Lunedì, 02 agosto 2021 - ore 08.36

Crema I MONDI DI CARTA CHIUDONO IL CAPITOLO OTTAVO, L’EDIZIONE DEL CORAGGIO

Domenica 11 Ottobre alle ore 23.00 al Teatro San Domenico, i Mondi Di Carta hanno portato in stazione, in perfetto orario, l’ottava edizione intitolata “Ricordando, Ripensando, Ripartendo” e dedicata alla città di Crema e a tutti i suoi cittadini i quali, nonostante la dura prova del Covid, hanno saputo reagire con senso di responsabilità.

| Scritto da Redazione
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Crema I MONDI DI CARTA CHIUDONO IL CAPITOLO OTTAVO,   L’EDIZIONE DEL CORAGGIO

Domenica 11 Ottobre alle ore 23.00  al Teatro San Domenico, i Mondi Di Carta hanno portato in stazione, in perfetto orario, l’ottava edizione  intitolata “Ricordando, Ripensando, Ripartendo” e dedicata alla città di Crema e a tutti i suoi cittadini i quali, nonostante la dura prova del Covid, hanno saputo reagire con senso di responsabilità.

Terminava infatti a quell’ora l’emozionante pièce tratta da un romanzo di Mauro Corona, scritta e interpretata da un istrionico Luigi Ottoni insieme ai musicisti  Dante Borsetto e Giò Bressanelli, evento di chiusura della manifestazione.

Questa mattina sulla pagina Facebook dell’Associazione è comparso un post a firma di Antonio Bozzo, giornalista e socio dei Mondi nonché conduttore di alcuni fra i più apprezzati incontri della manifestazione, che più e meglio di ogni comunicato stampa “ufficiale” riassume e comunica il senso di una manifestazione capace di porsi in sintonia con l’attualità più stringente e tuttavia capace anche di ironica divagazione e di leggerezza “ché non è superficialità, ma planare sulle cose dall’alto, non avere macigni sul cuore”, come scriveva Italo Calvino nelle celebri “Lezioni Americane”.

Questo il testo del suo intervento social: “Stiamo già pensando alla prossima edizione, quella del 2021? Ancora no, per adesso siamo contenti di come si è svolta, a Crema, la kermesse “I Mondi di Carta” del 2020 - anno quantomai difficile -, conclusa ieri, domenica 11 ottobre. Andrée Ruth Shammah ha parlato della ripartenza dei teatri, ricordandone l’alto valore non solo culturale, ma anche economico, per l’indotto cui danno origine. E ha raccontato la sua storia, dai tempi di Strehler al Piccolo, alla fondazione del Parenti (prima Pierlombardo), alla sua unica regia lirica (voluta dal cremasco Angelo Dossena, tra i fondatori del Festival: Angelo è morto ormai da tre anni). Poi c’è stato Ferruccio de Bortoli, in colloquio con Walter Bruno: ha pacatamente parlato di futuro, dando un’iniezione di ottimismo, pur senza rinunciare a mettere in luce i punti critici di una rinascita che si annuncia difficile. Ma la kermesse cremasca, organizzata dall’associazione culturale di cui è presidente Enrico Tupone, ha messo in campo incontri, degustazioni, musica e spettacoli apprezzati dal pubblico. Come - ne cito solo alcuni dell’ultima giornata - le degustazioni di caffè e brioche e di olio d’oliva, entrambe curate da Annalisa Andreini (ho fatto in tempo a seguire alcuni minuti quella sull’olio, condotta da Maria Paola Gabusi); gli esercizi erculei di Alessandro Bosio; la ricercatrice Agata Marta Soccini; il medico chirurgo e osteopata Paola Villani. A chiudere la kermesse, un bellissimo spettacolo con Luigi Ottoni, attore molto conosciuto, Dante Borsetto, fisarmonicista, e Giò Bressanelli, chitarrista e cantante. Titolo: “La fine del mondo storto”, tratto da un romanzo di Mauro Corona. Contro il mondo storto, Festival come questo servono, eccome”.

Si è rivelata positiva la scelta del San Domenico come quartier generale della manifestazione, con i suoi spazi confortevoli e compatibili con le esigenze imposte dalle normative anti-Covid, correttamente rispettate dall’organizzazione, dagli ospiti e dal pubblico, con compostezza e grande disponibilità.

Grande successo anche per la mostra di Marcello Ginelli: i suoi racconti fotografici sulla Cuba “dal tramonto all’alba” sono stati particolarmente apprezzati dal pubblico; chi l’avesse persa può ancora visitarla fino al 18 Ottobre.

Commenta così Walter Bruno, direttore della comunicazione del Gruppo Humanitas e socio dei Mondi di Carta: “Abbiamo avuto coraggio e determinazione, abbiamo dato un segnale forte alla città e alle istituzioni. Abbiamo coinvolto ospiti di grande qualità e fine pensiero. Abbiamo celebrato i cremaschi next gen aprendo un fronte nuovo. Abbiamo collaborato con altre associazioni culturali in un momento difficile. Dobbiamo migliorare la comunicazione per valorizzare al massimo questo sforzo collettivo attirando pubblico organizzato per interessi”.

E mentre la leggiadra Lady Macbeth danzante sulle punte, la meravigliosa scultura in bronzo di Francesco Messina simbolo di questa ottava edizione, rimarrà esposta in Piazza Duomo fino a domenica prossima, i Mondi di Carta chiudono ancora una volta il libro delle emozioni, preparandosi a immaginarne e viverne di nuove l’anno prossimo.

Per ulteriori informazioni, richiesta di materiali e immagini potete contattare l’Ufficio Stampa: Valentina Gramazio Tel. 347/0496034 - press@imondidicarta.it

La Segreteria Organizzativa dell’evento è a cura di Rachele Donati De Conti, info@imondidicarta.it

I Mondi Social website: www.imondidicarta.it  facebook: @imondidicartaFestival     instagram: imondidicarta_Festival

1°foto La fine del mondo storto

2° foto Degustazione Olio

3° foto De Bortoli e Severgnini

4 foto Ruth Shammar

 

 

 

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