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Ingrao compie 100 anni. Auguri al compagno della sinistra del Pci.

Ci stupì quando votò anche lui l’espulsione degli ‘eretici’ del Manifesto.

| Scritto da Redazione
Ingrao compie 100 anni. Auguri al compagno della sinistra del Pci.

Pietro Ingrao fu un punto di riferimento per tutti noi giovani comunisti anti-sovietici. Non sempre eravamo d’accordo con lui ma i sui scritti , i sui saggi venivano letti e provocavano discussione. Un grande intellettuale prestato alla politica. Ci stupì quando votò anche lui l’espulsione degli eretici del Manifesto. Ma in quegli anni il centralismo democratico era più che una regola un dogma. Era il tempo di Amendola ( ala destra), di Pajetta ( il militante per antonomasia) ,di Berlinguer, di Longo. Insomma di quella generazione che transitò nel fascismo, lo combatté, fece la lotta partigiana ed elaborò la Costituzione.

Molto attento alle problematiche sociali era considerato l’utopista per definizione. Ma le sue analisi sul capitalismo e sulle oligarchie era puntuali e severe.

Ho avuto modo di incontrarlo da vicino in una festa dell’Unità Nazionale a Torino nei primi anni ’80.

Fu una grande emozione stringergli la mano e fare la foto di gruppo. Allora non si usavano i ‘selfie’, questi dirigenti erano austeri, non lasciavano autografi ed al massimo di concedevano per una foto di gruppo.

Tanti auguri compagno Pietro

Gian Carlo Storti (Cremona)



Nella foto un gruppo di amici cremonesi con Ingrao alla festa dell’Unità di Torino ( primi anni ’80).

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Biografia di Pietro Ingrao

Pietro Ingrao (Lenola, 30 marzo 1915) è un politico, giornalista e partigiano italiano. Storico esponente dell'ala sinistra del Partito Comunista Italiano, fu direttore de l'Unità dal 1947 al 1957 e Presidente della Camera dei deputati dal 1976 al 1979.

Nipote di Francesco Ingrao, Pietro Ingrao nasce nel piccolo paese di Lenola (al tempo nella provincia di Terra di Lavoro in Campania, oggi in provincia di Latina), da una famiglia di proprietari terrieri originari di Grotte, piccolo paesino, in provincia di Agrigento in Sicilia. Frequenta il ginnasio a Santa Maria Capua Vetere e il liceo a Formia dove conosce gli insegnanti Pilo Albertelli e Gioacchino Gesmundo che ne influenzeranno profondamente la formazione. Iniziata la sua attività anti-fascista nel 1939 (ma fu in precedenza iscritto al Gruppo Universitario Fascista, vincendo un Littoriale della cultura e dell'arte[1]), aderì al Partito Comunista Italiano nel 1940 e partecipò attivamente alla Resistenza partigiana.

Al termine della seconda guerra mondiale fu il riferimento indiscusso di un'area all'interno del PCI schierata su posizioni marxiste creative, molto attente ai movimenti della società. Rappresentò quindi l'ala "sinistra" del partito (ciò, tuttavia, non gli impedì di votare a favore dell'espulsione dei dissidenti di sinistra, a lui molto vicini, che si raccoglievano intorno al mensile Il manifesto, che sarebbe di lì a poco diventato il quotidiano il manifesto). Ebbe spesso profondi scontri politici con Giorgio Amendola, che invece guidava l'ala "destra". Ininterrottamente deputato dal 27 settembre 1950, quando subentrò al mandato del collega Domenico Emanuelli deceduto prematuramente ,fu direttore del quotidiano l'Unità dall'11 febbraio 1947 al 15 gennaio 1957.

In seguito entrò nel comitato centrale del partito e fu il primo comunista a presiedere la Camera dei deputati dal 1976 al 1979. Sposato con Laura Lombardo Radice (1913-2003), ha cinque figli: Chiara, Renata, Bruna, Celeste e Guido. Fra il 1989 e il 1991 fu tra i massimi oppositori della svolta della Bolognina che portò allo scioglimento del PCI. Ingrao aderì comunque al Partito Democratico della Sinistra dove coordinò l'area dei Comunisti Democratici fino al 15 maggio 1993, quando annunciò l'addio al PDS. In seguito è stato un indipendente vicino al Partito della Rifondazione Comunista dal 1996, organizzazione alla quale aderirà formalmente solo il 3 marzo 2005.

Ancora alle elezioni europee del 2009 invitava a votare la Lista Anticapitalista, ma nel marzo 2010 dichiara di votare per Emma Bonino alla presidenza del Lazio e per SEL. Nella sua vita Pietro Ingrao ha scritto poesie e saggi politici. La sua opera più importante è, secondo il giudizio della maggior parte dei critici, Appuntamenti di fine secolo, pubblicata nel 1995 grazie alla collaborazione con Rossana Rossanda. Il 20 ottobre 2007 Pietro Ingrao ha portato il suo saluto alla manifestazione di piazza San Giovanni in Laterano (Roma) organizzata dalla sinistra radicale contro il precariato e per i diritti dei lavoratori. È uno dei primi firmatari dell'appello per la manifestazione.

Nel 2011 scrive Indignarsi non basta, risposta a Indignatevi! di Stéphane Hessel, appello a non cadere nel disinteresse per la politica. Ingrao si è sempre dichiarato ateo, sebbene abbia manifestato in molte occasioni profondo interesse per le domande spirituali e per le esperienze religiose altrui più intense e coerenti[8]. In vista delle elezioni politiche del 2013, dichiara di votare per Sinistra Ecologia Libertà, che per Ingrao è l'unica forza unitaria della sinistra che può ambire a governare il paese ed essere protagonista di un cambiamento reale[9]. Nel 2014 crea un sito internet a lui intestato per offrire una sintesi della sua carriera politica e continuare a comunicare coi simpatizzanti.

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