Mercoledì, 24 aprile 2024 - ore 09.01

Pianeta Migranti. Protezione umanitaria: preoccupazione per la 'circolare Salvini'

La circolare dà un giro di vite brutale sui permessi di soggiorno per motivi umanitari e colpirà soprattutto donne e minori che affrontano viaggi disperati in mare. La protezione umanitaria, una sorta di “asilo leggero” è concessa per due anni, ma rinnovabile, a chi è in accertate difficoltà umanitarie. Molte organizzazioni hanno espresso al ministro Salvini in una lettera le loro preoccupazioni

| Scritto da Redazione
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Pianeta Migranti.  Protezione umanitaria: preoccupazione per la 'circolare Salvini'

 La circolare dà un giro di vite brutale sui permessi di soggiorno per motivi umanitari e colpirà soprattutto donne e minori che affrontano viaggi disperati in mare. La protezione umanitaria, una sorta di “asilo leggero” è concessa per due anni, ma rinnovabile, a chi è in accertate difficoltà umanitarie. Molte organizzazioni hanno espresso al ministro Salvini in una lettera le loro preoccupazioni.

 La lettera è firmata da: Acli, Arci A Buon Diritto,  Action Aid, Amnesty International, Asgi, Casa dei Diritti sociali, Caritas Italiana, Centro Astalli, Cnca, Emergency, Federazione Chiese Evangeliche Italiane, Médecins du Monde Missione Italia, Medici per i Diritti umani, Medici senza frontiere, Oxfam Italia e Senza Confine del Tavolo Asilo.

Si fa presente che la protezione umanitaria “è un diritto il cui riconoscimento compete direttamente al Questore, il quale è tenuto a verificare l’esistenza dei presupposti della legge.

Desta stupore che la circolare chieda che nell’esaminare i casi richiedenti la protezione vengano salvaguardati, in primis, gli interessi della collettività, alla quale vanno poi subordinati i diritti dei richiedenti.

Viene poi osservato che, “un’eventuale stretta sulle decisioni di parere favorevole al riconoscimento della protezione umanitaria comporterà un ulteriore intasamento dei ruoli dei giudici ordinari, e l’allungamento complessivo dei tempi di definizione delle situazioni individuali”.

Le organizzazioni bollano come “semplicistico” e “non rende giustizia al lavoro fin qui condotto dalle Commissioni e Sezioni Territoriali, affermare sbrigativamente che il permesso di soggiorno per motivi umanitari sia stato concesso a persone che non avevano diritto di rimanere nel nostro Paese”.

Fanno presente che “attualmente la protezione umanitaria viene accordata anche a un numero crescente di persone che hanno subito violenze e torture in Libia e che per questo si trovano in condizioni di particolare vulnerabilità fisica e mentale”, come ripetutamente ha denunciato anche l’Alto commissariato Onu per i rifugiati.

Si ribadisce che "la protezione umanitaria ha consentito di affermare in maniera chiara che vi sono diritti che l'Italia riconosce a tutte le persone, indipendentemente dal sesso, dalla razza, dalla lingua, dalla religione, dal credo politico. Diritti validi sempre e comunque, perché parte integrante della nostra Costituzione e delle norme internazionali”. Motivo per cui “Il nostro Paese può rivendicare con orgoglio l’aver introdotto e disciplinato nel proprio ordinamento questa forma di protezione.

Si sostiene che “il rilascio del permesso di soggiorno per motivi umanitari, ben lungi dal creare insicurezza e mancata integrazione, contribuisce in misura sostanziale a rendere possibili percorsi di legalità e di inclusione, unica vera garanzia per la sicurezza delle comunità”. Infatti, diminuire le opportunità di ottenere la protezione umanitaria significa avere più persone irregolari sul nostro territorio perché, se dopo due anni di protezione umanitaria, arriva  il diniego, le persone non lasciano il nostro paese e i rimpatri forzati sono una possibilità remota.

 

 

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