Lunedì, 10 agosto 2020 - ore 17.51

Fotovoltaico-2 Alcune reazione alla realizzazione impianto a Cremona Solidale deciso da Fondazione

La notizia data da Telecor nei giorni scorsi sulla realizzazione di un Parco Fotovoltaico di 15 ettari , deciso da Fondazione Città di Cremona con l’assenso del Comune, a fianco di Cremona Solidale sta facendo discutere. Abbiamo raccolto le prime reazioni .

| Scritto da Redazione
Fotovoltaico-2 Alcune reazione alla realizzazione impianto a Cremona Solidale deciso da Fondazione


Fotovoltaico-2 Alcune reazione alla realizzazione impianto a Cremona Solidale deciso da Fondazione

La notizia data da Telecor nei giorni scorsi   sulla realizzazione di un Parco Fotovoltaico di 15 ettari , deciso da Fondazione Città di Cremona con l’assenso del Comune, a fianco di Cremona Solidale sta facendo discutere. Abbiamo raccolto le prime reazioni .

Benito Fiori (Cremona) Pannelli fotovoltaici? Certo, ma … “con juicio”

Leggiamo che la Fondazione città di Cremona, col beneplacito dell’Amministrazione comunale, dà un primo via libera al parco fotovoltaico a terra che la società veronese Julia ha proposto di installare sui terreni agricoli di fronte a Cremona Solidale, per un'estensione di ben 15 ettari (150.000 mq). L'iter autorizzativo è solo all'inizio, poiché sarà indispensabile l'AUA, Autorizzazione Unica Ambientale, da parte dell'amministrazione provinciale.

Quale sarebbe il risultato di un intervento di questo tipo? Di certo, un radicale cambiamento del paesaggio, per il terreno, invece, i pannelli, orientati verso il sole, non gli faranno giungere la radiazione solare, riducendone l’accumulo di sostanza organica, limitandone la vita biologica e microbiologica e, grazie alla copertura dei pannelli, modificando la penetrazione e la circolazione dell’acqua,

C’è chi ha chiesto a degli studiosi del suolo, i pedologi, se un terreno così coperto da pannelli fotovoltaici è recuperabile alla fertilità e alla produttività. La risposta non ha dato garanzie. Essi dicono che qualora si riuscisse, sarebbe con molta difficoltà, molto tempo e ad alti costi. Anche per miopi scelte dovute a facili, ma scriteriati, incentivi, saranno le generazioni future a rimediare con fatica agli errori di quelle attuali.

Ci si rende conto che la Fondazione con le molte risorse ricavate potrebbe investire nella promozione di progettualità di utilità sociali come previsto dal suo statuto, ma perché, non prendere in esame delle alternative? Ad esempio, quella di una cooperativa dedita alla coltivazione di ortaggi, dando lavoro a chi non ce l’ha e producendo nella sostenibilità economica e ambientale e a km zero cibo di qualità e genuino per la cittadinanza. Oppure, purché non destinate a biomasse, potrebbero essere piantumate dalle 15 mila alle 18 mila piante per l’assorbimento di CO2 e il filtraggio, seppure modesto, degli inquinanti.

Si obietterà subito che è necessario anche ridurre le emissioni climalteranti e inquinanti procurando energia senza fonti fossili. Giustissimo. Proveremo a rispondere così: nel caso si insistesse sull’utilizzo di quel vasto spazio per la produzione di energia da pannelli fotovoltaici,  si invita a ricercare chi utilizza tecnologie più sostenibili, ovvero che sappiano conciliare la produzione di energia con quella agricola. Esiste e da anni quella che ponendo quei pannelli ad alcuni metri dal suolo, ne consente la coltivazione. Si può aggiungere ancora che anche la città di Cremona stessa potrebbe produrre energia, installando i pannelli sui tetti degli edifici. Obiezione immediata. Ma c’è un regolamento edilizio che lo vieta. Ma cosa dice esattamente il suo art. 049: «Sulle coperture, esistenti e di progetto, l’installazione di impianti solari e/o fotovoltaici per la produzione di acqua calda sanitaria e/o di energia elettrica deve avvenire nel rispetto di quanto previsto dalla vigente normativa in materia e secondo i sotto indicati criteri di inserimento e contestualizzazione: l’installazione dovrà avvenire preferibilmente su corpi accessori e/o aventi già un manto di copertura improprio rispetto ai materiali tradizionali degli ambiti storici e con valenza storica, …». Allora la domanda che si pone è questa: possono ritenersi “materiali tradizionali degli ambiti storici e con valenza storica” quelli impiegati, diciamo, dal dopoguerra ad oggi? A conclusione si osserva che se l’articolo 049 vuole giustamente tutelare il pregevole aspetto estetico della città, il suo centro storico, ci si chiede se questa preoccupazione sia compatibile con i rossi “coppi” storici  la selva esistente di antenne televisive, parabole e antenne radio. Per il Circolo culturale AmbienteScienze

Francesca Isidori  (Casal.ggiore)Assurdo consumare suolo per fotovoltaico quando è possibile farlo sui locali pubblici

Giovanni Battista Maria Biondi (Trigolo)Con tutti i tetti, pubblici e privati, ricoperti di amianto mi pare incredibile che si sprechi del terreno agricolo...

Francesca Berardi (Cremona)Una vergogna senza fine....15 ettari di terreno coltivati a pannelli solari......I pannelli sono fatti per i tetti!!!

Agostino Alloni (Crema)  Usare il terreno agricolo per il fotovoltaico è un errore. Grave. Che va in senso opposto al "cosidetto " sviluppo sostenibile. I tetti vanno usati. I TETTI, non i campi agricoli.

Maria Grazia Bonfante (Vescovato) Cremona delude, non sta trascinando col proprio esempio il territorio verso un'economia più virtuosa, e persiste nel premiare l'iniziativa privata anche se causa consumo di suolo. Lo sviluppo tanto proclamato non è altro che una forma di ingiustizia legalizzata: l'annuario statistico presentato ieri dal Comune di Cremona conferma che la ricchezza è concentrata in poche mani e non viene ridistribuita. E' un gravissimo errore politico continuare a moltiplicare gli effetti negativi del capitalismo, senza nemmeno una riflessione critica. Che invece si trova in questa nota di una consigliera comunale (Vedi volantino allegato)

Paolo Zignani (Telecolor)  fa notare che : dopo il vicesindaco Andrea Virgilio, anche il segretario provinciale del Pd Vittore Soldo contesta le associazioni ambientaliste, che in modo scriteriato si oppongono a qualunque sacra iniziativa delle sante imprese private, e osano persino proporre economie di tipo diverso, sensibili alla biodiversità. Ma come si permettono questi ecologisti? Cremona delude. Chi si aspettava che il capoluogo trainasse le politiche territoriali verso un'economia più sensata, cozza contro centri commerciali, parchi fotovoltaici e motoseghe che abbattono gli alberi che inopportunamente sono cresciuti nel posto dove le sante imprese devono costruire capannoni.

Alberto Persico bravo Agostino Alloni!!!! gridalo forte. Non si dovrebbe autorizzare l´installazione di alcun pannello PV su terreno aperto fin che non si é esaurito l´ultimo centimetro quadrato di tetto utilizzabile, pubblico o privato che sia. E invece per la campagna facciamo uno sforzo per mettere piante e filari alberati... di questo hanno sacrosanto bisogno i nostri campi!

Pubblichiamo anche un video di telecolor

 

 

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