Martedì, 18 gennaio 2022 - ore 23.26

Matteo Renzi,malignando, malignando | A.De Porti

| Scritto da Redazione
Matteo Renzi,malignando, malignando | A.De Porti

MATTEO RENZI.  MALIGNANDO ALLA GIULIO ANDREOTTI,  IO PENSO CHE CI POTREBBE ESSERE SOTTO SOTTO UN ACCORDO SILENTE CON L’EX PREMIER.
Non sto a ripetermi sulle stesse cose,  che ho detto più volte secondo cui è il rottamatore Matteo Renzi  da rottamare…. E ciò per vari motivi:
il primo,  per il fatto che quest’ultimo ha contattato in maniera eticamente sindacabile  gli appartenenti di centro-destra, ad alto livello,  per ottenere il voto in queste primarie, anche se democraticamente  do’ per scontato che non esiste alcun impedimento a farlo;
il secondo perché, ancor oggi non ho capito, cosa Renzi sia andato a fare a suo tempo ad Arcore se non a “studiare” qualcosa  con l’ex premier, contando sulle notorie performances teatrali di quest’ultimo che potrebbe avergli suggerito qualcosa, come ad esempio: vai avanti tu, che poi…   …”ghe pensi mì”  ad inventare qualcosa in modo da piazzarci entrambi, tu (Matteo) a capo del governo, io alla Presidenza della Repubblica…  strana anche la visita, da parte di Renzi, a certi paesi, denominati paradisi fiscali… proprio nei momenti successivi…

Ma vorrei sforzarmi di considerare quanto precede mere coincidenze, quasi insignificanti, per esaminare in chiave psicanalista la foto di cui sopra.

Domanda : “ Vi pare, che  gli atteggiamenti “affettuosi” che si evincono nella foto ove entrambi sembrano giocare con grande confidenza, non possa far pensare che esiste ben altro rispetto alle formalità della visita ?   Nel senso che il volpone di Arcore abbia ammaliato Renzi e quest’ultimo  magari abbia maturato qualche idea in linea con l’ex premier, da tirar fuori dal cassetto dopo l’esito delle primarie ?
Rivolgersi alle destre infatti nelle primarie del centro-sinistra, come ha fatto in questi giorni Renzi, non potrebbe far malignare ed anche …trovare un qualche fondamento di verità, come soleva pensare spesso Giulio Andreotti ?

Il guaio è che se il Pd dovesse  scontrasi con Renzi, esso correrebbe grossi rischi che suggeriscono un accordo a cinque. 
Pena la disintegrazione del partito. Esattamente come sta succedendo nel Pdl.

ARNALDO DE PORTI

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