Venerdì, 20 settembre 2019 - ore 11.59

Bodini ha lasciato il PD. Quanta amarezza nel vedere lo sfaldamento di questo partito di Gian Carlo Storti

Paolo Bodini è stato il simbolo della costruzione di un centrosinistra plurale che, nel solco dell’Ulivo, ha portato ad una nuova e bella fase della storia amministrativa e politica di Cremona. Oggi lascia il Pd come molti altri: che amarezza vedere l’erede della ‘sinistra’- il Pd per l’appunto- sfaldarsi e rimpicciolire la sua area di rappresentanza

| Scritto da Redazione
Bodini ha lasciato il PD. Quanta amarezza nel  vedere lo sfaldamento di questo partito di Gian Carlo Storti

Bodini ha lasciato il PD. Quanta amarezza nel  vedere lo sfaldamento di questo partito di Gian Carlo Storti

Paolo Bodini è stato il simbolo della costruzione di un centrosinistra plurale che,  nel solco dell’Ulivo, ha portato ad una nuova e bella fase della storia amministrativa e politica  di Cremona. Oggi lascia il Pd come molti altri: che amarezza vedere l’erede della ‘sinistra’- il Pd per l’appunto-  sfaldarsi e rimpicciolire la sua area di rappresentanza.

Delle lettera di Paolo Bodini, che annuncia la sua uscita dal PD, mi hanno colpito queste due frasi:

  1.  Ho deciso di aderire all’area che vuole rifondare un nuovo centrosinistra richiamandosi alla  esperienza ulivista (MdP, Pisapia, Possibile) con l’intento di lavorare perché si trovi una  fusione/federazione di queste forze  prima delle elezioni e costringere il PD a dichiarare da che parte  vuol stare con la chiarezza che finora è mancata. 
  2. Il PD resta chiaramente nella mia visione un forte baluardo democratico, interlocutore obbligatorio, ma anche privilegiato per qualunque progetto politico significativo.

Il tutto è abbastanza chiaro. La svolta ‘centrista’ che Renzi ha impresso in questi anni al Pd, erede della ‘sinistra’ e nuovo simbolo del centrosinistra Ulivista non va giù. Sono in  molti tra i fondatori del Pd che hanno già lasciato questo  partito  non  più considerato di centrosinistra. L’esito del congresso , con la riconferma di Renzi , preceduto da pochi giorni dalla fuoriuscita di quei compagni che poi hanno fondato Art.1 ed MDP, nonostante le candidature alternative  di Orlando ed Emiliano  non rassicurano sulla collocazione politica nel centrosinistra. Nemmeno la figura di Martina , come vice segretario,  rassicura.

In questi giorni dove si discute poi di legge elettorale il sospetto che in prospettiva vi possa essere una alleanza con Forza Italia , nei militanti ulivisti e non solo, è molto forte.

A me fa tristezza vedere che l’area di rappresentanza  del PD , a sinistra, si stia fortemente riducendo ancora. E non credo che Renzi sia in grado , con questo sistema elettorale  proporzionale recuperare l’elettorato di  centrodestra. Penso che quegli elettori daranno il loro voto ad una delle tre formazioni politiche di centro destra che rimarranno in campo, ovvero a Forza Italia, alla destra della Meloni ed alla Lega Nord.

Non so se a sinistra del PD si creerà lo schieramento che, oltre a Bodini, sperano in tanti. La sinistra è sempre stata brava a dividersi e non ad unirsi. Si vedrà.

Personalmente ho rinnovato la tessere del PD, ho votato Orlando e  guardo con attenzione al sistema elettorale che uscirà ed alle modalità di scelta dei candidati anche locali.

Sul sistema elettorale però devo dire che se , questa volta, si riesce ad approvarne uno ampiamente condiviso non è un male per il sistema democratico italiano, anzi.

Io ritengo che il Pd, alle prossime elezioni, debba guardare a sinistra e proporre questo tipo di alleanza e non quella con Forza Italia.

Ed è in conseguenza di ciò che molti elettori voteranno. Il voto non è più ideologico e quindi molto mobile. Inoltre in questo sistema ‘alla tedesca’ il voto sarà molto ‘identitario’ e questo Pd con segretario Renzi ha proprio questo limite e cioè di essere un soggetto indistinto che fa fatica ad intercettare i valori ed i sentimenti di tutta un’area riformista e di sinistra che è stata, qualche anno or sono, l’ossatura del partito democratico.

Nulla è scontato quindi.  Vedremo.

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