Lunedì, 16 dicembre 2019 - ore 14.14

‘IL TRIONFO DI ORBAN IN UNGHERIA ERA PREVEDIBILE’, nota di Agostino Spataro

Personalmente, sono contrario alle politiche populiste di Victor Orban di Salvini, ecc, con questa segnalazione non voglio rivendicare alcuna primazia (anche se le buone previsioni non guastano).

| Scritto da Redazione
‘IL TRIONFO DI ORBAN IN UNGHERIA ERA PREVEDIBILE’, nota di Agostino Spataro

‘IL TRIONFO DI ORBAN IN UNGHERIA ERA PREVEDIBILE’, nota di Agostino Spataro

Personalmente, sono contrario alle politiche populiste di Victor Orban di Salvini, ecc, con questa segnalazione non voglio rivendicare alcuna primazia (anche se le buone previsioni non guastano).

Anzi. ma solo evidenziare come il dato elettorale di Orban contraddice le analisi superficiali di molti giornalisti stranieri, i quali per informare sulla situazione ungherese, si limitano a parlare con qualche collega amico, per proporre pezzi forse graditi ai loro direttori ed editori, ma certamente poco obiettivi e completi. Poi, magari. si devono registrare le "sorprese".

Cordialmente. Agostino Spataro 

Europee: in Ungheria il trionfo di Orban, oltre il 50%

Articolo di Agostino Spataro

Voto del 26 maggio in Ungheria: Orban verso il 50%?

"Aggiungo, da giornalista”senza giornale”, che non è vero che, dopo l’89, il popolo ungherese ha compiuto una sorta di opzione nazionalista, sciovinista perfino.

Prima dell’affermazione di Orban, per ben 4 volte l’elettorato magiaro ha dato la maggioranza al Mpsz ossia al partito socialista erede di quello “unico” del vecchio regime. I suoi leader (tutti qualificati esponenti del regime di Kadar) divennero primi ministri, presidenti della Repubblica, ministri, commissari europei, ecc.

In sostanza, quegli stessi ungheresi che oggi votano Orban (48,9%), taluni anche il Jobbik (un partito reazionario, al 19,6%) non ebbero pregiudizio verso la sinistra, anzi la preferirono.

Il ripensamento nacque quando irruppe sulla scena Victor Orban il quale abbracciò, in modo spregiudicato, le bandiera del populismo, del vittimismo e dell’anticomunismo. In ciò sostenuto dal suo mentore, il multimiliardario George Soros, ungherese di nascita e Usa di adozione, con un passato, e un presente, in gran parte da chiarire.

Al centro del suo discorso pose le paure di perdere l’identità nazionale, dopo avere perso gran parte del territorio nazionale (Trianon). Il Fidesz, sospinto dal partito ultradestra Jobbik, divenne il campione della riscossa magiara contro i “torti” storici, contro le ingiustizie provocate dalla vecchia Europa del primo dopoguerra e da quella attuale, unitaria, con capitale Bruxelles.

Certo, qui tutti (anche gli avversari) riconoscono a Orban qualità politiche fuor del comune, frammiste a una spregiudicatezza senza limiti. Viene dipinto come vero “animale politico”, dotato di fiuto e di carisma, di capacità di manovra, di saper fare squadra a suon di premi politici e/o affaristici.

La “sinistra” ungherese debole e divisa e carica di errori.

Tuttavia, la sua fortuna politica fu agevolata dagli errori della sinistra nella gestione governativa e, soprattutto, dall’attuazione del programma di privatizzazioni dei settori portanti dell’economia (  dalle industrie alle catene commerciali, dall’immobiliare alle strutture alberghiere, ecc,) a favore di capitali provenienti dalle multinazionali europee e d’oltreoceano, ma anche da Russia e Cina. E da altre fonti. Come dire, se ai propri meriti si aggiungono i demeriti altrui il trionfo è assicurato.

Così accadde in altri Paesi europei, fra cui l’Italia.

In Ungheria, dove lo stato si era ridotto all’osso e l’economia era in asfissia per mancanza d’investimenti pubblici e privati, il danno fu assai più grave.

Il popolo ungherese visse la svendita del patrimonio pubblico come un secondo tradimento, dopo quello catastrofico del trattato di Trianon che, cent’anni fa, tolse all’Ungheria più della metà del suo territorio storico.

In questi giorni, a piazza degli Eroi, il luogo più patriottico e visitato di Budapest, è possibile ammirare 72 bandierine di altrettante città (perdute o sottratte) che vanno dalla Transilvania (oggi rumena) alla  Slovacchia, dalla Croazia alla Serbia.

A questi ungheresi irredenti Orban ha concesso la doppia cittadinanza, una serie di agevolazioni commerciali e il diritto di voto per le consultazioni magiare. Oltre mezzo milione di elettori che fanno la differenza. Anche questo è un aspetto serio del problema.

Più Europa per assorbire i separatismi e le conflittualità territoriali.

E inutile dire che su tali “ingiustizie” continuano a soffiare i demagoghi di tutte le risme, gli irredentisti nostalgici, la destra di.."

Testo integrale qui: http://www.ticinolive.ch/2019/05/25/vv-2/

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