Sabato, 03 dicembre 2022 - ore 03.07

Pasqua 1945 Mia zia salvò i partigiani di Ernesto Biagi ( Casalmaggiore)

Lassù si era asserragliato un gruppo di partigiani che dalle feritoie del solaio avevano ingaggiato una sparatoria coi militari del presidio tedesco.

| Scritto da Redazione
Pasqua 1945 Mia zia salvò i partigiani di Ernesto Biagi ( Casalmaggiore)

Signor direttore, ricordo la Pasqua del 1945 che cadeva ai primi di aprile e si era quindi verso la fine della guerra. Ero coi miei genitori in casa dei parenti di mio padre. Il palazzo era ed è enorme e dai solai c’è un’ampia vista della città fino al Po.

Lassù si era asserragliato un gruppo di partigiani che dalle feritoie del solaio avevano ingaggiato una sparatoria coi militari del presidio tedesco.

La sparatoria durò parecchi minuti ed i segni dei colpi erano visibili sul muro ancora qualche anno fa. In un momento di tregua un graduato tedesco suonò il campanello del palazzo. Come se niente fosse, mia zia, la rivedo ancora piccola, pallida in volto ma diritta come un fuso, aprì il portone. Il militare le chiese in italiano

dove si annidassero i ribelli. Mia zia, con le piccole braccia sui fianchi, si era messa di fronte al militare lasciandolo sulla porta mentre con la coda dell’occhio seguiva i movimenti dei partigiani che approfittando del momento di pausa si stavano defilando nel parco retrostante. Quando si accorse che si erano allontanati, tagliò corto il discorso dicendogli: «Signor ufficiale, le assicuro che qui non c’è proprio nessuno! » e lo fissò negli occhi con u n’espressione che non ammetteva repliche e soggiunse: «Le do la mia parola d’onore!». Ci crederete o no, il militare salutò battendo i tacchi e se ne andò mentre la servitù si affrettava a portare una sedia a mia zia che vi cadde sopra sfinita.

 Ernesto Biagi ( Casalmaggiore)

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