Nel dare seguito all'impegno che mi ero preso nella nota inviata lunedì, sono purtroppo ad informare che,
ieri, in Consiglio regionale la nostra proposta per migliorare la nuova disciplina regionale delle misure del Fondo nazionale per le non autosufficienze, in particolare per quanto riguarda le misure B1 e B2, è stata respinta.
Nel merito, avevamo chiesto di introdurre maggiore flessibilità e di mettere davvero al centro il Progetto di Vita delle persone con disabilità soprattutto in relazione alle misure x B1 e B2.
A giugno la Giunta regionale aveva approvato una delibera che contiene sicuramente elementi positivi, a partire dalla programmazione triennale e da alcune innovazioni che abbiamo condiviso. A partire dai territori e dalle esperienze quotidiane, però, abbiamo raccolto diverse segnalazioni sulle rigidità introdotte, che rischiano di creare problemi concreti alle persone e agli stessi servizi territoriali.
La nostra proposta voleva quindi dare voce alle segnalazioni e aprire uno spazio di confronto con l'obiettivo di non rimettere in discussione l’impianto della delibera, ma intervenire su ciò che può essere migliorato.
In particolare, chiedevamo di superare le incompatibilità automatiche legate alla frequenza dei servizi semiresidenziali per le persone delle platee ex B1 ed ex B2. Oggi, ad esempio, per le persone ex B1 la frequenza di un servizio semiresidenziale per almeno 18 ore settimanali può determinare automaticamente la perdita della misura economica, mentre per la platea ex B2 l’accesso al sostegno è subordinato a una valutazione multidimensionale.
Non può essere il semplice numero di ore trascorse in un centro a determinare quali sostegni servono a una persona. Una persona può avere bisogno di frequentare un Centro Diurno Disabili o un Centro Socio Educativo e, contemporaneamente, di un sostegno economico o domiciliare. Il bisogno non scompare quando si entra o si esce da un servizio: deve essere valutato all’interno del Progetto di Vita complessivo della persona.
Dietro sigle come B1 e B2 ci sono persone, famiglie, percorsi di vita e bisogni concreti. La personalizzazione degli interventi non è una questione di destra o di sinistra: significa costruire le risposte intorno alla persona, evitando che siano le rigidità burocratiche a decidere quali sostegni può ricevere.
Come gruppo PD in Regione Lombardia continueremo a insistere perché le regole siano al servizio delle persone e non il contrario.
Resto a disposizione per qualsiasi necessità e per raccogliere ulteriori riflessioni, osservazioni e sollecitazioni. Colgo inoltre l’occasione per ringraziarvi per il prezioso contributo che state dando, attraverso il racconto delle vostre esperienze e delle criticità che incontrate quotidianamente sul territorio. È anche grazie a questo confronto che possiamo portare nelle sedi istituzionali esigenze concrete e continuare a lavorare per migliorare le misure.
Cordialmente,
Matteo Piloni
Consigliere regionale



