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Presentazione libro LA NUDITÀ DEL VESTITO di Fabio Scotto Biblioteca Civica di Luino il 15 settembre

Sabato 15 settembre 2018 Ore 17.00 introduce e dialoga con l'autore Paolo Gussoni

| Scritto da Redazione
Presentazione libro LA NUDITÀ DEL VESTITO di  Fabio Scotto Biblioteca Civica di Luino il 15 settembre

Presentazione libro LA NUDITÀ DEL VESTITO di  Fabio Scotto Biblioteca Civica di Luino il 15 settembre

Sabato 15 settembre 2018 Ore 17.00  introduce e dialoga con l'autore Paolo Gussoni 

È curioso leggere in questo libro di Fabio Scotto, “La nudità del vestito”, come sia importante la fisiognomica dello sguardo data ai sembianti della poesia. E infatti, sia partendo dal fondo (il non-volto del poeta, che il ragazzo cieco Tommy svela in epilogo) che dall’inizio (il volto ambrato di donna), esso inizia e finisce con la parola « il volto ». Sembra quasi che il poeta voglia dare un testo a fronte alla sua impermanenza, una descrizione coatta, una indicazione di passaggio, un filo di Arianna, che porti al centro della parola poetica, prospiciente il profilo naturale di un viso. Ed è il mondo reale descritto da un tocco leggero che si fa parola attraverso l’osservazione lungo i viaggi che non sono solo quelli fisici del poeta, ma tutto quel che si vorrebbe trattenere o rievocare attraverso le parole della poesia. Un libro ricco di suggestioni colte, di controfigure “dell’Altrove” di cui è composto il testo che accompagnano il lettore alla scrittura poetica di Fabio Scotto, ormai un sicuro e mai scontato punto di riferimento del pubblico della poesia. E come ammette lo stesso Autore, quello che conta è la parola girovaga che sottrae a ogni vero o falso sembiante il puro spirito (l’aspetto o i lineamenti del volto: Tiresia, che mutò sembiante [Dante]), per donarsi alla poesia, vera protagonista di questo libro. Un finissimo linguaggio che tocca punte di lirismo altissimo senza nulla togliere alla linearità della prosa. « E che la nudità del vestito non si copra di alcun vestito di per sé vano se nessun corpo gli dà vita, che diventi pagina bianca dove l’inchiostro tesse le sue misteriose trame... ». Parole del poeta che lasciano intendere che nulla di quella loro danza è affidato al caso, ma che in un tramestio di voci e di trasalimenti improvvisi, esse siano « auto da fè coram populo », un atto di fedeltà alle voci supreme della poesia, come quella di Yves Bonnefoy, tanto amato e tradotto da Fabio Scotto, che aleggia con il suo dàimon creativo e protettivo in tutta la sua spettacolare nudità sulla viva « carne del mondo ». 

 Fabio Scotto è nato a La Spezia nel 1959 e vive a Varese. Ha pubblicato le raccolte Il grido viola (Edizioni del Leone, 1988), Il bosco di Velate (Edizioni del Leone, 1991), La dolce ferita (Caramanica, 1999), Genetliaco (Passigli, 2000), L’intoccabile (Passigli, 2004), Bocca segreta (Passigli, 2008), La Grecia è morta e altre poesie (Passigli, 2013), In amore (Passigli, 2016) e le prose di A riva (Nuova Editrice Magenta, 2009), oltre a numerosi libri d’artista. Suoi testi e volumi sono tradotti in varie lingue. Ha tradotto Hugo, Vigny, Villiers de l’IsleAdam, Apollinaire, Bernard Noël, Yves Bonnefoy, di cui ha tra l’altro curato per Mondadori il Meridiano L’opera poetica (2010); sua è l’edizione dell’antologia Nuovi poeti francesi (Einaudi, 2011). Critico letterario e saggista, è autore di vari studi sulla letteratura francese tra Settecento e Novecento. Insegna Letteratura francese all'università di bergamo

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