Lunedì, 02 agosto 2021 - ore 08.03

LA TRAGEDIA DELLA FUNIVIA RIPRESA DALLE TELECAMERE: VIDEO

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| Scritto da Redazione
LA TRAGEDIA DELLA FUNIVIA RIPRESA DALLE TELECAMERE: VIDEO

Era ormai arrivata a destinazione, la cabina della Funivia del Mottarone, nella mattinata di domenica 23 maggio. Mancavano pochissimi metri, l’addetto era pronto ad accogliere i passeggeri, aprendo loro le porte, quando il cavo che la trainava — per motivi ancora non chiariti — si è spezzato, e la cabina ha iniziato a viaggiare all’indietro, verso valle, a velocità folle. Senza freni, poiché erano bloccati dal «forchettone».



A documentarlo sono due video registrati da due telecamere di sorveglianza della stazione a monte della funivia, quella domenica, il 23 maggio.



Quelle immagini documentano quello che è avvenuto intorno alle 12. Come la cabina nella quale si trovavano 15 persone mentre stava per entrare nella stazione sia improvvisamente partita, iniziando ad andare all’indietro e percorrendo circa 300 metri agganciata alla fune portante — lunghissimi secondi, che abbiamo scelto di non mostrare —, per poi precipitare. Nell’incidente sono morti 14 dei 15 passeggeri.

 

 

 

I due video, uno ripreso dall’esterno della stazione, l’altro dall’interno, sono agli atti dell’inchiesta sulla tragedia che sta svolgendo la Procura della Repubblica di Verbania la quale ha iscritto nel registro degli indagati tre persone con l’accusa di omicidio colposo plurimo, lesioni gravissime e disastro dovuto a rimozione di sistemi di sicurezza. Sono il titolare delle Ferrovie del Mottarone, Luigi Nerini, il capo servizio Gabriele Tadini (l’unico in custodia cautelare ai domiciliari) e il direttore di esercizio dell’impianto, Enrico Perocchio.



Una tragedia che si sarebbe potuta evitare se i freni di sicurezza della cabina, che avevano dato problemi tecnici, non fossero stati disattivati in attesa dell’intervento di riparazione.



La procuratrice Olimpia Bossi e il sostituto Laura Carrera lunedì hanno affidato le operazioni di estrapolazione dei dati dalle memorie dei telefonini e dei pc sequestrati dai carabinieri della compagnia di Verbania ad un consulente, alla presenza delle difese dei tre indagati e dei legali della parti civili, i familiari delle 14 persone morte e del bambino di 5 anni rimasto ferito.



Il gip ha, invece, fissato per l’8 luglio l’avvio dell’incidente probatorio nel corso del quale i periti nominati dal giudice e i consulenti della Procura e delle parti parteciperanno all’avvio degli esami sui rottami della cabina e sull’intero impianto.



Lo scopo è di stabilire le cause per le quali la corda traente, come si vede chiaramente dalle immagini, si è spezzata mentre la cabina si trovava a pochi metri dall’arrivo, dove l’attendeva un addetto pronto ad aprire il cancelletto di sicurezza e le porte.



La cabina è partita a tutta velocità all’indietro accelerata dalla corda traente che, rimasta attaccata solo da un lato, quello della discesa, ha fatto da zavorra aumentando la spinta dovuta alla pendenza della corda portante. Per circa 400 metri ha corso agganciata alla fune portante fino a quando è arrivata al pilone che poco prima aveva superato all’andata e che ha fatto da trampolino.



Le ruote del pesante carrello d’acciaio che teneva sospesa la cabina sono uscite dalla fune portante facendola precipitare con tutti i passeggeri lungo il tratto più ripido delle pendici del monte Mottarone dove si è ribaltata per fermare la sua corsa contro gli alti alberi del bosco.

 

 

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