Sabato, 06 giugno 2026 - ore 09.54

Nonostante l’ARPA l’inceneritore di Cremona resterà aperto ancora per molti anni di Elia Sciacca

Auspico che la Magistratura Cremonese acceleri le indagini visto le inquietanti dichiarazioni dell’Arpa di Milano in merito alla gestione dell’inceneritore Cremonese

| Scritto da Redazione
Nonostante l’ARPA l’inceneritore di Cremona resterà aperto ancora per molti anni di Elia Sciacca

Egregio direttore, sebbene le notizie inquietanti fornite dall’Arpa di Milano, di   questi giorni in merito alla mala gestione dell’inceneritore di Cremona, sono convinto che l’inceneritore resterà in servizio per ancora molti anni, purtroppo ancora una volta la classe politica che da decenni occupa i consigli di amministrazione delle partecipate farà, di tutto per non fermare gli inceneritori troppi interessi, troppi soldi troppi incentivi statali, entrano nelle casse delle partecipate con la gestione dei rifiuti, è bene ricordare che lo studio commissionato e pagato da AEM è giunto alla conclusione, ma va… che l’inceneritore è indispensabile per l’economia della città poiché con la fermata si perderebbe anche il 25% del calore fornito al teleriscaldamento cittadino, senza specificare che il TLR è una tecnologia altamente energivora, obsoleta con rendimenti bassissimi, utilizzante fonti non rinnovabili, e una quota minima di rinnovabile grande trovata italica che ha considerato i rifiuti bruciati dall’inceneritore alle fonti rinnovabili.

Le notizie di stampa fornite dall’ARPA di Milano [ Mi domando e chiedo ma l’Arpa di Cremona, in tutti questi anni cosa ha fatto?] dalla relazione si evince a mio modesto parere, che il fatto più grave  è accaduto sulla linea due dell’inceneritore che per due giorni consecutivi dal 22 al 24 dicembre 2014, a causa di un guasto ad una sezione nell’impianto di abbattimento polveri  con i  valori di estinzione fuori scala, nessuno abbia deciso di fermare l’alimentazione rifiuti all’inceneritore sino alla riparazione del guasto.

Questi comportamenti anomali ed ingiustificati lasciano i cittadini con il dubbio realistico che in tutti questi anni di funzionamento dell’inceneritore di Cremona ci sia stata poca trasparenza, con il personale e la partecipata di riferimento non all’altezza del loro delicato mandato, e pertanto è lecito supporre che si siano potuti superare i limiti di legge per le diossine furani polveri sottili, ossidi di carbonio di azoto ecc. . Mi auguro che finalmente il Sindaco di Cremona si convinca che è un suo dovere istituzionale visto che trattasi di salute pubblica dare l’avvio ad un’indagine epidemiologica nell’area interessata alle ricadute dell’inceneritore e non solo.

Infine auspico che la Magistratura Cremonese acceleri le indagini visto le inquietanti dichiarazioni dell’Arpa di Milano in merito alla gestione dell’inceneritore Cremonese al fine di condannare si ci saranno i presupposti penali coloro che da oltre vent’anni hanno gestito l’inceneritore.

 Elia Sciacca (Cremona) 

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