Giovedì, 12 dicembre 2019 - ore 22.37

Glifosato, l’eurodeputata Eleonora Evi (M5S): Troppi conflitti d’interesse

L’Europa non tutela la salute dei cittadini e dice sì al glifosato

| Scritto da Redazione
Glifosato, l’eurodeputata Eleonora Evi (M5S): Troppi conflitti d’interesse

La telenovela del glifosato continua: il parere pubblicato dall’ECHA (Agenzia europea per le sostanze chimiche) richiama quanto precedentemente deciso dall’EFSA (Agenzia europea per la sicurezza alimentare), ovvero che il glifosato non è un probabile cancerogeno per l’uomo. La possibilità del rinnovo dell’autorizzazione del pesticida più usato al mondo prodotto, tra gli altri, da Monsanto, si fa sempre più concreta.

“Si tratta di un verdetto discutibile, e in odor di conflitto d’interessi, visto che si basa su un dossier dell'Istituto federale tedesco per la valutazione dei rischi (Bfr), redatto dalla ‘Gliphosate task force’, un gruppo di cui fanno parte i produttori di fitofarmaci, secondo un’inchiesta del settimanale tedesco Die Ziet. Non vorremmo quindi che si trattasse di un parere 'cucito' sulle esigenze del nuovo colosso dell’agrochimica nato con l’acquisizione della  Monsanto, ovvero la multinazionale che produce il glifosato, da parte dell’azienda tedesca Bayer”, spiega l’eurodeputata M5S, Eleonora Evi.

“Che peso ha la valutazione diametralmente opposta fatta dallo IARC per cui il glifosato sarebbe probabile cancerogeno? Quanto valgono le denunce della società civile e delle associazioni sui pesanti conflitti di interesse che investono le agenzie dell’Unione Europea? Com’è possibile credere ancora all’indipendenza dei comitati di esperti per la valutazione del rischio del glifosato delle agenzie europee se vi sono forti sospetti sulla permeabilità di queste ultime agli interessi dei colossi industriali dell’agrochimica? Queste domande pesano come macigni sulla credibilità delle istituzioni europee che mostrano ancora una volta la loro lontananza dai cittadini, dai principi fondamentali di tutela della salute e tutela dell’ambiente. Ora l’Italia, insieme agli altri Stati Ue, dovrà dare il proprio parere sul via libera al glifosato entro la fine dell’anno. Il Governo italiano decida se difendere gli interessi dei cittadini, che si sono già espressi contro l’erbicida con 500mila firma raccolte dalla Coalizione 'Stop Glifosato' – sostenuta dal M5S  - o quelli delle lobby della chimica”, conclude la Evi.

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