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Il violino oltre i confini, Stradivari a Fiume – Kresnik e Cremona

In collaborazione con il Museo del Violino mostra nella città croata, Capitale Europea della Cultura 2020, fino all’8 marzo

| Scritto da Redazione
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Cremona, 11 dicembre 2019 - Cremona ed il Museo del Violino sono protagonisti delle manifestazioni promosse a Fiume, Capitale Europea della Cultura 2020. La mostra “Il violino oltre i confini, Stradivari a Fiume – Kresnik e Cremona”, inaugurata venerdì 6 dicembre al Museo Storico e della Marineria, è evento rilevante del programma promosso dalla città croata. È infatti il primo appuntamento di un ciclo di mostre, riunite sotto il tema “Confini - tra ordine e caos” per indagare il tema delle barriere e della cultura come strumento per superarle.
 
Proprio come fece il dottor Franjo Kresnik, nato a Vienna centocinquant’anni fa ma vissuto a Fiume, pediatra di successo, ricercatore, bohémien, liutaio, musicista. Proprio per questa passione inizio a studiare la liuteria delle famiglie Amati, Stradivari e Guarneri. Soggiornò spesso a Cremona, sua seconda casa, studiando l’eredità culturale dei maestri liutai della scuola classica. Risiedette anche a Vienna, dove il suo lavoro venne facilitato da un ricco industriale, mecenate e collezionista, Theodor Hämmerle, con il quale condivideva la passione per la musica.
 
Uno dei riconoscimenti personali più cari a Kresnik, gli fu attribuito in occasione del Bicentenario stradivariano, celebrato a Cremona da maggio a ottobre nel 1937. Partecipò spontaneamente all’organizzazione della rassegna, trasmettendo quotidianamente la propria conoscenza dell’antica liuteria italiana a tutti i visitatori in italiano, tedesco e croato. A conclusione delle manifestazioni, il presidente del comitato promotore gli inviò una lettera ringraziandolo per il suo personale impegno. Anche l’epiteto di “un uomo che legge i violini” gli fu dato proprio in quei mesi.
 
Nel laboratorio di Kresnik, dall’ottobre 1933 al 1936, si perfezionò inoltre il cremonese Carlo Schiavi, prima come studente e poi come collaboratore. Nel 1938 la Federazione nazionale dell’artigianato inviò entrambi alla Mostra Internazionale dell’Artigianato di Berlino, onde presentare Stradivari e la liuteria cremonese e annunciare l’apertura di una scuola internazionale nell’autunno dello stesso anno. In quell’occasione furono realizzati, di fronte ai visitatori, due violini. Mentre Kresnik spiegava le caratteristiche tecniche, Schiavi le dimostrava. Una giuria di esperti valutò il loro lavoro con ottimi voti e furono premiati. Al ritorno a Cremona proprio Schiavi fu il primo insegnante della Scuola Internazionale di Liuteria appena inaugurata.
 
In una lettera Kresnik scrisse “Costruire violini è un’arte e non può trasformarsi in una professione, ciò porterebbe alla produzione di modelli in serie, e sarebbe un fallimento. Solo uno che capisce e conosce le sottigliezze della costruzione dei vecchi maestri, è in grado, come artista, di lavorare liberamente e senza vincoli per imprimere un timbro personale al suo strumento. Gli antichi cremonesi erano dei veri artisti.”  Dopo più di mezzo secolo, questo appello ha contribuito all’iscrizione da parte dell’UNESCO del “Saper fare tradizionale del violino a Cremona” nella Lista Rappresentativa del Patrimonio Immateriale dell’Umanità.
 
Questa ampia narrazione è svolta in buona parte attraverso gli strumenti selezionati dal Museo del Violino. Anzitutto i violini Antonio Stradivari “Lam ex Scotland University” e Giuseppe Guarneri del Gesù “Principe Doria”, entrambi del 1734 e prestati da collezionisti privati nell’ambito del progetto “friends of Stradivari”.  Quindi quattro strumenti premiati al Concorso Nazionale del 1937, i violini Igino Sderci e Gaetano Sgarabotto, la viola Ferdinando Garimberti ed il violoncello Vincenzo Cavani. Infine un violino dell’allievo prediletto Carlo Schiavi ed uno del suo successore alla cattedra della Scuola di Liuteria, Peter Tatar oltre, naturalmente, ad uno dello stesso Kresnik.
 
L’inaugurazione - alla presenza dei Sindaci di Cremona e Fiume, del Console Generale d’Italia a Fiume Paolo Palminteri, del direttore generale e del conservatore del Museo del Violino, Virginia Villa e Fausto Cacciatori, e del presidente “friends of Stradivari, Paolo Bodini - è stato suggellato, nella sala del Museo Storico e della Marineria, da un concerto del violinista Marco Bronzi e dell’arpista Davide Burani, protagonisti di un insolito ed apprezzato confronto tra lo Stradivari “Lam ex Scotland University” e il Guarneri del Gesù “Principe Doria”.
 
L’arte e il talento – ha osservato Nikolina Radić Štivić, direttrice del museo fiumano - hanno il potere di trascendere i confini - visibili e invisibili, reali e immaginari – con la forza della loro espressione, con l’umanità, la bellezza ma anche con la persuasività del messaggio che trasmettono - e di raggiungere facilmente tutti i cuori e le menti aperti, pronti ad accettare tale messaggio, cosi come lo può trasmettere solo il vero artista.
Nonostante le politiche nazionaliste, Fiume restò una città cosmopolita e il dottor Franjo Kresnik un creatore, un intellettuale e un umanista capace di elevarsi al di sopra di tutta la disumanità che i confini cercarono di imporre. Con le sue attività sociali, Kresnik mostra come sia possibile superare le restrizioni del regime e come si possa portare luce nell’oscurità che lo circonda. Gli strumenti del Museo del Violino di Cremona e l’opera di Kresnik interrogano il nostro senso di responsabilità sui confini che imponiamo, supportiamo, distruggiamo o ignoriamo ed impongono una riflessione sul contributo di ognuno alla costruzione di un domani migliore, più sicuro e più umano”.
 
La mostra sarà visitabile fino all’8 marzo 2020.
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