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Mostra di GIANFRANCO FAVARO all'Adafa

I suoi dipinti sembra foto tanto sono realistici! . Simone Fappanni, curatore mostra

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Mostra di GIANFRANCO FAVARO all'Adafa Mostra di GIANFRANCO FAVARO all'Adafa

Mostra di GIANFRANCO FAVARO all'Adafa

I suoi dipinti sembra foto tanto sono realistici! . Simone Fappanni, curatore mostra

L’INCANTO DELLA NATURA: L’IPERREALISMO DI GIANFRANCO FAVARO ALL’ADAFA

CREMONA. Sabato 3 giugno, alle ore 17,30, presso la sede dell’Adafa (Via Palestro 32) s’inaugura la mostra personale di Gianfranco Favaro dal titolo “L’incanto della natura”. Dopo l’introduzione di Giusy Asnicar, il critico Simone Fappanni presenterà le opere esposte. Favaro nasce a Crema. Metalmeccanico, si diploma perito industriale e lavora come disegnatore tecnico. Il contatto costante con fogli e strumenti del mestiere lo invoglia a cimentarsi in forme espressive più artistiche e personali. Alla sincera passione per la creazione pittorica si accompagnano lo studio da autodidatta e una sperimentazione incessante di tecniche, stili e soggetti. Il successivo cambio di occupazione, gli permette di dedicare più tempo alla pittura: tra i turni che lo vedono impegnato come ausiliario socioassistenziale si collocano le lunghe ore passate a dipingere quei paesaggi alberati che, nel frattempo, dopo tanta ricerca, gli risultano il soggetto più congeniale. L’attenzione si concentra su rami innevati e manti di foglie autunnali, atmosfere naturali, ovattate e senza tempo immortalate con la macchina fotografica nelle campagne cremasche e poi fedelmente trasposte su tela tramite colori ad olio. Non mancano nella produzione artistica di Franco, proposta al pubblico in numerose mostre personali e collettive, quadri a china, ad acquerello, ritratti e scorci architettonici della sua città natale. «Il realismo immaginativo di Favaro – spiega Fappanni – si sostanzia in opere che sorprendono per l’estrema aderenza “al vero”.  Siamo, infatti, di fronte, a un iperrealismo davvero straordinario, in cui ogni elemento naturale viene sublimato attraverso una notevole sensibilità e un’inappuntabile tecnica esecutiva. Ne discendono scenari ammantati da un lirismo profondo, capaci di suscitare emozioni profonde. La sua “traduzione” del reale non è mai, infatti, una semplice “trasposizione” di scenari più o meno conosciuti, ma possiede il dono dell’evocazione e, assieme, della contemplazione estatica della natura che si perde a vista d’occhio nei suoi lavori». La mostra può essere visitata gratuitamente fino al 23 giugno da martedì a domenica dalle 17,00 alle 19,00. Ingresso libero.

 

 

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