Lunedì, 18 novembre 2019 - ore 22.58

L’ECOSTORIA Mostra casellario politico della Questura di Cremona durante il Ventennio fascista

Come da noi annunciato, è stata inaugurata, presso la Sala dell’Archivio di Stato in Via Antica Porta Tintoria, la mostra curata da Giuseppe Azzoni in collaborazione con la Direttrice Emanuela Zanesi e con il personale dell'Archivio di Stato di Cremona.

| Scritto da Redazione
L’ECOSTORIA Mostra casellario politico della Questura di Cremona durante il Ventennio fascista L’ECOSTORIA Mostra casellario politico della Questura di Cremona durante il Ventennio fascista L’ECOSTORIA Mostra casellario politico della Questura di Cremona durante il Ventennio fascista L’ECOSTORIA Mostra casellario politico della Questura di Cremona durante il Ventennio fascista

L’ECOSTORIA Mostra casellario politico della Questura di Cremona durante il Ventennio fascista

Come da noi annunciato, è stata inaugurata, presso la Sala dell’Archivio di Stato in Via Antica Porta Tintoria, la mostra curata da Giuseppe Azzoni in collaborazione con la Direttrice Emanuela Zanesi e con il personale dell'Archivio di Stato di Cremona.

Alla presenza del ricercatore cremonese, dei curatori, dei collaboratori dell’Archivio si è svolta l’ufficiale punzonatura di un’esposizione documentale che costituisce un’eccezionale occasione di approfondimento di un rilevante segmento della storia contemporanea e che (visitabile dalle 8,15 alle 15) resterà aperta sino al 3 maggio p.v.

Il meeting, cui sono convenuti numerosi partecipanti, mossi da interesse storico-culturale ed espressione dell’associazionismo politico, è stato introdotto dall’intervento del prof. Rodolfo Bona delegato dal Sindaco Galimberti a rappresentare il Comune di Cremona.

Nel suo indirizzo di saluto il Consigliere Bona ha esternato il convinto compiacimento della Municipalità nei confronti della ricerca e della mostra che completano un tassello della storia del 900 cremonese.

La  dr.ssa Emanuela Zanesi, sotto la cui direzione assunta in epoca recente continua l’impegno dell’Archivio di Stato di porsi non solo come strumento di custodia documentale  (“patrimonio di tutti noi”)ma anche di sollecitazione e di partecipazione al lavoro storiografico di appassionati cittadini (“un popolo senza memoria non ha futuro”).

Nel precedente articolo avevamo osservato la latente inclinazione, più che presente, montante nei tempi più recenti, indotta sia dall’interesse ad ovattare le velleità ed rigurgiti antidemocratici del movimentismo sovranista/populista sia dall’inestirpabile buonismo dell’italiano poco propenso a fare i conti (giusti) con la storia, ad armeggiare, in termini generalmente controfattuali se non proprio falsari, sulla vera natura del fascismo.

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