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I Frutti del carcere: il lavoro delle persone detenute si mette in mostra a Milano

L’iniziativa intende valorizzare e far conoscere l’economia carceraria. Lo stesso giorno sarà presentata a Brera una raccolta di testimonianze sul sogno come elemento fondamentale per superare i limiti della detenzione

| Scritto da Redazione
I Frutti del carcere: il lavoro delle persone detenute si mette in mostra a Milano

“I Frutti del carcere”, la mostra mercato che si propone di dare visibilità ai progetti lavorativi all’interno delle case di reclusione della Lombardia, si svolgerà sabato 26 settembre alla Loggia dei Mercanti di Milano.

L’iniziativa, giunta alla terza edizione, è nata dalla collaborazione tra due Comitati cittadini milanesi e vede il coinvolgimento di Cisproject-Leggere Libera-Mente, associazione culturale che si propone di favorire il reinserimento nella cosiddetta società civile.

“I Frutti del carcere” è una vetrina di prodotti creati dai detenuti, ma anche un’opportunità per conoscere l’impegno e il percorso intrapreso da chi, tramite il lavoro, cerca un’occasione di riscatto e si prepara a ritrovare un posto nella società.

L’iniziativa ha un valore simbolico molto importante perché consente di comunicare il valore positivo dell’economia carceraria e di creare un contatto diretto tra i cittadini e le persone detenute, utile per superare barriere e pregiudizi.

In occasione dell’evento, Cisproject-Leggere Libera-Mente organizzerà letture degli autori a cui seguiranno degli Speed date, che offriranno al pubblico l’opportunità di incontrare le persone detenute e approfondire con loro il significato dei testi che hanno scritto. Alle ore 17,30 è previsto anche “L’aperitivo con l’autore”, un momento conviviale e di conoscenza reciproca.

Lo stesso giorno, a Brera, l’associazione Cisproject-Leggere Libera-Mente presenterà anche l’antologia “Sognare tra le mura. Silenzi che si fanno parole” - curata da Barbara Rossi e Duccio Demetrio (Edizione Mimesis/Accademia del Silenzio) - che raccoglie le testimonianze di chi ha raccontato il sogno come esperienza per andare oltre le barriere imposte dalla Casa di Reclusione.

L’incontro è in programma alle ore 11 nella Sala Lalla Romano, presso la Biblioteca Nazionale Braidense (Via Brera 28, Milano) ed è organizzato dall’Associazione Amici di Lalla Romano, dalla Biblioteca Nazionale Braidense e dall’Accademia del Silenzio.

Oltre a Barbara Rossi e Duccio Demetrio parteciperanno Giacinto Siciliano (direttore del carcere di Milano Opera) con i detenuti scrittori Pino Carnovale e Alfredo Visconti. Coordinerà l’incontro Antonio Ria, vicepresidente dell’Associazione Amici di Lalla Romano, la scrittrice, poetessa e giornalista di cui, alle ore 16, sarà possibile visitare la casa.

Nella prefazione al libro, Demetrio scrive: “La scrittura, se amata, se perseguita, se ci muta essa stessa in un sognare, può condurci verso un diverso risveglio, in un'attesa meno infelice che più non spaventi. Questa è la storia di un gruppo di uomini che ora sanno sognare con minor sofferenza, perché i loro sogni li hanno per merito loro trasformati in parole da donare ad altri, e senza più vergogna”.

In occasione dell’incontro sarà illustrato anche il progetto “Leggere Libera-Mente”, attivo da diversi anni nella Casa di Reclusione di Opera, proposto e curato da Cisproject-Leggere Libera-Mente. Il progetto si occupa di biblioterapia con le persone detenute attraverso la lettura, la scrittura creativa, poetica, autobiografica, giornalistica.

“Entrambe le iniziative in programma il 26 settembre sono delle importanti testimonianze e delle lezioni di vita - dichiara la psicologa Barbara Rossi di Cisproject-Leggere Libera-Mente - Esiste sempre una seconda possibilità e la scrittura, il lavoro, sono due mezzi fondamentali di riscatto, crescita e speranza”.  

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