Sabato, 21 settembre 2019 - ore 13.19

Il piccolo museo della poesia di Piacenza sta chiudendo. Stefano Torre fa un comizio e strappa le pagine del libro di poesie di Massimo Silvotti

Stefano Torre, a Cortemaggiore, fa a pezzi un libro di poesie di Massimo Silvotti e invoca la necessità che l’uomo produca denaro

| Scritto da Redazione
Il piccolo museo della poesia di Piacenza sta chiudendo. Stefano Torre fa un comizio e strappa le pagine del libro di poesie di Massimo Silvotti

Il piccolo museo della poesia di Piacenza sta chiudendo. Stefano Torre fa un comizio e strappa le pagine del libro di poesie di Massimo Silvotti

Stefano Torre, a Cortemaggiore,  fa a pezzi un libro di poesie di Massimo Silvotti e invoca la necessità che l’uomo produca denaro

Stefano Torre, eclettico personaggio noto per essersi candidato Sindaco di Piacenza con proposte surreali e provocatorie, utilizzando lo stile che gli è solito, ha tenuto ieri a Cortemaggiore, nel chiostro del convento dei Frati, un Comizio nel quale ha parlato male della poesia, proponendo di Bruciare nel vulcano, che vuole fare a Borgoforte, Tutte le poesie del mondo.

“L’unica cosa che conta è produrre denaro”, ha tuonato Torre dal palco, “il resto sono solo Baggianate”

Ed alla fine del comizio, maledicendo la mostarda ed i poeti, Torre ha strappato, pagina per pagina, un libro di poesie di Massimo Silvotti, direttore del piccolo museo della poesia di Piacenza.

L’intento, chiaramente provocatorio, è quello di sostenere la causa del museo, che sta rischiando la chiusura per mancanza di fondi.

A microfoni spenti, Torre ci dice che “Massimo Silvotti, quello che nel comizio ho definito un demone ed un laido, in realtà è un uomo capace di catalizzare emozioni, un uomo che mi rende orgoglioso di essere un suo concittadino.”

“il mio auspicio è che davvero il Piccolo Museo della Poesia possa rimanere in vita, continuando a regalare alla nostra città, splendidi momenti di approfondimento e di analisi dell’opera poetica come intreccio tra discipline diverse.”

Ma eccovi qualche spezzone del comizio di Torre:

“sono qua per dire basta a questa laida storia della poesia!”

“Perché, signori miei, l’unica cosa che conta, l’unica cosa che realizza per davvero l’uomo, è la sua capacità di produrre denaro!”

“La ricchezza, l’unica che abbia senso chiamare tale, è il denaro, tutto il resto sono baggianate!”

“Avete mai visto uno che mangia una poesia? Ma fatemi il piacere!”

“Quindi io mi riprometto di far diventare Piacenza una città De Liricizzata, una città cioè, nella quale la poesia sia messa al bando, un luogo nel quale sia proibito leggere poesie, un luogo nel quale sia punito chiunque sia scoperto a detenere un libro o anche una sola poesia, con un multa la prima volta e con il carcere in caso di recidiva.”

“Perché in realtà i poeti, me lo ha spiegato mio figlio, sono persone crudeli e sadiche che scrivono solamente per far diventare matti gli studenti che è giusto che inizino a ribellarsi! “

“Vi è un gruppo di questa gentaglia particolarmente attivo in questi giorni, soggetti molto pericolosi che vanno parlando addirittura di un museo della poesia, questa gente ed in particolare il loro capo che è un tal Massimo Silvotti, va fermata, va bloccata, con determinazione e fermezza, in modo da soffocare sul nascere ogni loro velleità.”

“Quindi Bruciamo tutte le poesie, raccogliamo tutte le poesie del mondo e portiamole dentro al vulcano di Borgoforte per cancellare col fuoco in modo catartico e definitivo, ogni forma di poesia

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