Lunedì, 25 ottobre 2021 - ore 19.07

Cremona Lghh A2A Benito Fiori scrive a Luciano Pizzetti

Il Suo entusiasmo nascerà da possibili successi economico-finanziari e al potenziamento (ANAC permettendo) di una realtà finanziaria che ha come proprietà di riferimento i Comuni di Milano e di Brescia, ma cozza tanto contro due grandi problemi: da un alto, la tutela della salute dei cremonesi per ciò che esce da quei camini (polveri sottili e altro); dall’altro lato, la ineludibile e globale necessità di tagli alle emissioni climalteranti

| Scritto da Redazione
Cremona Lghh A2A Benito Fiori scrive a Luciano Pizzetti

Egregio senatore, io capisco la Sua strenua difesa nel Suo ultimo intervento sul quotidiano locale dell’affare A2A-Lgh, ritenuto da molti una Sua “creatura”, quello che capisco meno sono alcuni passaggi del testo. Lei, continuando ad ignorare i prossimi condizionamenti nelle scelte politiche obbligati da chiari impegni internazionali (“Accordo di Parigi”), urlano al mondo una Sua visione di futuro che risulta forse un po’ distratta e ragionieristica: essa riguarderà noi tutti, ma in particolare le utility che saranno costrette a nuovi modelli di fornitura di servizi.

Sen. Pizzetti, tornando al nostro piccolo mondo, l’accordo che Lei difende con tanto calore richiama alla mente a persone cocciute come me quel “benedetto” inceneritore di San Rocco e quella centrale a biomasse. Questi impianti, sia Lei d’accordo o meno, contribuiscono ad aumentare l’effetto serra e a colorare sempre le mappe dell’aria dell’Arpa Lombardia con le stesse tinte dell’area milanese, ossia con i tassi d’inquinamento più alti.

Il Suo entusiasmo nascerà da possibili successi economico-finanziari e al potenziamento (ANAC permettendo) di una realtà finanziaria che ha come proprietà di riferimento i Comuni di Milano e di Brescia, ma  cozza tanto contro due grandi problemi: da un alto, la tutela della salute dei cremonesi per ciò che esce da quei camini (polveri sottili e altro); dall’altro lato, la ineludibile e globale necessità di tagli alle emissioni climalteranti, visto che da quegli stessi camini esce la CO2, il più importante gas serra. Per i problemi alla salute è il suo governo con il progetto VIIAS a informarci che, a causa delle sole PM2.5, per il 2020 sono previsti per il Nord Italia 18.000 decessi prematuri che, “conti della serva” alla mano, porterebbero ad almeno 60 decessi quelli cremonesi, uno alla settimana e, ripeto, soltanto per le sole PM2.5. Immaginando che la Sua ipotetica risposta sarà che da quei camini escono fumi nel pieno rispetto dei limiti delle leggi vigenti, mi permetto rammentarLe come essi non tengano conto della difesa della salute umana né dell’ambiente, ma siano solo a difesa della crescita del fatturato aziendale. E, come Lei sa, non è una constatazione gratuita. Essi sono dettati soltanto dai costi per il loro abbattimento perché basati sulle BAT, Best Available Technology (Migliori Tecnologie Disponibili), ovvero, sulle tecnologie più efficienti ed avanzate disponibili a livello industriale, purché a costi economicamente accettabili (art. 15, paragrafo 3, Direttiva 2010/75/UE).

La speranza sta nel rispetto da parte del suo governo dell’Accordo di Parigi del 12/12/2015, considerando che la combustione (qualsiasi combustione) produce sia inquinanti che climalteranti. Tuttavia, visto il comportamento del governo italiano in occasione dell’approvazione a Bruxelles della nuova direttiva NEC (National Emission Ceiling) che lo ha visto protagonista nella scomparsa del metano dalla lista degli inquinanti, anche qui delle preoccupazioni non mancano.

Con i doverosi ossequi, per il Circolo “AmbienteScienze” e il gruppo di lavoro “RiambientiAMOci”

Benito Fiori  (Cremona) 

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