Mercoledì, 22 gennaio 2020 - ore 09.56

Cgil Il decreto fiscale nasconde un condono

Perniciano (Cgil) a RadioArticolo1: "Il testo del governo lo applica alle cartelle Equitalia". Il dl "è una stampella per la legge di bilancio, a cui fornisce quattro miliardi: ma non sono risorse certe, anzi reperirle tutte è altamente improbabile"

| Scritto da Redazione
Cgil Il decreto fiscale nasconde un condono

Nel decreto fiscale del governo, attualmente in esame alle commissioni Bilancio di Camera e Senato, "di fatto si mette in atto un condono: un condono che riguarda le cartelle di Equitalia". Così il responsabile delle Politiche fiscali della Cgil, Cristian Perniciano, ai microfoni a RadioArticolo1 nel corso della trasmissione Italia Parla  

Non viene modificato nulla nella formazione delle sanzioni e negli interessi di mora, osserva il sindacalista. "Si sta chiedendo ai debitori - quindi - di pagare in parte il loro debito con il fisco senza modificare assolutamente le norme con cui questo debito viene a crearsi: Poi c'è la riapertura della voluntary disclosure (collaborazione volontaria, ndr), del rientro dei capitali che addirittura doveva essere un rientro anche dei contanti detenuti in Italia: questo avrebbe significato dare alla criminalità la possibilità di riciclare il denaro derivante non solo dall'evasione, ma anche da altre e più gravi attività illecite".

In generale, la logica del decreto fiscale "fornisce oltre quattro miliardi alla legge bilancio con entrate tutte teoriche: se davvero si reperiscono due miliardi con le cartelle Equitalia, se davvero si creano oltre due miliardi con la riscossione applicata al nuovo regime delle comunicazioni Iva, e se arrivano 1,6 miliardi dalla collaborazione volontaria, allora diventa una stampella per la legge di bilancio". In ogni caso, reperire queste somme resta "altamente improbabile".

La Corte i conti ha espresso dubbi sulla capacità del decreto fiscale di garantire coperture certe alle uscite previste in legge di bilancio. "È un problema rispetto all'Europa - afferma Perniciano -, ma è anche un problema politico che riguarda l'organizzazione della legge di bilancio. Tutti i provvedimenti previsti - a suo avviso -, come il bonus maternità o la proroga del bonus diciottenni, vengono finanziati con risorse che non sono certe".

La stima sulle entrate fiscali "è tutta teorica", considerando che “l'anno scorso in molti non hanno aderito alla collaborazione volontaria: perché dovrebbero farlo adesso? L'idea che questo provvedimento possa raccogliere un miliardo e 600 milioni di euro è un esercizio di grande ottimismo". Se le risorse non entrano nelle casse dello Stato inoltre una manovra aggiuntiva tra qualche mese "è molto probabile", conclude (E.D.N.).

Fonte Rassegna sindacale

 

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