Mercoledì, 23 gennaio 2019 - ore 12.48

Pianeta Migranti. La tassa sul money tranfer porta via i soldi ai poveri.

Il decreto Sicurezza impone un prelievo dell'1,5% sulle rimesse dei migranti. Sono soldi che aiutano lo sviluppo locale e che servono a non far emigrare. Le rimesse sono la forma di cooperazione più consistente ed efficace coi Paesi in via di sviluppo.

| Scritto da Redazione
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Pianeta Migranti. La tassa sul money tranfer porta via i soldi ai poveri.

Il decreto Sicurezza impone un prelievo dell'1,5% sulle rimesse dei migranti. Sono soldi che aiutano lo sviluppo locale e che servono a non far emigrare. Le rimesse sono la forma di cooperazione più consistente ed efficace coi Paesi in via di sviluppo. “Aiutiamoli casa loro” è solo retorica. L’Europa, inoltre, usa i soldi della cooperazione per fermare i flussi migratori e non per lo sviluppo.

Sessanta milioni di euro l’anno sottratti a chi ha più bisogno: alle popolazioni dei Paesi poveri che vivono grazie alle rimesse dei loro familiari emigrati in Italia. Uno strumento che sostiene le economie di Asia, Africa e America Latina e che negli anni, si è dimostrato ben più potente della cooperazione internazionale. 

È la conseguenza dell’emendamento al decreto fiscale che introduce una tassa dell’1,5% sulle transazioni finanziarie, dai 10 euro in su, verso i Paesi fuori dall’Unione europea effettuate nei money trasfer.

La misura, voluta dalla Lega, entra in vigore dal primo gennaio 2019, ma non riguarda i trasferimenti di natura commerciale. La trattenuta fiscale quindi colpirà quasi esclusivamente i migranti che, come è sempre accaduto, inviano parte del loro reddito a chi è rimasto in patria.

Secondo la Fondazione Moressa, quest’anno le rimesse sono tornate a crescere per la prima volta dal 2013: nei primi sei mesi sono state 2,71 miliardi, l’11% in più dello stesso periodo del 2017. Con questo andamento è facile raggiungere nel secondo semestre circa 5,5 miliardi.

Grazie alla nuova tassa dell’1,5% sui money transfer lo Stato può incamerare ogni anno circa 62 milioni di gettito che  non arriverà più ai destinatari nei Paesi di origine di migranti. A questa tassa vanno aggiunti i costi per le commissioni pagate all’intermediario finanziario (anche il 10%) e i costi del cambio di valuta. Perfino il Global Compact for Migration dell’Onu ritiene eccessivi questi costi e chiede misure adatte a rendere “i trasferimenti di rimesse più rapidi, sicuri ed economici”.

E’ certo che la tassa sul money transfer è un provvedimento malvagio perchè va a colpire i risparmi dei più poveri invece di tassare le transazioni finanziarie che fanno soldi coi soldi solo per pochi ricchi sempre più ricchi. Ciò crea anche un problema di equità oltre che di illegalità perchè la misura può incentivare il ricorso a canali informali e incontrollati di trasferimento di denaro da parte di reti clandestine e criminali.

Come se non bastasse, si sta indebolendo anche la Cooperazione europea coi Paesi terzi, in particolare nella regione euro-mediterranea.  Lo denuncia Concord Italia che fa parte di Concord Europe, un network di 50 ong europee per lo sviluppo e l’emergenza.

In occasione dell’ultimo Consiglio Europeo, Concord ha scritto una lettera al presidente Conte: “Chiediamo al Consiglio europeo di investire nel miglioramento della protezione e dello spazio democratico nella regione euro-mediterranea, invece di rinnovare il sostegno a governi che violano le convenzioni sui diritti umani, mettendo in pericolo profughi, migranti e le organizzazioni della società civile che li aiutano”.

E poiché l'UE impiega i fondi destinati alla cooperazione allo sviluppo per il controllo delle migrazioni e le politiche di rimpatrio con l'obiettivo di arginare la migrazione, Concord chiede agli Stati membri che questi fondi siano, invece, investiti per ridurre la povertà nei Paesi poveri.  

 

 

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