Domenica, 16 dicembre 2018 - ore 21.34

Pianeta Migranti. 150 mila persone buttate in strada dal decreto ‘Sicurezza’

Siamo solo all’inizio. Segnalazioni di allontanamenti dai centri di accoglienza arrivano da varie città da Nord al Sud. Donne, bambini, malati lasciati in strada, al freddo, senza nulla. Una sorte che toccherà a 150mila persone.

| Scritto da Redazione
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Pianeta Migranti. Buttati in strada dal decreto ‘Sicurezza’

Siamo solo all’inizio. Segnalazioni di allontanamenti dai centri di accoglienza arrivano da varie città da Nord al Sud. Donne, bambini, malati lasciati in strada, al freddo, senza nulla. Una sorte che toccherà a 150mila persone. Decisione incivile, disumana, brutale. Una bomba sociale di persone allo sbando. Di loro si occuperà solo l’esercito dei “buonisti” tanto bistrattati. Succede in un paese allo sbaraglio.

La situazione in Sicilia è già in emergenza. Secondo Avvenire, nel Cara di Mineo sono stati mandati via 50 migranti titolari di protezione umanitaria. Sono i primi.

La città si sta riempiendo di gente che vive per strada e che proviene anche dai Cas della Sicilia orientale. Si tratta anche di donne vulnerabili con bambini piccoli o persone con problemi psichici. Una situazione comune in tante città.

Scrive Avvenire: “A Crotone ci sono i due volti opposti del dramma: da un lato l’allontanamento di migranti d’ogni età, situazione familiare e quadro clinico – dal Centro d’accoglienza richiedenti asilo più grande d’Italia coi suoi 1.216 posti. Dall’altro, c’è la risposta insostituibile di Caritas, Croce Rossa, cooperative e altre realtà laiche e cattoliche. Venerdi pomeriggio, assieme alla giovane africana incinta di tre mesi messa al cancello col marito e la figlia di cinque mesi, sono state dismesse anche due donne vittime di tratta, un paio di ragazzi con problemi psichiatrici e molti altri. In tutto 24, ma altri cento o duecento subiranno la stessa sorte nei prossimi giorni”. Il vescovo di Crotone-Santa Severina, Domenico Graziani, di fronte a questa situazione ha invitato a rispondere “con il Vangelo in mano”.

A Milano, la Caritas ha diffuso una nota in cui spiega che “in ragione delle nuove disposizioni del decreto Sicurezza, i circa 500 profughi accolti nei centri di accoglienza gestiti dalle cooperative di Caritas Ambrosiana, rischiano di diventare senza tetto. Costoro non avranno più la possibilità di ottenere la protezione umanitaria e non potranno più essere accolti all’interno del sistema di protezione per richiedenti asilo gestito dai Comuni, lo Sprar.” In questo modo, secondo la Caritas Ambrosiana “saranno vanificati gli sforzi fatti per avviare percorsi di integrazione”.

Rischia così di andare perso l’investimento di risorse pubbliche e private erogate per l’accoglienza e i corsi professionali, senza considerare il lavoro e il tempo offerto gratuitamente da centinaia di volontari impegnati nelle scuole di italiano e nei tanti percorsi di accompagnamento sociale. Il direttore di Caritas Ambrosiana, Luciano Gualzetti, puntualizza che: “Poiché non è realistico immaginare che saranno rimpatriati, ci aspettiamo di ritrovarli in coda ai nostri centri di ascolto. Dopo esserci impegnati per la loro integrazione ora, dovremo spendere soldi e tempo per aiutarli ma senza più, poter offrire loro alcuna prospettiva di futuro: un controsenso”. Secondo il Comune di Milano saranno 900 i migranti senza tetto nei prossimi mesi.

Le Prefetture sanno che mettere per strada migliaia di persone vuol dire creare insicurezza nelle città e stanno chiedendo alle associazioni di volontariato di occuparsene. Ancora una volta sarà l’esercito dei cosidetti “buonisti”, tanto disprezzati e accusati anche di reato di solidarietà, a riparare i disastri di una politica a dir poco irresponsabile. Ma siamo un paese normale?

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