Martedì, 17 settembre 2019 - ore 12.38

Cremona Padania Acque : Siamo sicuri che l’acqua minerale in bottiglia sia migliore dell’acqua dei nostri rubinetti?

Una ricerca condotta nel 2018 dalla Fredonia State University mostra che più del 90% delle bottiglie di acqua minerale del campione analizzato conteneva al suo interno frammenti di microplastiche

| Scritto da Redazione
Cremona Padania Acque : Siamo sicuri che l’acqua minerale in bottiglia sia migliore dell’acqua dei nostri rubinetti?

Cremona Padania Acque : Siamo sicuri che l’acqua minerale in bottiglia sia migliore dell’acqua dei nostri rubinetti?

 Una ricerca condotta nel 2018 dalla Fredonia State University mostra che più del 90% delle bottiglie di acqua minerale del campione analizzato conteneva al suo interno frammenti di microplastiche

 La convinzione che l’acqua minerale sia migliore dell’acqua del rubinetto è semplicemente un pregiudizio, e una ragione in più per crederlo riguarderebbe proprio i contenitori di plastica. In una ricerca condotta per conto di Orb Media (Organizzazione giornalistica no-profit con sede a Washington), la Fredonia State University di New York ha analizzato l’acqua contenuta in 259 bottiglie di plastica di 11 marchi di acque minerali, alla ricerca di eventuali particelle di microplastiche. Il risultato è che il 93% delle bottiglie conterrebbe questi piccoli e minuscoli frammenti di plastica. Non solo nei nostri fiumi e nei nostri oceani, ma anche nelle bottiglie di acqua minerale, dunque, si riscontrerebbero allarmanti quantità di questa specie di plastica “disciolta”, risultato di una progressiva e lenta frammentazione del materiale.

 L’analisi ha riguardato un campione molto variegato: le bottiglie di plastica sono state selezionate da 27 lotti tra loro differenti e acquistate in 19 località di 9 Paesi a loro volta diversi. La concentrazione è risultata variabile, con sette esemplari immuni da microplastiche, fino a una bottiglia che presentava addirittura una concentrazione di 10mila frammenti per litro. In media, sono stati trovati 315 particelle di microplastica per litro di una grandezza variabile tra i 100 micron e 0,10 millimetri. I piccoli corpuscoli sono stati individuati e conteggiati utilizzando il Nile Red, una sostanza che rende fluorescenti le piccole particelle. Più della metà dei frammenti rinvenuti è riconducibile a Polipropilene (54%) e Polietilene (10%), materiali con i quali vengono realizzati anche i tappi e le stesse bottiglie di plastica.

La maggior parte delle persone sceglie l’acqua in bottiglia perché la ritiene più sicura, ma non è detto che sia così. “Se l’acqua del rubinetto è di alta qualità, è sempre la scelta migliore”, ha commentato Scott Belcher, professore di tossicologia all’Università della Carolina del Nord. Un portavoce dell’Organizzazione mondiale della sanità ha dichiarato al quotidiano britannico Guardian che la questione verrà approfondita per capire quali siano le conseguenze per la salute umana derivanti dall’assunzione di fibre di plastica: il timore che la plastica possa entrare nella catena alimentare e arrivare fino all’uomo è fondato e deriva dai naturali procedimenti che portano il materiale a scomporsi in frammenti sempre più piccoli (dalle microplastiche alle nano-plastiche), senza mai sparire del tutto, per poi essere ingerito da piante, animali e infine anche dagli esseri umani.

 L’acqua del rubinetto, libera dai contenitori di plastica, è senz’altro meno soggetta al rischio di inquinamento da parte delle microplastiche rispetto all’acqua in bottiglia, la quale viene controllata prima di essere imbottigliata, ma resta per diverso tempo nei contenitori in PET prima di essere consumata, senza subire ulteriori verifiche. Durante il trasporto, peraltro, l’acqua può dover affrontare temperature molto diverse o venire stoccata all’aperto, a contatto con il sole o agenti atmosferici.

L’acqua degli acquedotti della nostra provincia invece arriva nelle nostre case, senza bisogno di contenitori destinati a diventare immondizia e ad alimentare il circolo vizioso di produzione di rifiuti e quindi anche la quantità di microplastiche. È un’acqua pura e certificata, come dimostra l’ottenimento da Padania Acque della certificazione alimentare ISO 22000, nonché oltremodo controllata, dato che subisce 4.300 controlli ogni anno per un totale di 140 mila parametri rispettati.

Sono sempre di più le persone che nella nostra provincia preferiscono la fresca acqua del rubinetto al posto dell’acqua in bottiglia: è più sicura, controllata, è ricca di minerali, non ci rende complici dell’inquinamento con la plastica, non siamo costretti a portarla su e giù, la troviamo dovunque e, perché no? è praticamente gratis.   

 

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