancate manutenzioni, ebbene quest’anno si accede a mutui per 1.550.000 euro per finanziare quelle che vengono definite ‘due opere importanti’: la manutenzione straordinaria del Ponte di Via Cadorna e...il potenziamento delle luci dello Stadio Voltini.

E siccome sono, evidentemente, un po’ in imbarazzo nel fare oggi ciò che lo scorso anno si sono rifiutati di fare, respingendo la nostra proposta, ci spiegano che i mutui sono debiti che si lasciano in eredità a chi viene dopo, per cui non possono essere assunti per ‘tappare le buche o manutenere i parchi’, ma per ‘opere importanti’.

Passi per il Ponte di Via Cadorna, ma se chiedessimo ai cittadini - in una logica di Bilancio partecipato...mai adottata, per altro - se considerino più...importante il decoro della città o il potenziamento dell’illuminazione del Voltini, sicuri che opterebbero per il secondo? Dubito fortemente. E poi, vien da chiedere per quale ragione abbiano tanto polemizzato circa l’indebitamento finalizzato alla realizzazione del sottopasso di Via Indipendenza (a mezzo leasing in costruendo): l’opera era meno importante del potenziamento delle luci del Voltini? Ovvio che il problema era un altro: non l’avevano fatto Loro ma l’Amministrazione Bruttomesso;

- la seconda inversione a U è relativa “all’ambizioso, quanto necessario piano di assunzioni 2021”, cito il Sindaco. Peccato che, per anni, lo stesso Sindaco-Assessore al...Personale abbia menato vanto circa la virtuosa politica di contenimento della spesa relativa al...Personale. Ora si accorge che dal 2012 - anno in cui si è insediata - i dipendenti comunali sono scesi da 218 a 161, con una contrazione di 57 operatori e, quindi, ‘occorre prevedere un riequilibrio’, specie relativamente ai “servizi tecnici” e alla “Polizia Locale”. E qui si capisce la vera ragione per cui l’anno scorso non hanno voluto accedere a mutui: non avevano pronti progetti da finanziare e realizzare, per via della Loro cronica mancanza di idee ma anche perché, avendo compromesso la macchina comunale, non erano in condizione di cogliere un’opportunità apertasi, dopo anni di vincoli, per altro con la copertura politica della minoranza, addirittura proponente.

E si comprende anche perché la città è presidiata in modo insufficiente dalla Polizia Locale e perché nel DUP non si accenna neanche più al tema del Vigile di quartiere.

Da ultimo, un riferimento all’Asilo Nido che, a lungo, hanno legato all’improbabile riqualificazione dell’Ecomostro di Via Indipendenza/San Carlo, a opera di quella Gerundo Center di Riccardo e Antonio Denti cui hanno accordato un cambio di destinazione d’uso; ebbene, venuta meno tale ipotesi, in nessuna relazione si menziona il luogo in cui verrà edificato: che non lo sappiano ancora neppure Loro?

 

Antonio Agazzi

Capo Gruppo di Forza Italia in Comune a Crema.

 

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