Mercoledì, 22 gennaio 2020 - ore 09.49

Il Social Forum si rimette in marcia

| Scritto da Redazione
Il Social Forum si rimette in marcia

Senegal.Il Social Forum si rimette in marcia. Al via l'undicesima edizione del WSF. Si tiene nel campus universitario di Dakar fino all'11 febbraio. 123 paesi presenti. Il comizio di Evo Morales in difesa dei beni comuni. La voglia di parlare di Africa: di Egitto, Costa D'Avorio, Tunisia
di Emiliano Sbaraglia
 
DAKAR - La manifestazione che in un assolato ma non caldissimo pomeriggio di domenica ha aperto il World Social Forum di Dakar (undicesima edizione), raccoglie in sé i giorni che verranno. L'appuntamento è davanti agli studi dell'RTS, la Radiodiffusion Television du Senegal, al Triangolo Sud della città, per una marcia nel cuore della capitale che attraversando Avenue Malicksy, la Rue 6, il quartiere "duro" della Medina, e le Guele Tapee, arriva infine a destinazione, la Route de l'Università Chiekh Anita Diop, che ospiterà l'evento sino al prossimo 11 febbraio.

Una marcia, inutile dirlo, con migliaia di volti e dai mille colori, anche se a prevalere è il nero, quello di un'Africa che, dopo Bamako e Nairobi, vuole tornare a farsi portavoce di un altro mondo possibile. Giunti nell'Ateneo di Dakar, che soltanto il passaggio di una lingua asfaltata divide dalla sabbia del mare, il palco finito di montare all'ultimo momento attende Evo Morales e il suo traduttore francese, mentre tutt'intorno i giardini continuano a riempirsi di persone arrivate da ogni dove. Sceso dalla sua auto scura e circondato da una scorta imponente, il presidente boliviano ci tiene a offrire l'immagine di uno tra i leader dell'alternativa globale.

"Siamo qui per proporre le nostre soluzioni ai problemi che affliggono il mondo - arringa Morales con la consueta energia -, e per ricordare che le risorse del mondo appartengono a tutti". Morales insiste molto su questo punto, la difesa dei beni comuni, a partire naturalmente dall'acqua, ma anche per quanto riguarda l'energia, e dunque l'informazione. "Perché se tutto questo passa nelle mani di colossi privati, inevitabilmente smette di essere di tutti", è la sintesi del suo pensiero.


Sotto al palco, sino a disperdersi tra i viali del Campus, in molti si aggiungono ai partecipanti al corteo; tra i più chiassosi i componenti della rappresentanza palestinese, in cerca di giustizia e libertà, come "i fratelli del Kurdistan". Con il tramonto arrivano le note del concerto conclusivo, che avvolgono tutti in un improvvisato rito collettivo, fatto di mescolanze rare da vedere tutte insieme.

La giornata di oggi propone una riflessione su un'altra Africa possibile, attraverso una serie di incontri che coinvolgono direttamente anche la Facoltà di Lettere e Scienze umane dell'Università. Ecco un altro elemento importante di questa edizione: la scelta di concentrare le giornate del Forum nel Campus di Dakar consente, infatti, di osservare la quotidianità delle attività didattiche e culturali dell'ateneo, che proseguiranno al fianco e insieme agli incontri previsti per il WSF, in un pastiche etnico e linguistico di cui raramente capita di poter rendere conto: sono 123 i Paesi presenti, di cui ben 45 africani, desiderosi di confrontarsi sull'ennesima tragedia civile in Costa D'Avorio, ma anche di riflettere su quanto accaduto in Tunisia, di quanto accade in Egitto, di cosa potrebbe accadere in Algeria e nel resto del Maghreb.

Tra gli appuntamenti in programma c'é attesa per il convegno di domani, dove tra gli altri Danielle Mitterand e Aminata Traoré discutono della possibilità di un percorso verso un nuovo modello globale di governance. Nel frattempo, tra i viali dell'Università di Dakar si incontra e comunica un mondo reale, fatto di donne e uomini, prevalentemente giovani, che tentano di pensare e costruire un altro mondo, uniti dalla piacevole sensazione che in fondo non sia così irraggiungibile

fonte:
http://www.rassegna.it/articoli/2011/02/7/71139/il-social-forum-si-rimette-in-marcia

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