Mercoledì, 19 gennaio 2022 - ore 00.18

Not in my name | Rosario Amico Roxas

| Scritto da Redazione
Not in my name | Rosario Amico Roxas
  • Not in my name sarà ceduta la più piccola goccia di sovranità nazionale.
  • Not in my name  verrà smantellato lo Stato Sociale.
  • Not in my name i partiti che hanno distrutto l'Italia si ricicleranno come salvatori della Patria.
  • Not in my name i giornali che hanno fatto della menzogna un’arte riceveranno un solo euro di finanziamento pubblico.
  • Not in my name ci saranno ancora le pensioni d’oro.
  • Not in my name ci saranno i finanziamenti pubblici ai partiti.
  • Not in my name rimarremo nell’euro senza una consultazione popolare.
  • Not in my name saranno distrutte le piccole e medie imprese».
  • Not in my name i concessionari di Stato continueranno a lucrare su beni pubblici.
  • Not in my name si faranno grandi opere inutili indebitando i cittadini.
  • Not in my name chi ha fatto della politica un mestiere rimarrà al suo posto dopo aver rovinato l'economia italiana.
  • Not in my name la grande distribuzione ucciderà il commercio locale.
  • Not in my name gli alti funzionari pubblici percepiranno stipendi da nababbi.
  • Not in my name sarà ancora permesso il falso in bilancio».

 

Quello qui esposto è una “specie” di programma che Grillo ha pubblicato nel suo blog, il cui titolo non impegna il movimento ma solamente “la faccia” di Grillo; una specie di programma perché si tratta di una serie di promesse e premesse che nulla hanno  come scelta politica o come indirizzo ideologico. Si tratta di un programma di buon senso, condivisibile da tutti gli elettori dotati di onestà.

Scelta politica, discutibile,  è quella di cacciare fuori dal partito o movimento, colori i quali si permettono di intervenire nel dibattito politico.

Scelta politica sarebbe stata una impostazione economico-sociale di trasformazione della proprietà capitalistica in un bene  a proprietà sociale, con diretto interessamento degli operai e impiegati alle sorti dell’azienda, percependone anche una quota di utile.

Scelta politica sarebbe stata  una presa di coscienza che nel 1989 cadde il muro di Berlino, travolgendo il sistema del socialismo reale, e nel 2008 è iniziata una crisi che segnò  la fine del capitalismo liberista, aprendo le porte alla democrazia liberal-sociale.

Quello che viene chiesto a Grillo è una scelta di campo decisa, mentre fino ad oggi abbiamo solo sentito accuse e proteste, cui corrispondono delle soluzioni che sembrano recuperate da un sondaggio  mirato a conoscere cosa infastidisce di più gli elettori.

Non c’è dubbio che nessuno obietterà alcunché, approvando ogni singolo punto; ma questi punti vengono vanificati dalla mancanza di un supporto politico, che è quello che garantisce continuità operativa ispirata non  al vento che oggi spira, bensì ai cardini politici di una scelta di campo.

 

Rosario Amico Roxas

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