Domenica, 18 novembre 2018 - ore 10.41

Grande emozione fra gli 800 studenti al racconto di Liliana Segre al Ponchielli di Cremona

Una giornata piena di emozioni e di sentimenti che si chiude con una frase della Sen. Segre che sicuramente i ragazzi che hanno partecipato non dimenticheranno facilmente ‘Ragazzi, non dite mai ‘non ce la faccio più’, siamo fortissimi, fantastici e dobbiamo scegliere la vita.’

| Scritto da Redazione
Grande emozione  fra gli 800 studenti al racconto di Liliana Segre al Ponchielli di Cremona Grande emozione  fra gli 800 studenti al racconto di Liliana Segre al Ponchielli di Cremona Grande emozione  fra gli 800 studenti al racconto di Liliana Segre al Ponchielli di Cremona Grande emozione  fra gli 800 studenti al racconto di Liliana Segre al Ponchielli di Cremona

Grande emozione  fra gli 800 studenti al racconto di Liliana Segre al Ponchielli di Cremona

Una giornata piena di emozioni e di sentimenti che si chiude con una frase della Sen. Segre che sicuramente i ragazzi  che hanno partecipato non dimenticheranno facilmente ‘Ragazzi, non dite mai ‘non ce la faccio più’, siamo fortissimi, fantastici e dobbiamo scegliere la vita.’

La mattinata di oggi, 19 febbraio,  al Ponchielli,  fa parte delle iniziative della Giornata della Memoria 2018  ed è stata indetta  dal Comune di Cremona, dalle Rete delle Scuole Superiori della Provincia di Cremona, da Cgil-Cisl-Uil da ‘Essere Cittadini Europei  ed è stata realizzata grazie al sostegno di Fondazione Comunitaria e Fondazione Arvedi Buschini

L’intervento di Liliana Segre, che ha fortemente emozionato la platea di circa 800 studenti, è stato preceduto dalla presentazione di Ilde Bottoli,  dal saluto del sottosegretario alla presidenza del Consiglio Luciano Pizzetti e del sindaco Gianluca Galimberti.

La Segre, da pochi giorni nominata Senatrice a vita dal Presidente Mattarella è una dei 25 sopravvissuti di Auschwitz del gruppo di  776 bambini e bambine italiani deportati  nel 1944.

Ilde Bottoli, a nome degli organizzatori, ha illustrato le motivazioni dell’iniziativa di Cgil, Cisl e Uil regionale ‘Un treno per Auschwitz’, che anche  quest’anno vedrà  una rappresentanza cremonese, mentre  850 gli studenti della provincia che visiteranno Dachau su iniziativa della rete delle scuole che da anni organizza  i viaggi della memoria.

Il sottosegretario Luciano Pizzetti  ha invece sottolineato come la Segre sia  la Testimone dell’olocausto pianificato da criminali razzisti. Lei è vittima e testimone di una tragedia umana studiata scientemente che va vista come ammonimento agli occhi del mondo. La democrazia è ricca di debolezze e contraddizioni ma è un’ argine al degrado ideale dell’umanità’.

Il sindaco Gianluca Galimberti invece ha evidenziato come ‘ la giornata della memoria non è solo un ricordo, è un monito,  l’olocausto è un rischio che può tornare. I tentativi di revisionismo storico di oggi sono una colpa paragonabile al collaborazionismo di allora. Il revisionismo storico è tradimento della storia. Inneggiare al fascismo perchè costruiva strade e palazzi è riportare in vita quel demone maligno’.

La Senatrice a vita Luciana Segre nel suo applauditissimo intervento  ha subito chiarito di essere qui “per i miei nipoti ideali di oggi. Ho una storia da raccontarvi, una storia tragica che però finisce bene’.

 ‘I miei genitori, ha raccontato Segre ,  erano ebrei ma atei. Andavo in seconda elementare, ero esonerata  dalle ore di religione e le mie compagne di classe erano invidiose di me e delle altre compagne che correvano invece di stare in classe. Un giorno mi dissero  di essere stata ‘espulsa’ dalla scuola. A distanza di anni non mi sono data una risposta a quel perché. Cominciai a vedere intorno a me delle cose che non conoscevo: la polizia entrava in casa e ci trattava da nemici della patria’.

Continua Segre ‘ Io sono stata una richiedente asilo in Svizzera con le carte false, per fuggire a quello Stato che mi aveva chiuso le porte a scuola. Tre volte ho passato la selezione . Nudi davanti al kapò, scheletri, testa rasata, non più donne, ma ectoplasmi. Due soldati in divisa, con un medico, fermavano queste donne in fila indiana e ti valutavano, quando mi facevano passare ero grata al mio assassino. Il mio egoismo era arrivato al punto da non voltarmi nemmeno indietro a guardare la mia compagna che era stata spedita alla camera a gas’.

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Chi è Liliana Segre, 88 anni, sopravvissuta al campo di concentramento Auschwitz-Birkenau e reduce dell'olocausto, è stata nominata senatrice a vita per volere del presidente della Repubblica, Sergio Mattarella.

Nata a Milano il 10 settembre 1930 da Alberto Segre e Lucia Foligno, Segre ha perso la madre in tenera età, quando non aveva ancora compiuto un anno e ha vissuto insieme al padre e ai nonni paterni. Vedova di Alfredo Belli Paci, sposato nel 1951, e madre di tre figli,  risiede a Milano.

Liliana Segre rimase vittima delle leggi razziali fasciste all'età di 8 anni, quando nel settembre del 1938 fu costretta ad abbandonare la scuola elementare. Il 7 dicembre 1943, con il padre e due cugini, cercò invano, con l'aiuto di alcuni contrabbandieri, di scappare in Svizzera. Venne tuttavia catturata dai gendarmi del Canton Ticino e rispedita in Italia dove, il giorno successivo, fu tratta in arresto a Selvetta di Viggiù, Varese. Dopo sei giorni di carcere venne trasferita prima a Como e alla fine nel carcere di San Vittore a Milano, dove rimase detenuta per 40 giorni.

Il 30 gennaio 1944 venne deportata con il padre in Germania, partendo dal 'Binario 21' della Stazione Centrale di Milano. Raggiunto il campo di concentramento di Birkenau-Auschwitz, fu internata nella sezione femminile. Non rivedrà mai più il padre, che morirà ad Auschwitz il 27 aprile 1944. Anche i suoi nonni paterni, arrestati a Inverigo, Como, il 18 maggio 1944, furono deportati ad Auschwitz, dove furono uccisi il giorno stesso del loro arrivo, il 30 giugno dello stesso anno.

 

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